Archive for luglio, 2011

Polar d’estate

luglio 30th, 2011 | Category: fantasia,Libri

Il polar è, in Francia, il nostro Giallo. Con l’inizio del secolo in Francia, avviene qualcosa di unico: l’apoteosi del feuilleton ottocentesco, e la nascita del romanzo poliziesco, o d’azione. I due eroi incontrastati sono, da una parte il genio del male, Fantômas, dall’altra il ladro-gentiluomo, Arsène Lupin.

Letteratura d’evasione, ma che consiglio vivamente a chi, come me, stravede per Parigi, e la francia a cavallo del secolo. Fantômas è più cupo, non è un eroe, ma un vero criminale, assassino, spia, traditore, senza lealtà e senza ideali. Lupin è sicuramente più amabile. È ladro sì, ma rifugge la violenza, e spesso aiuta chi è in difficoltà. Che io sappia, Fantômas invece, ha tradito e venduto anche sua figlia..

Sono una vera e propria industria letteraria, che regalano qualche chicca, come un intramontabile incipit di un capitolo di un romanzo di Fantômas, di Allain e Souvestre, che recitava qualcosa del tipo: “Era un mattino grigio e sporco..” molto urbano, deliziosamente parigino.

Comunque quest’estate ho ripreso da Maurice Leblanc, con alcuni strepitosi romanzi scritti durante la guerra. Nel primo (l’Éclat d’obus), Lupin quasi non appare, ma in compenso c’è una virulenza antigermanica quasi imbarazzante. A leggere il romanzo, charamente propagandistico, il Kaiser (ovviamente Guillaume II) e le truppe germaniche di invasione, con elmo a punta, sono disgustosi Boches, spesso chiamati barbari, e si macchiano di misfatti da fare impallidire (o presagire?) il terzo reich. Stragi, stupri di massa, violenze inaudite e ingiustificate, tradimenti, inganni..

Nel terzo, che sto iniziando ora, sublimemente titolato “L’isola delle 30 bare”, si inizia con un classico: premonizioni, rapimenti, una giovane fanciulla e un principe polacco di nome Vorski. Cosa volere di più: Francia, Polonia, il mare della bretagna e oscure profezie nel più puro stile di Leblanc.. treni, chauffeur e cinematografi. La belle epoque era finita, ma ancora non lo sapevano

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Murales 3/2: falce e pennello

luglio 28th, 2011 | Category: Viaggi

Mi ero dimenticato di un murale spettacolare a SF: finalmente sono riuscito, l’ultimo giorno, a visitare il Rincon Annex. Nonostante il nome sia un po’ curioso per noi, è un ufficio postale costruito verametne durante la Grande Depressione, con il WPA di Roosvelt.

L’architettura di questo, tutto sommato piccolo, ufficio postale è di un classico art deco maturo. Ma l’interno lascia veramente di che riflettere: ora dismesso, ha visto salvati da petizioni popolari i 24 pannelli murali che descrivono la storia della California, dall’età precolombiana fino alla fine della guerra. Autore è un muralista russo emigrato in america, anzi sovietico, Anton Refregier, che li ha dipinti con molte controversie, nei primi anni ’40.

Siamo a San Francisco, per cui la questione sociale è molto sentita, lo era negli anni 30 e 40, lo è stata ancora dagli anni ’70 in avanti. Leggendo le interessanti didascalie che accompagnano ogni pannello si scopre la storia della California e anche la storia dei murales, in cui ogni accenno troppo socialista era osteggiato, mal visto, e spesso cenusrato, anche quando si parlava di monaci francescani o di soldati messicani delle guerre dell’800..

Per questo, dopo la guerra, il complesso è stato quasi distrutto, come simbolo di un era troppo sociale, e poco maccartista. Per fortuna parecchi cittadini e associazioni hanno fatto in modo che venisse salvato, e restaurato ed ora è aperto al pubblico. La cosa curiosa è che a fianco è costruito un nuovo centro commerciale, con murales degli anni ’80. Si vedono manager seduti davanti a potenti PC (IBM!), ragazzi in pattini a (4!) rotelle e così via. Curioso.

