Archive for dicembre, 2008

Brüsel

dicembre 22nd, 2008 | Category: Viaggi

Bruxelles non è solo Manneken Piss e comunità europea. È anche un paradiso di liberty e fumetti.. circondato da grevi palazzoni fin de siecle costrutiti sul sangue del Congo.


Qui vediamo, dall’alto a sinistra:

  • Hôtel van Eetvelde (casa del governatore del Congo), di Horta. circa 1895-98
  • un palazzo della UE
  • palazzo Stoklet, costrutio da Hoffman nel 1910, tra Art Nouveau e Deco.
  • casa dell’artista/architetto Cauchie,
  • un palazzo al parco del 50enario, stile Leopoldo II
  • il murales detto Bruxaille (sono due uomini.. infatti fa da entrata al quartiere gay, ma later on è stato rimpolpato uno dei due per farlo assomigliare di più a una ragazza)

Brüsel è il nome della città immaginata da Schuiten per il suo volume delle Cités obscures dedicato a Bruxelles

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Parigi tra letteratura e architettura

dicembre 11th, 2008 | Category: Libri, Viaggi

Parigi è un’ottima scusa per girare a naso all’insù inseguendo un libro. In questa recente gita:
Numero 7, rue de Grenelle. La casa dell’Eleganza del riccio.
Peccato ora al pian terreno ci sia una boutique Prada e della concierge nessuna traccia


36, Quai des Orfevres: sede della police Judiciaire: da Maigret in poi quasi tutto il poliziesco francese passa di lì.

Una meraviglia: la prima cattedrale gotica della nostra storia: la cattedrale di St. Denis, subito a nord di Parigi. Tomba dei re di francia carolingi, merovingi e capeti.

Devo ringraziare Ken Follet e i Pilastri della Terra che la citava, lei, la meravigliosa cattedrale, e soprattutto il chiostro di luce dell’abate Suger. Teologia della luce contro il buio romanico. Da non credere. E il tutto a mezz’ora dalla senna..

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Il paradiso della classe operaia

dicembre 02nd, 2008 | Category: film

Prima della proiezione de “La classe operaia va in paradiso” (Elio Petri, 1971) durante il TFF, c’è stato un interessante introduzione di Sergio Toffetti (direttore della Cineteca Nazionale). Oltre a parlare di conservazione della proprietà intellettuale (secondo lui, ironicamente, è proprio agli “aventi diritto” che NON si deve lasciare il compito di preseravare il patrimonio culturale e documentale), ha affrontato il tema del colore e della maniera di vedere dei film italiani usciti in quegli anni.
Diceva che Petri, un po’ schiacciato sotto l’etichetta di regista “impegnato”, aveva anche una sua particolare estetica grafica, molto viva, e che pescava a piene mani nel periodo pop di quegli anni. Anche se la copia non era perfetta (a suo dire), in effetti si notava una esplosione di colori forti, talvolta, di arancioni, di rossi, di blu, veramente pop.

Lo sospettavo prima, ma dopo questo film penso che Gian Maria Volontè sia stato il migliore attore italiano che abbiamo avuto. Basta vedere l’espressività della sua voce, e mio dio, quegli occhi.. persino la sua pelle (in questo film rovinata dalla fatica, dalla fabbrica, dal freddo) è espressiva.

Molto bella (soprattutto in alcuni passaggi) infine la colonna sonora di Morricone, con un tema che a me ha fatto venire in mente il tema di Saruman nel Signore degli Anelli. Appena riesco a tagliarne un pezzo pubblicherò i due spezzoni.

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