Archive for the 'Consigli letterari' Category
Sole sulla baia
Non c’è che dire, a me piace questa città, poco popolosa tutto sommato eppure molto estesa, perchè in fondo, la controcultura americana di cui sono intriso, da quella più offstream ex hippy e post hippy, fatta di teorie della cospirazione, di anarchia più o meno libertaria, di socialismo strisciante, a quella più mainstream, dai beat ai nerd ormai sdoganati, viene da qui. È l’unica città dove signori barbuti over 50 girano con lo skate sotto il braccio, e vecchi hippy camminano per strada indaffarati tra ciclisti e giapponesi. Dove homeless che sembrano usciti da un film, sono sullo stesso marciapiede di ragazzotti con felpe e cappuccio, dentro la city. Dove davanti ai negozi e agli alberghi stazionano dipendenti con cartelli di protesta, senza che nessuno batta ciglio, e dove ci sono cooperative e centri di aiuto sociale. Dove c’è ancora tanto verde, e ci sono case sull’oceano, surfer e jogger a tutte le ore. Dove c’è un poeta laureato cittadino (Ferlinghetti) ancora vivo, che ha conosciuto Kerouac e Ginsberg, e dove Coppola ha un suo caffè (il grattacielo inizio secolo in verde rame), sotto il palazzo della sua Zoetrope. Bè, scusate se è poco.
Nelle foto si vede l’interno del Maritime Museum (ex Aquatic Park del 1939), delirante edificio pubblico di elioterapia e talassoterapia art deco a forma di nave all’estremità di North Beach, questo si, decorato con murales sponsorizzati (come tutto l’edificio) dalla benemerita WPA di Roosvelt. I murales sono di Hilaire Hiler.
Nessun commentoVittoriana
nel senso classico, ma anche femminile del termine. Debuggando una mia app (sic!) ho visto una pubblicità di Google e, credo per la prima volta, ho seguito il link. Difficile non farlo visto che parlava di steampunk, dirigibili e vampiri:
Ecco qui Gail Carriger, scrittrice inglese di urban fantasy di cui è uscito l’ultimo libro della serie “The Parasol Protectorate” (e già il nome è geniale): Soulless.
Sulle tracce di Adèle Blanc-Sec
Questa ultima visita a Parigi è stata anche sulle tracce dell’eroina dell’omonima serie di fumetti di Jaquest Tardi, da poco al cinema con una divertente riduzione di Luc Besson.
Comunque, anche gli Champs-Elysées addobbati a festa sono sempre carini. Ora le lucine sono led eco-friendly..
Si comincia dal Grand-Palais. Come ben noto che Parigi, insieme a Londra, è la capitale del Rivetto e del Ferro-Vetro vittoriano, che qui poi sfocerà nel liberty franco-belga. E dunque come prescindere dalla rara occasione di entrare nella navata del Grand Palais, questa volta addobbato ad ospitare il salone dell’Arte Francese (che nell’ottocento, immagino, fosse altra cosa). Il salone è una mera curiosità. Di medaglie d’oro ce ne sono poche, e in genere sono meglio quelle d’argento. C’è anche, istituzionalizzato, il salone “off”..ma la star è il palazzo che, di sera, assume colori veramente curiosi.
Due giorni dopo, sulle tracce di Adèle e dello Pterodattilo (da Adèle et la Bête), finalmente si arriva al Jardin des Plantes, complice anche l’ottima e solita Routard. Si inizia con uno spettacolare e inaspettato padiglione very much vittoriano, tutto rivetti, teche e scheletri classificati.. di vertebrati moderni al pian terreno, di mastodonti antidiluviani al piano superiore. Superbo!
La statua all’ingresso del museo, in delizioso stile positivista, rappresenta un orango che strangola un uomo (forse un buon selvaggio). QUale miglior monito al fatto che la natura, soprattutto se selvaggia e non civilizzata dall’uomo occidentale, uccide?
Si prosegue poi in simpatiche serre di acclimatamento tutte rivettate per arrivare poi alla Grand Galerie de l’Evolution, meno vittoriano ma, per altri motivi, ancora più sbalorditivo..
