Archive for novembre, 2010

Architeutis architeutis!

novembre 29th, 2010 | Category: criptozoologia,film,orrore

Seguendo Adèle, ci siamo trovati davanti alla galleria dell’Evoulzione, nonché Museo di Storia Naturale, di Parigi. Entrare o non entrare?

Dubbio sciolto dall’eccellente guida Routard! L’unico esemplare di calamaro gigante esistente in un museo è qui, a portata di mano! Come rinunciare a una chtulhesca avventura?

Il museo di per sè è veramente bello e moderno, del tipo del più famoso di Londra, e  ha molti spazi per bambini e cose interessanti, in un allestimento che mischia neoclassicismo, l’immancabile ferro-vetro ottocentesco e allegri scheletri di animali esistenti e non (tipo il dodo, qui in una sua rarissima versione impagliata).

Ma la star è sicuramente il calamaro (femmina) di 6 metri, con un gradevole colore rosato che tanto gli dona. Plastificato grazie a moderne tecniche di imbalsamazione, non rende onore ai suoi 6 metri presunti. Vero è che in acqua farebbe impressione vederselo vicino, ma di questi 6 metri, neanche 2 sono di corpo, il resto sono dei tentacoli e dei due, lunghissimi, tentacoli prensili. Impressionante invece il multiforme orifizio buccinatorio, degno dei grandi antichi.

E per la serie, mestieri strani, presentiamo lo “specialista di calamari giganti” e gli specialisti, italiani, di plastinazione:

Le 25 mars 2008, le Muséum national d’Histoire naturelle accueille en sa Grande
Galerie de l’Évolution le premier spécimen de calmar géant plastiné au monde !

L’arrivée de Wheke (prononcez Ouéké) à la Grande Galerie de l’Évolution est le fruit
d’un don du NIWA (National Institute of Water & Atmospheric Research Limited)
au Muséum national d’Histoire naturelle, par l’intermédiaire de Steve O’Shea,
spécialistes des calmars géants en Nouvelle-Zélande et de Renata Boucher,
spécialiste des céphalopodes en France.

Alors que partout ailleurs dans le monde, les spécimens de calmar géant sont
présentés au public dans le formol ou l’alcool, Wheke le calmar géant du Muséum,
mesurant plus de 6 m, est montré au public comme dans son milieu naturel.

Una curiosità, il processo di imbalsamazione (politicamente e correttamente in Francia definito “naturalizzazione”) viene qui declinato nella sua versione moderna di plastinazione, ad opera della italiana VisDocta di Brescia.

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Sulle tracce di Adèle Blanc-Sec

novembre 29th, 2010 | Category: Consigli letterari,criptozoologia,Fumetti,Viaggi

Questa ultima visita a Parigi è stata anche sulle tracce dell’eroina dell’omonima serie di fumetti di Jaquest Tardi, da poco al cinema con una divertente riduzione di Luc Besson.

Comunque, anche gli Champs-Elysées addobbati a festa sono sempre carini. Ora le lucine sono led eco-friendly..

Si comincia dal Grand-Palais. Come ben noto che Parigi, insieme a Londra, è la capitale del Rivetto e del Ferro-Vetro vittoriano, che qui poi sfocerà nel liberty franco-belga. E dunque come prescindere dalla rara occasione di entrare nella navata del Grand Palais, questa volta addobbato ad ospitare il salone dell’Arte Francese (che nell’ottocento, immagino, fosse altra cosa). Il salone è una mera curiosità. Di medaglie d’oro ce ne sono poche, e in genere sono meglio quelle d’argento. C’è anche, istituzionalizzato, il salone “off”..ma la star è il palazzo che, di sera, assume colori veramente curiosi.

Due giorni dopo, sulle tracce di Adèle e dello Pterodattilo (da Adèle et la Bête), finalmente si arriva al Jardin des Plantes, complice anche l’ottima e solita Routard. Si inizia con uno spettacolare e inaspettato padiglione very much vittoriano, tutto rivetti, teche e scheletri classificati.. di vertebrati moderni al pian terreno, di mastodonti antidiluviani al piano superiore. Superbo!

