apr 25
25 Aprile, 65 anni dopo



Bella la piazza a Torino oggi, per il 25 Aprile. Tante gente, quasi nessuna per la celebrazione, ma vabbé.. Molto carini, sotto il monumento all’artigliere del regno di Sardegna, appollaiati, militanti comunisti muniti di bandiere credo sovietiche originali, e belle magliette rebeldi. Ho resistito a stento all’acquisto di una o due creazioni su sfondo rosso.
Sul palco come sempre giovani e meno giovani, resistenti della prima ora, e ragazzi che leggono storie di ragazzi (ora nonni, se va bene) che aveano appena 20 anni tanti anni fa (e i cui nomi echeggiano nelle vie di Torino, soprattutto in zona Crocetta / San Paolo). Io lo trovo sempre commovente. Non ho sentito cantare “Bella ciao”, purtroppo, ma l’ho sentita suonare dall’orchestra di giovinetti delle scuole della val Sangone. Così come ho sentito suonare “Fischia il vento”.. mi sembra di ricordare su musica tradizionale russa, una cosa tipo “I battellieri del Volga”.
Vale sempre la pena. C’era più gente in giro per i negozi aperti che per questa paludata celebrazione. Che fare? Ma perché, dio bono, noi non abbiamo fatto come la Francia, e invece di stupide feste ancora meno sentite, tipo il 2 Giugno, o altre, non abbiamo fatto del 25 Aprile la festa nazionale? Timorelli come sempre.. paciosi.. e invece più sangue, e meno cencelli. Ogni tanto il cerchiobottismo non paga, e con gli Italiani paga ancora meno.
Bella, ciao.
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