Archive for febbraio, 2009
Shantaram
Some loves are like that. Most loves are like that, from what I can see. Your heart starts to feel like an overcrowded lifeboat. You throw your pride out to keep it afloat, and your self-respect and your independence. After a while you start throwing people out – your friends, everyone you used to know. And it’s still not enough. The lifeboat is still sinking, and you know it’s going to take you down with it. I’ve seen that happen to a lot of girls here. I think that’s why i’m sick of love
Shantaram. Gregory David Robert (p.63)
Nessun commentoÅsgårdsreien 2009
4 giorni in Norvegia, di cui 3 a spostarsi e due giorni di snowboard a Hafjell (Lillehammer) e Hemsedal. Il primo giorno molto bello, con neve fresca farinosa, il secondo freddo e vento da alta montagna, più radicale.
Ho visto cose che voi umani… big Air alti 5 o 6 metri, muri di neve per le strade, renne finte e un sacco di Peppe’s pizza sparsi per la norvegia. Auto sepolte sotto la neve. Interessante vedere come nei paesi di motagna sia tutto (tutto) coperto di neve. Non ci sono chiazze di terreno spoglio. A 0 metri sul livello del mare, e’gia’ tutto bianco.
E poi anche se le montagne sono basse, sembra di essere alti perche’a 300/400 metri ci sono i larici, a 900 metri non c’è quasi più vegetazione.. in pratica è come se le nostre montagne fossero spostate di 1000 metri in basso. L’esperienza è simile. E la neve bella. Poi ci sono piste “selvaggie”, non battute.. appositamente, molto carine tra i boschi. Tra i boschi poi che sono troppo fitti per entrarci seriamente.
Chiusura con Oslo e il mare ghiacciato. E al museo Nazionale, bei quadri e illustrazioni tratti dalla mitologia nordica, che si sa, è sempre bella, tra troll e valchirie.
Nessun commentoLilith
Ho finalmente letto l’ultimo fumetto di Luca Enoch, intitolato Lilith. Sulla scia di Gea, è un fumetto scritto e disegnato dallo stesso autore. Ho trovato notevole il primo numero per molti motivi, non ultimo il disegno.
Anche la sceneggiatura mi è parsa notevole, ad esempio per il modo in cui affronta la guerra di Troia. Questa storia, una delle più vecchie per la verità, viene raccontata integrando con nuove visioni il canovaccio omerico, senza per questo snaturarla, o banalizzarla (pensiamo a Troy).
Così, secondo Enoch, il cavallo di Troia (qui un enorme helepolis) è in realtà una immensa macchina d’assedio in forma di tronco equino, che viene usata per assalire le mura di Wilius (la ventosa, in dialetto locale, da cui.. desumo, la greca Ilio). Il cavallo sfonda le mura, e si incendia, non prima di avere vomitato dentro la città “centinaia di guerrieri” che erano racchiusi nel suo ventre.
O che dire di Achille (iracondo e funesto come sempre, Akireu principe di Ftia) che se la prende, tra gli altri, con la protagonista eponima del fumetto, ha la peggio e rimane cieco e mutilato. E finisce, disperato, per trovare una nuova ragione di vita nel cantare le gesta dell’assedio. Ricorda niente l’aedo cieco?
Il tutto condito da una Atena in carne e ossa che vola sul campo di battaglia, e i soliti, splendidi, disegni di Luca. Consigliato.
Nessun commentoInseguendo da Vinci
A Londra, inseguendo (!) Dan Brown: l’ultima volta che ci sono stato, a Gennaio, sono andato a cercare la Temple Church.
Il potere della parola scritta (pur nella triviale incarnazione in Brown) è stato tale che dal libro mi immaginavo una cosa tutta diversa, molto più evocativa. Il luogo è carino, raccolto, ma praticamente tutto ricostruito nell’ ’800 e nel secondo dopoguerra, causa il Blitz.

La cosa carina è che la Temple Church (veramente costruita dai templari nel 1100 o giù di lì) è dentro un quartiere che, passeggiando, non si vede. Sono gli Inns of Courts, i 4 quartieri dove esercitano tutti i barrister di Londra. Questo è particolarmente bello perchè l’accesso è solo attraverso 3 o 4 portoni aperti dentro delle case. Da fuori, passeggiando lungo lo Strand, si supera senza accorgersene. Idem dal lungo Tamigi. Nella galleria ci sono un paio di foto degli interni..
Interessante vedere la differenza tra Parigi (con ad esempio Saint Sulpice.. ebbene sì, sono stato anche lì a seguire il libro) e Londra. Qui, all’ingresso della chiesa, vendono egli opuscoli che informano sulla chiesa e Dan Brown. Nella chiesa di Parigi, ci sono dei fogliettini che spiegano invece come il libro sia pieno di panzane e che le descrizioni non corrispondano al vero. Snob i francesi eh..
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