Nessun commentoBrüsel
Questa recente visita a Bruxelles e Anverse (o Antwerpen) è stata molto soddisfacente, sotto tanti punti di vista, tanto è che con un certo stupore mi sono detto che devo tornare, tante sono le cose che non sono riuscito a vedere.
Comunque sempre bello il liberty (ho scoperto tante casette nuove), fumetti a chili, angoli nascosti, e architetture vittoriane. O meglio, leopoldine, costruite anche queste con il sangue e il sudore delle colonie, e in questo caso dei possedimenti personali di Leopoldo II, il famigerato Congo belga a cavallo tra 8 e 900.
Ad Anversa ho anche incontrato.. un gruppo di Comunisti, che protestavano pacificamente e, tra un’Internazionale cantata in olandese e altre canzoni, hanno intonato (neanche troppo male) una bella Bandiera Rossa, in italiano. Completa di doppie saltate..non ho potuto fare a meno di unirmi al coro, sottovoce.
Tra le cose ancora da fare, un giro nelle fogne di Anversa che pare sia molto divertente.
Ho comprato finalmente alcuni fumetti della serie delle Cités Obscures di Schuiten (che pensavo, avendo un nome francese come François, si leggesse, “sciuitien”, invece pare sia una cosa “scuitien” con la C dura.. argh). E ho visto la Maison Autrique, la prima casa di Victor Horta, qui interpretata dallo stesso Schuitien. Bella.
Tra le cose fatte, Bruxelles ha un sistema di bike sharing che è lo stesso del Velib di Parigi, solo che si chiama Villó. Molto comodo. Ho girato come un ossesso e ho scoperto che la città è orrendamente tutta su colline.
Ho visto quartieri belli, e altri meno belli, ma tutti interessanti. Qui un pò do foto.
Magica pillolina blu blu uuu
Tra la montagna di spam che ricevo, ogni tanto una chicca:
Il sesso porta piu soddisfacimento. Lo stress e la tensione sono spariti. Lei non si rattrista piu, ora io non temo, che saro costretto a negare. E` una sensazione fisica sbalorditiva, dopo la quale segue lo stesso sentimento profondo.
La cosa migliore del Vi e` la sicurezza della possibilita di «volare con autopilota», rilassandosi e senza la necessita` dell’entrare nel merito di quel fatto, che il pene continua a trovarsi in posizione verticale, anche quando tu sei interrotto (i figli battano alla porta della camera da letto, il cane abbaia, il preservativo scivola).
Quando prendi coscienza del Vi, questo puo anche stare un grande regalo per la compagna. C’e solo un consiglio: non le dica, che lei prende il Vi: l’apprezzamento di se’ stesso femminile e` anche molto suscettibile.
Solo impressioni di utenti soddisfatti (direi anche di utenti-e) e, aggiungo io, molto letterati.
Nessun commentoCamicie nere, camicie brune
Trovo particolarmente inquietante questo rigurgito nazi-fascista, fomentato purtroppo dal nostro governo (sic!).
Ricevo questo link, che per ribrezzo non riporto cliccabile, http://www.guardianazionaleitaliana.org/
A parte i deliranti proclami che, sotto parvenza di belati costituzionalisti, nascondono ululati, per farsi passare ogni dubbio, basta vedere il link alla pagina delle uniformi. E qui mi correggo, non è inquietante. È vero. Purtroppo.
A dissipare già scarsi dubbi, basta infine confrontare il loro logo con quelli in voga del ventennio, e l’infelice scelta del simbolo del sole, in altre sue forme denominato semplicemente, swastika.
Consoliamoci con Tarantino..
Nessun commentoLilith
Ho finalmente letto l’ultimo fumetto di Luca Enoch, intitolato Lilith. Sulla scia di Gea, è un fumetto scritto e disegnato dallo stesso autore. Ho trovato notevole il primo numero per molti motivi, non ultimo il disegno.
