Archive for aprile, 2010
25 Aprile, 65 anni dopo



Bella la piazza a Torino oggi, per il 25 Aprile. Tante gente, quasi nessuna per la celebrazione, ma vabbé.. Molto carini, sotto il monumento all’artigliere del regno di Sardegna, appollaiati, militanti comunisti muniti di bandiere credo sovietiche originali, e belle magliette rebeldi. Ho resistito a stento all’acquisto di una o due creazioni su sfondo rosso.
Sul palco come sempre giovani e meno giovani, resistenti della prima ora, e ragazzi che leggono storie di ragazzi (ora nonni, se va bene) che aveano appena 20 anni tanti anni fa (e i cui nomi echeggiano nelle vie di Torino, soprattutto in zona Crocetta / San Paolo). Io lo trovo sempre commovente. Non ho sentito cantare “Bella ciao”, purtroppo, ma l’ho sentita suonare dall’orchestra di giovinetti delle scuole della val Sangone. Così come ho sentito suonare “Fischia il vento”.. mi sembra di ricordare su musica tradizionale russa, una cosa tipo “I battellieri del Volga”.
Vale sempre la pena. C’era più gente in giro per i negozi aperti che per questa paludata celebrazione. Che fare? Ma perché, dio bono, noi non abbiamo fatto come la Francia, e invece di stupide feste ancora meno sentite, tipo il 2 Giugno, o altre, non abbiamo fatto del 25 Aprile la festa nazionale? Timorelli come sempre.. paciosi.. e invece più sangue, e meno cencelli. Ogni tanto il cerchiobottismo non paga, e con gli Italiani paga ancora meno.
Bella, ciao.
Nessun commentoMiiii…non ci posso credere.. 1902.info
Non ci posso davvero credere!! Dopo anni è finalmente in linea la nuova versione del mio sito dedicato all’architettura Liberty. È stato nel development hell per anni, rifatto una prima volta nel 2002, poi nel 2006, ma sempre provvisorio. Dal 2005 in avanti ho accumulato peraltro un sacco di foto personali di libery in giro per l’europa che aspettavano solo di essere catalogate e inserite.
Nel mentre pochi volenterosi anonimi autori hanno continuato a contribuire al sito, soprattutto per il nord europa. Grazie mille a loro. E grazie mille a tutti coloro che hanno ascoltato per anni i miei borbottii.. “cosa fai questo w.e?”… “mah, dovrei mettere a posto il sito sul liberty” e questo per anni..
Grazie a chi sa dunque, se non non la finiamo più. E invece qui voglio parlare di questo mio pargolo che raccoglie foto e immagini di viaggi di appassionati in giro per il mondo con una macchina foto (o un cellulare) a cercare il bello in ogni angolo di strada.
Diciamolo, quasi non ci posso credere!! Ho finito di catalogare le mie foto, accumulate in anni di peregrinazioni.. il sito ha una nuova grafica, mi sembra funzionare.. ora posso riposarmi e dedicarmi ad altri pet project!
Una nota per chi non lo sapesse, e fosse troppo pigro per seguire il link: come recita il claim, 1902 è un sito dedicato alle “Città del Liberty”. È una grande raccolta di dati su edifici liberty sparsi per il mondo, corredati da foto, foto e ancora foto, informazioni sugli autori e coordinate geografiche.
Se mai qualcuno avesse voglia di contribuire, basta registrarsi.
1 commentoEymerich contro Coriandolo
Oggi mi sono visto “Sangue in facoltà”, terzo episodio della terza serie (3-3.. che, moltiplicato per due e sommato a 3×2x100 fa.. 666) del grandissimo Coliandro. Anche se avevo subito capito chi fosse l’assassino, episodio come sempre godibilissimo. E in più una chicca. Valerio Evangelisti nella parte di un professore, topo di biblioteca, inquetante. L’avevo anche riconosciuto subito. E poi ci sono i giochi di ruolo che, si sa, per i profani sono sempre forieri di tragoedie. Consigliatissimo.
Nessun commentoL’ispettore Coliandro
Sono diventato un grande fan della “fiction” dell’ispettore Coliandro, amichevolmente detto Coriandolo. Dalla penna di Carlo Lucarelli (che nella prima serie fa anche delle comparsate à la Hitchcock, interpretato dal simpatico Giampaolo Morelli, sempre circondato da belle, diciamolo, gnoccolone. La sceneggiatura è brillante, piena di riferimenti cinematografici pensati e detti dallo stesso Coliandro: la prima puntata, quando finalmente punta la pistola in testa ad un baddie e gli dice “Coraggio, fatti ammazzare”, poi soddisfatto pensa “minchia, quanto è che volevo dirlo..”.
