Archive for febbraio, 2011
Sankt Peterburg e Ленинград



Sono stato 4 giorni a Leningrado, pardon San Pietroburgo.
Ci sono parecchie foto del viaggio in questa pagina.
D’inverno.. a febbraio. E devo dire che mai più potrò lamentarmi del freddo cane a Torino. Credo di avere sentito -26 gradi sulla pelle, di notte forse anche qualcosa in più.
A parte il freddo, la città è risultata veramente incredibile. E due cose porterò sempre con me: la prima notte, a camminare lungo la Neva ghiacciata, e vedere le rive delle 3 o 4 isole rilucenti di luci, e ciminiere, con i fumi vomitato in cielo, i fari a illuminare i palazzi, e il ghiaccio e l’acqua che fumava, e la mattina dopo, ad attraversare la neva dalla fortezza Pietro e Paolo, con le mani paralizzate dal freddo, e vedere l’acqua nera che di nuovo, fumava diabolicamente dietro il palazzo d’Inverno.
Sono felice d’averla vista col freddo e la neve. Tutto il bianco e il candore hanno coperto lo sporco che si sente e si vede. La città è orrendamente trasandata, a parte i palazzi barocchi (e neanche tutti). In ogni dove condomini fatiscenti, strade divelte e dissestate, blocchi di ghiaccio sporco, marciapiedi impraticiabili, anche in centro, anche subito a fianco (o sulla) Nevskij prospekt. Ma fa parte del fascino, così come fanno parte le macchine uscite dal peggior incubo sovietico, miste a SUV dei neomafiosi (o ricchi?) russi.. giuro, abbiamo visto un SUV completamente dorato. E non era vernice da 4 soldi..
I condomini… incredibili. Gli isolati sovieticissimi sono anche di centinaia di metri di lato, e allora è normale che dentro, e dietro le facciate, non sia tutto vuoto, ma ci siano altri palazzi, altre ali del condominio pricipale. Tutto si intravede da bassissimi portoni, corredati di guardiole stile Bulgakov. Ecco.. i portinai (che ora mi sembra non ci siano più), gli androni bassi e sporchi e bui, i cortili, le case dentro, buie.. questo si mi ricorda il Maestro e Margherita.
Ma poi arrivi in centro, e giri attorno all’Hermitage in un folle barocco colorato e ricoperto di neve e ghiaccioli, ed ecco che ti sembra di essere nel Michele Strogoff o forse nei Tolstoj che non ho mai letto (ancora..). E poi Zar, chiese di riparazione (come i Sacro Cuore a Parigi, qui si chiama Chiesa di Nostro Signore del Sangue Versato..nientepopodimenoche)..e canali e ghaiccio e bianco accecante e camminare sul mare ghiacciato e gelare fin dentro le orecchie e bere vodka per scaldarsi e correre nellla metro, tra ragazze bellissime e tante pellicce, e vedere gli omini (o donnone) al termine di infinite scale mobili, chiuse dentro un gabbiotto (questo ancora sovieticissimo) a controllare che tutto vada bene. E ridere per le traslitterazioni in cirillico di parole francesi, come il gettone per la metro (jeton) o la “tualet”
In tutto questo, all’Hermitage, ingresso gratis ai reduci dell’assedio di Leningrado, decorati con medaglia al merito dell’ordine di Lenin (credo). Furono più di un milione i decorati, dopo l’assedio. Erano molti di più quando l’assedio cominciò. È spaventoso vedere e sentire, seppur per poco, il terribile inverno russo e pensare di sopravvivere a un assedio.
D’altra parte, finalmente si capisce il famigerato generale Inverno, che per due secoli ha protetto la Russia zarista prima, sovietica poi, dagli invasori.
In breve, San Pietroburgo è da non credere e da vedere.
Possibilmente con la neve.