Ma tornando al Rincon Post Office, la cosa che mi ha lasciato stupefatto è stata vedere, in murales americani, la bandiera sovietica con tanto di falce e martello, dipinta a più riprese. Siamo alla fine della guerra. La guerra fredda era nei piani, ma non era ancora iniziata, e l’alleato sovietico, naturalmente, era funzionale alla vittoria. Comunque, sempre un bel vedere, murales nello stile realismo socialista di Rivera.
In alcuni pannelli si vedono: la Repubblica di California, durata un mese tra la rivoluzione contro i messicani (la cui bandiera, gettata a terra nell’originale, per non offendere i latinos è stata censurata ed ora appare come un cencio bianco), un colono russo a fianco dei coloni coi carri (e relativi fuorilegge) verso l’Ovest, i conquistadores a fianco di Sir Francis Drake, la ferrovia transcontinentale con i lavoratori cinesi, e infine la 2 guerra mondiale col trionfo finale della società delle nazioni.

Per chi è interessato qui c’è un PDF con la trascrizione di tutti i pannelli e le placche relative di spiegazione. Ben fatto.
Qui si trova una interessante storia delle controversie durante e dopo la realizzazione del murales.


Da notare, di fronte al Rincon Center, un vecchissimo (fine 1800) edificio in mattoni, minuscolo tra due grattacieli.

PS chiedo scusa per le foto.. non so come siano potute venire così pessime.

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You are number six

luglio 28th, 2011 | Category: film

Number SixEbbene.. questi telefilm moderni colpiscono ancora e Zontar si è innamorato di nuovo. Questa volta è l’inarrivabile ed eccessiva Tricia Helfer, alias Numero Sei, un Silone (aka Cylon) umanoide in Battlestar Galactica, la nuova (per me) serie del 2004/2008. Nel suo vestito rosso è quasi insopportabile. E ogni volta che nelle puntate successive si avvicina, nella fantasia o realmente, al dottor Gaius Baltar, folcloristico genio quasi rinascimentale, è un brivido.

La cosa inquietante è che Numero Sei si muove, sinuosa, veramente anche nei corridoi e nei ponti di una base stellare, il Galactica, tra marine sudati e ufficiali indaffarati. E lo fa facendo sembrare il vestito rosso la cosa più (in)naturale del mondo.

E, vestito rosso a parte, devo dire che era anni che non vedevo una serie decente di fantascienza alla tele. Parecchio matura come fantascienza. Violenza, politica, religione, guerra, sesso, alcool e passione. Salti iperluce e belle donne con le pistole. Dai tempi di Life on Mars e Primeval, non avevo più visto serie TV di fantascienza con storie decenti.

Consiglio spassionato: la miniserie pilota della prima stagione di Battlestar Galactica. Dopo io non ho potuto più staccarmi.

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Vere pistole e finti vampiri

luglio 17th, 2011 | Category: Fantacriptozoologia,fantasia,orrore

Serendipity: leggendo un numero di Traveler (rivista Mondadori di viaggi) per caso al mare, mi sono imbattutto su un articolo sui necessaire da viaggio, che andavano fortissimi nel XVIII e XIX  secolo. Si parlava dei fratelli Bonaparte e poi, come curiosità, di un kit per viaggi in Romania e Moldavia, far east europeo, della seconda metà del XIX secolo, che era un kit anti vampiri di tale professor Bloomberg.

Citando dalla descrizione che accompagna il kit:

Vampire Killing Kit This box contains the items considered necessary, for the protection of persons who travel into certain little known countries of Eastern Europe, where the populace are plagued with a particular manifestation of evil known as Vampires. Professor Ernst Blomberg respectfully requests that the purchaser of this kit, carefully studies his book in order, should evil manifestations become apparent, he is equipped to deal with them efficiently. Professor Blomberg wishes to announce his grateful thanks to that well known gunmaker of Liege, Nicholas Plomdeur whose help in the compiling of the special items, the silver bullets &c., has been most efficient. The items enclosed are as follows

  1. An efficient pistol with its usual accoutrements
  2. Silver Bullets
  3. An Ivory crucifix
  4. Powdered flowers of garlic
  5. A wooden stake
  6. Professor Blomberg’s new serum

Come resistere? Google e via, ed ecco scoperta l’agghiacciante verità, anzi due:

  1. i giornalisti non si informano per nulla, e citano a cavolo
  2. il professore si chiamava Blomberg, ed è un falso, così come falso è il kit.

Peccato. Sarebbe stato divertente. La spiegazione plausibile (ma naturalmente anche questo potrebbe essere un falso..) l’ho trovata qui.

Girando ancora in giro viene fuori che sono stati venduti all’asta parecchi esemplari. Ahime.. come dice l’inventore, troppo tardi si è reso conto che i proiettili d’argento poco servono contro i vampiri, almeno in genere.

Girando un po’ ancora in rete mi sono imbattuto poi nel sito del Supernateum, direi decisamente intrigante: soprattutto questo articolo che collega i kit ammazza vampiri ad Hitler e alla distruzione dei suoi resti.

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