Un grande applauso alla regia dei Manetti Bros. Il primo episodio della prima serie, “Il tempo del lupo”, inizia con un montaggio e una musica strepitosi, da urlo. Un po’ Tarantino, un po’ no, molto stylish. Consiglio anche “In trappola” della prima serie. E la musica della serie, sempre in tono con gli episodi, divertente. Mi ricordo soprattutto il rap pulp su Shangai (pare sia “Cielo nero”).. Visivamente il tutto è molto anni ‘70, in una Bologna che sembra San Francisco di Callahan, con una buona dose di ironia e una generosa dose di “mmminchia” (l’esclamazione preferita dal nostro)…
Gli episodi li trovate indicizzati qui e sono visibili in streaming sulla Rai.
Nessun commentoil sudario santo
Oggi ho accompagnato, in questa bella giornata di sole, la mia nonnina a vedere il santo lenzuolo, o sindone che dir si voglia. Due, immancabili, parole sull’organizzazione: efficientissima, e tutti gentilissimi. In più, complice la carrozzina, siamo stati velocissimi. Certo, nessun controllo delle prenotazioni, nessun controllo dei bagagli. Avremmo potuto fare una strage, ma soprattutto, andare non prenotati! Non sia mai.
Ora veniamo a noi, al lenzuolo: il primo approccio è in un tendone dove proiettano un film che è solo una serie di zoom sulle varie parti del telo, con indicazione multilingua di cosa si tratti. La base suppongo fosse una foto ad altissima risoluzione, la migliore esistente, della sindone: orbene, a me ha suscitato vari salaci commenti, che mi sono tenuto per me. Sembrava di vedere uno sketch dei miei amati Monty Python. Zoom sul volto e scritta “il volto con la corona di spine”. Strizzando gli occhi, si intravede il volto. Intravede. Ed ero in prima fila. Zoom sulle braccia e scritta “le mani incrociate e i segni dei chiodi”. Qui.. leggere strisce scure sarebbero le mani, ed evanescenti macchie rossastre le ferite. Zoom su campo bianco, e scritta “la ferita del costato”. Se lo dice lei..
altro zoom: “piedi e ferite dei chiodi”. Sempre zoom su un telo praticamente candido.. una tenerezza.
Finalmente il duomo: 5 minuti di attesa poi, grazie alla nonna in carrozzina, primissima fila, anzi, davanti alla prima fila. Mi sono pure inginocchiato per non dare fastidio alle file dietro. Tra due carabinieri coi pennacchi e con le armi, il santissimo lenzuolo.
Mah, si vede proprio poco. Comunque fa un certo effetto, per artificiale che sia. Anche perché mi è venuto un sospetto: e se per farlo hanno usato, sia pure nel 1200, un uomo, nudo, e ferito sul serio?
E poi mi sono domandato: ma qualcuno ha fatto una prova, a avvolgere a “portafoglio” un uomo della statura di quello rappresentato sulla sindone, e vedere se il sangue della corona di spine sulla nuca, si trova nella posizione anatomicamente corretta? A me non sembra. Diciamo che a livello di sviluppo di un corpo su una superficie non ci siamo.
Un po’ triste comunque. Tutto buio, sofferenza, sangue, e un telo in cui si intravede poco o niente, e un volto in negativo, neanche tanto chiaro. Tardogotico. Che regligione del piffero però, tanta oscurità, sangue, sofferenza. Soprattutto la controriforma. Dovendo scegliere, meglio la teologia della luce dell’abate Suger.
E infatti che gioia uscire alla luce del marmo bianco del duomo e di piazza Castello. E che bello vedere San Lorenzo, quella sì una chiesa solare, dopo tutti quei velluti e quegli ori, per di più poveri, che insozzano il bel duomo rinascimentale.
Interessante, ma la cosa più commovente sono state le scritte in polacco del video introduttivo. Veramente.
Qui un bell’articolo del CICAP Piemontese sulla Sindone di Torino
Nessun commentoLa maratona di Roma
Il 21 Marzo 2010, quasi bella giornata di primavera, corro la mia prima maratona di Roma. Iniziata sotto pessimi auspici (pessimi.. diciamo non buoni) si è rivelata un allucinante massacro. Emblematica la foto qui a fianco, scattata dal prode zio Alf: a 200 mt dall’arrivo sono arrivato camminando, e sorretto da due grandissimi samaritani.
Qui un breve resoconto scritto a caldo ai miei compagni di squadra:
Ciao ragazzi
spero che glia ltri siano andati bene.. io vi faccio il resoco nto della mia che e’ stata bellissima all’inizio, divertente a meta’ e allucinante (non scherzo) dal 35 in poi.
