Archive for ottobre, 2008

Romanticismo e letteratura

ottobre 21st, 2008 | Category: Libri

Non ho ancora visto l’ultimo film di Woody Allen, ma pare che il nostro abbia detto che “l’unico amore romantico è quello non consumato”..andiamo bene.

Ieri ho finito dei racconti (gotici) in appendice allo Strano caso del Dottor Jekyll, e trovo la solita tiritera di cui noi amanti dell’ottocento (letterario) siamo infarciti: i due protagonisti, l’io narrante (protestante) e la vampira spagnola Olalla si lasciano per sempre. Idioti, un pò come Romeo e Giulietta, ma qui pure peggio, in nome di un’ideale superiore di sacrificio francamente imbarazaante, quando letto così, nero su bianco. La scena si svolge su un sentiero, sotto un crocifisso.

I looked at the face of the crucifix, and, thoug I was no friend to images, and despised that imitative and grimacing art of which it was a rude example, some sense of what the thing implied was carried home to my intelligence. The face looked down upon me with a painful and deadly contraction; but the rays of a glory encircled it, and reminded me that the sacrifice was voluntary. It stood there, crowning the rock, as it still stands on so many highway sides, vainly preaching to passers-by, an emblem of sad and noble truths; that pleasure is not an end, but an accident; that pain is the choice of the magnanimous; that it is best to suffer all things and do well. I turned and went down the mountain in silence; and when I looked back for the last time before the wood closed about my path, I saw Olalla still leaning on the crucifix.

Comunque, grande Stevenson: è uno scrittore che fa delle anlisi psicologiche notevoli (pre-Freud, ricordiamo) e raramente banale. Almeno nell’accezione corretta: è banale come lo è un classico dopo 100 anni, nel senso che tanti l’hanno copiato..

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La grotta di Gino

ottobre 12th, 2008 | Category: fantasia,Viaggi

Moncalieri: seguendo vaghi indizi raccolti da depliant e in rete, sono andato a verificare di persona l’esistenza della grotta di Gino, un cunicolo, in parte allagato e navigabile, che si snoda a chiocciola nella collina tra il castello e l’ospedale di Moncalieri.

La grotta esiste veramente! Grazie alla gentilezza del responsabile del ristorante che mi ha aperto, ne ho visto l’imbocco. Si accede dal bar posto in piazza Amedeo Ferdinando 2, in cima alla strada che dal basso porta su all’ingresso dell’Ospedale di Moncalieri.

L’accesso segue gli orari del bar, che è chiuso il sabato. Alla fine della gita è gradito un obolo libero.

Da quel che ho capito la grotta è stata scavata per drenare l’acqua piovana che filtrava nella collina (e dunque nella cantina del palazzo). Si parte dal basso, da Bar (vedi foto pessima) in cui un canale si incunea nella collina. Una barchetta, spinta a mano usando un mancorrente, lo naviga per circa 50 metri. Fiancheggiano il canale delle nicchie con il vino messo al fresco. L’acqua e la roccia fanno da coibentante naturale.

Una volta finito il canale inizia la grotta vera e propria, con sculture e nicchie e giochi d’acqua scavati nella seconda metà dell’ottocento dal signor Gino (di cognome), i cui discendenti ancora abitano nel palazzo del ristorante (e presumibilmente possiedono palazzo e ristorante). I cunicoli procedono a spirale verso l’alto fino a sboccare sulla terrazza del dehors del ristorante (che è in cima, dunque). 

Qualche altra info si trova sul sito http://profile.myspace.com/index.cfm?fuseaction=user.viewprofile&friendID=413900404

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Il potere del vapore

ottobre 08th, 2008 | Category: Viaggi

Sono stato a Londra di recente, giusto una toccata e fuga. E nella fretta l’ unica cosa che ho visto della capitale dell’impero è stata Liverpool Station. Sebbene rimodernata ha degli splendidi interni in ferro vetro. Direi attorno alla metà dell’ottocento. Belli.
E leggendo, durante il viaggio, Balzac, le due capitali all’epoca nemiche mi si sono colorate di ancora più fascino. Parigi e Londra unite dalle grandezze imperiali, e dall’energia, terribile ma affascinante, del positivismo.
Che rimpianto per il Crystal Palace di Londra, smantellato e distrutto. Doveva essere una cosa impressionante.

A Parigi, tanto per cambiare, sebbene più tardo, sono mervigliosi il Petit Palais e soprattutto il Grand Palais, davanti all’Eliseo. Lo stile “pompier” (come definito dalla Routard) al suo massimo splendore, e un interno in ferro (poco) e vetro (tanto) da togliere il fiato.

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