La statua all’ingresso del museo, in delizioso stile positivista, rappresenta un orango che strangola un uomo (forse un buon selvaggio). QUale miglior monito al fatto che la natura, soprattutto se selvaggia e non civilizzata dall’uomo occidentale, uccide?

Si prosegue poi in simpatiche serre di acclimatamento tutte rivettate per arrivare poi alla Grand Galerie de l’Evolution, meno vittoriano ma, per altri motivi, ancora più sbalorditivo..

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Maratonando col didietro

novembre 15th, 2010 | Category: Sport

Dopo i fasti e disastri (più disastri) di Roma, ho rifatto una maratona. La preparazione è stata pressoché nulla.. credo 4 settimane con due lunghi e un 30km in collina (che vale la pena) e se va bene 8 allenamenti da 10km. Il risultato è però stato buono. Mi sono prefisso un tempo lento, ma non lentissimo, e ho finito poco sotto le 3h40′, senza crolli e anzi accelerando alla fine.
Ah sì, la maratona è la Turin Marathon.. inizo e arrivo belli (soprattutto l’arrivo in città, poi in centro..) ma la metà è bruttina, nelle campagne industriali, che culminano con la salita terribile (quasi..) verso Rivoli. Poi si scende, si vede il villaggio Leumann.. e piano piano si fa tutta Torino.
Ho anche foto che la mia famiglia, venuti come supporter in bicicletta, ha fatto negli ultimi chilometri. Divertente. Ora mi sa che mi aspetta Roma, per rimediare.

Sono partito armato di cartuccera piena di gel e pseudo-gatorade. Per strada, delle 4 boccette di liquido ne ho perse ben tre, però i gel me li son puppati per bene, direi 5, e ho tenuto un buon ritmo considerando la salita e la preparazione inesistente, o meglio fatta col deretano.
Carino, durante il percorso, tanti batteristi che davano il ritmo (peccato fossero solo nei centri abitati) e molti No Tav a Orbassano e Rivalta. Non mollate!

Alla prossima

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Grafica slava

novembre 14th, 2010 | Category: design,film

Recentemente sono stato al Forte di Bard, all’imbocco della valle d’Aosta, per vedere una bellissima mostra su Alphonse Mucha (francesizzazione di Alfons Mucha). Perlatro il forte è molto ben restaurato, c’è anche un bel museo sulla montagna e il paesino ai suoi piedi, è delizioso.
Comunque, se Guimard o Horta sono la quintessenza del liberty in architettura, Alphonse Mucha lo è nella grafica, e il suo stile richiama immediatamente la Parigi fin de siécle, Sarah Bernardt, le pubblicità più varie, i calendari, ecc.. La mostra, ben curata, presenta anche un inedito Mucha fotografo, ed è ancora aperta per pochi giorni.
Poco conosciuta invece è la sua ultima opera, l’Epopea Slava, una dozzina di grandi tele sull’onda del panslavismo a cavallo delle due guerre. Per ovvi motivi non era in mostra, ma c’erano bozzetti e disegni, molto evocativi. Da solo per me, appassionato, varrà un viaggio nei pressi di Praga.

Sempre nell’ambito della grafica slava, poco conosciuti da noi sono i poster polacchi di film. Credo per motivi di autarchia, più che di censura, nella Polonia comunista, e anche ora, i film occidentali erano presentati con poster realizzati ad hoc, con una grafica spesso migliore dei poster originali. Cercando in rete “polish movie poster” se ne trovano parecchi. Io apprezzo molto Michał Książek, un giovane grafico di cui presento qui uno dei miei preferiti: l’Impero Colpisce Ancora (deliziosamente chiamato, in polacco, Imperium Kontratakuje). Mi è passato per le mani in una galleria di Londra ma, stupidamente, non l’ho comprato subito. Cambiata idea dopo una settimana.. è sparito. Cercherò ancora.

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