Ho iniziato evidentemente a sbarellare. A parte straparlare col pubblico ecc… ho iniziato a rallentare(ero tarato per finirla in 3h29) ma evidentemente non abbastanza. Ho iniziato a barcollare, ho mollato, ho camminato, ho corsicchiato alla alberto sordi, ho ricamminato, ho ricorso piano piano (con il pubblico che chiamava anche il mio nome… molto, molto imbarazzante). Avevo paura di svenire, e vomitare, e a un certo punto ho inizatoa sentire i crampi (che per fortuna dopo pochi passi se ne sono andati).. insomma, solo con forza di volonta’ sono arrivato alla maledetta fine.
Intato, barcollavo cosi’ tanto che parecchia gente sentivo che mi stava vicino per controllare, e alla fine due gentili ragazzi mi hanno sostenuto credo per gli ultimi 2km, o l’ultimo, non ricordo bene. HO pero’ tagliato il traguardo da solo con un tempo schifosetto di 3h47 sul mio Garmin. Garmin che ha sbagliato tutte le statistiche e distanze, ffino a finire credo a 43,km e 500..
Sono anche stato nella tenda del pronto soccorso per un’ora e mezza, sotto le coperte termiche, e con due gentili massaggiatori che mi hanno evitato i crampi. NBella tenda, all’inizio, non sapevo bene cosa dovessi fare e, diciamolo, bene dove fossi.Chiedo a voi esperti.. cosa ho sbagliato? Ho corso troppo veloce all’inizio? Ho manbgiato pochi zuzccheri durante la gara (e ho avuto il famoso calo di zuccheri?)> Ho spremuto troppo dal mio corpo?
Sul calo di zuccheri (a cui imputerei anche lo sbarellamneto mentale) ho dei dubbi, perche’ sono diciamo, “guarito”, senza mangiare zuccheri prima di altre 2 ore.. ho solo bevuto tantissimo, litri e litri di gatorade e acqua.Cmq.. una esperienza. E la cosa buffa e’ che ora non vedo l’ora di farne un’altra, con calma, in autunno
![]()
Per il resto, il percorso è bellissimo, soprattutto l’inizio e la fine. Partire tra 10000 persone, con la musica de The Final Countdown a palla, con il colosseo alle spalle, l’arco di Costantino di fianco, i fori imperiali davanti e sullo sfondo l’altare della patria, be’, non pensavo, ma è emozionante. E arrivare a piazza San Pietro, da via della Conciliazione.. tra due ali di folla: bello. Mi sono goduto meno da piazza Navona in poi, tant’è che non ho ricordi della fontana di Trevi.
Questa volta, attrezzatura migliorata, ma insufficiente: 4 gel, Garmin che ha sballato tutto, e bravi compagni di corsa. Rispetto a Nizza mi sembra ci fossero meno rifornimenti d’acqua, e li ho sentiti tutti!
Da rifare senz’altro.
Una cosa molto bella è questo video, automatico ma fatto bene, dei passaggi salienti del vostro:
Pettorale: 4626
Anno di nascita: 1972 – Nazionalita’: ITA
Società: CRAL REGIONE PIEMONTE
Tempo finale: 3:49:30 (tempo gara 3:48:11)
Posizione assoluta: 3452
| Split | Time | minKm | Delta | minKm | RealTime |
| Km 5 – Via Ostiense | 0:27:17 | 5,27 | 0:27:17 | 5,27 | 0:25:54 |
| Km 10 – L. Testaccio | 0:52:11 | 5,13 | 0:24:54 | 4,58 | 0:50:48 |
| Km 15 – L. Marzio | 1:17:09 | 5,08 | 0:24:58 | 4,59 | 1:15:46 |
| Km 21,097 – L. Vittoria | 1:47:25 | 5,05 | 0:30:16 | 4,57 | 1:46:03 |
| Km 25 – Foro Italico | 2:06:22 | 5,03 | 0:18:57 | 4,51 | 2:04:59 |
| Km 30 – L. Thaon di Revel | 2:31:30 | 5,02 | 0:25:08 | 5,01 | 2:30:07 |
| Km 35 – Largo Argentina | 2:57:06 | 5,03 | 0:25:36 | 5,07 | 2:55:43 |
| Km 40 – Via Petroselli | 3:33:03 | 5,19 | 0:35:57 | 7,11 | 3:31:40 |
| Arrivo | 3:49:30 | 5,26 | 0:16:27 | 7,29 | 3:48:08 |

il link al Garmin Connect Center.