Anche la sceneggiatura mi è parsa notevole, ad esempio per il modo in cui affronta la guerra di Troia. Questa storia, una delle più vecchie per la verità, viene raccontata integrando con nuove visioni il canovaccio omerico, senza per questo snaturarla, o banalizzarla (pensiamo a Troy).
Così, secondo Enoch, il cavallo di Troia (qui un enorme helepolis) è in realtà una immensa macchina d’assedio in forma di tronco equino, che viene usata per assalire le mura di Wilius (la ventosa, in dialetto locale, da cui.. desumo, la greca Ilio). Il cavallo sfonda le mura, e si incendia, non prima di avere vomitato dentro la città “centinaia di guerrieri” che erano racchiusi nel suo ventre.
O che dire di Achille (iracondo e funesto come sempre, Akireu principe di Ftia) che se la prende, tra gli altri, con la protagonista eponima del fumetto, ha la peggio e rimane cieco e mutilato. E finisce, disperato, per trovare una nuova ragione di vita nel cantare le gesta dell’assedio. Ricorda niente l’aedo cieco?
Il tutto condito da una Atena in carne e ossa che vola sul campo di battaglia, e i soliti, splendidi, disegni di Luca. Consigliato.
Nessun commentoPartire con letizia
Il nuovo libro della mia amica Letizia. L’ho ordinato su www.ilmiolibro.it da poco e non è ancora arrivato, ma posso andare sul sicuro e consigliarlo di già.
Aggiunta: l’ho letto. E’ commovente, e a tratti mi ha fatto scompisciare dalle risate. Probabilmente perchè sono di parte. Tre ore intelligenti e divertenti.
Nessun commentoI pilastri della terra

Ho quasi finito di leggere (meno due pagine) il monumentale libro di Ken Follet. Devo dire che il libro si legge di un fiato, e forse lo definirei anche un bel libro. Ma non un libro scritto bene.
E’ divertente leggere dell’ Inghilterra a cavallo del XII e XIII secolo, meno pensare che una giovane fuorilegge inglese coeva di Thomas Becket possa essere definita “hot” da un passante. Non so, ma hot e’ una cosa che va bene a Las Vegas, o su MTV.. non li.
O infiniti dialoghi in cui, se ci si sofferma bene, si vede che la struttura e’ una lunga serie di “Aliena said:..” e poi “Tom said:..” e cosi’ via, anche se i dialoganti sono pochi. Onore a Follet che scrive dialoghi cosi’ serrati da far sorvolare su questi abbietti modi di scrivere.
O che dire della ripetizione di certi aggettivi (tipo flabbergasted), di uso cosi’ desuetamente anglico, da spiccare troppo tra le pagine?
Non e’ un certo bello scrivere. Ma la fabula e’, come ci si aspetta, avvincente. I colpi di scena si susseguono a ritmo inquietante, l’ambientazione e’ curata e i personaggi, anche se scavati nella pietra a tutto tondo, bianchi, neri o grigi, ma sempre monolitici col passare degli anni, suscitano sempre la mia simpatia.
Naturalmente il personaggio cui Follet dedica piu’ tempo, che descrive pagina dopo pagina, con didascalica perizia (si sa che gli americani faticano a distinguere un arco a tutto tondo da uno a sesto acuto) e’ la meravigliosa cattedrale.
E poco importa se in 40 anni i personaggi del libro inventano o scoprono tutte le astuzie che caratterizzeranno il gotico dei prossimi due secoli, alla fine la cattedrale, con la sua selva di pilastri, svetta su tutti e su tutto il libro.
Nessun commentoLettori eccellenti (pt 2)
Domanda a Tullio de Mauro, nuovo direttore del premio Strega, sui vincitori migliori
I racconti romani, di Moravia. No aspetti andiamo in ordine cronologico, prima Tempo di uccidere di Flaiano, poi Ragazzi di vita di Pasoliini, poi Caos calmo di Veronesi. E IL Gattopardo naturalmente, come facevo a dimenticare Tomasi di Lampedusa!
Neanche una donna? Be’ trovo brava Melania Mazzucco..ma quel che e’ detto e’ detto
Da Specchio+ di Maggio
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