Archive for the 'fantasia' Category
la rete è un posto meraviglioso
Cercando in rete una sera, dopo una mangiata di pesce, mi sono imbattutto in tutta una serie di link di criptozoologia e OOPart (out of place artifacts..). Maggiori link seguiranno.
Poi un giorno, ed è serendipico, stavo programmando mentre ascoltavo distrattamente un Hercule Poirot alla televisione sono saltato a una pagina della vichipedia su Alfred, lord Tennyson, dove ho scoperto che si può ascoltare una rara registrazione su cilindro di cera Edison del vate che declama la Charge of the Light Brigade. Interessantissimo!!!
Ascoltare per credere: http://en.wikipedia.org/wiki/The_Charge_of_the_Light_Brigade_(poem) registrata nel 1890.
Epoca meravigliosa, quella Vittoriana. Esistono anche registrazioni antecedenti.. pensate un po’.
1 commentoIl grande Giwangi
Dal solito tiretto del secretaire di Nantes, una seconda pergamena, appartenuta ad una vecchia zia di Michael Argyle, ultimo signore di Arguebottom.
La pergamena appartiene probabilmente ad un lascito ancora più antico, giunto nelle mani del Lord prima della sua partenza per l’Africa nera, e che ne giustifica la fascinazione per i misteri più … misteriosi.
Secondo eruditi e studiosi, tra cui itiamo il classico Markowitz nell’edizione in-folio Venezia-Cherubini del 1608, la bestia raffigurata è un “draco sic nullus visus est ab urbe condita et nec ante”, il cui respiro “mortificat corpum oramque et ammorbat aerem aquamque”. Un po’ generico, ma rende bene l’idea. Secondo studiosi più tardi, in contatto con esporatori e viaggiatori sudafricani e tedeschi, si tratta del Giwangi, bestia mitica definita dai più gentili “antidiluviana”, da altri come “molto vecchia” che si aggira nei pressi dei crateri spenti delle pianure centrali, e divora in un sol boccone alberi e giraffe.
Una nota, molto promettente, dice che una seconda pergamena era stata trovata e che dettagliava ulteriormente il mostro e il suo habitat. Stiamo ancora battendo i mercatini delle pulci e gli svuotasoffitte di mezza Europa.
Nessun commentoLa scimmia dal posteriore verde
In questa rarissima pergamena, trovata in un tiretto di un secretaire al mercato delle pulci di Nantes, troviamo una “impression d’artiste” di Lord Arguebottom, attaché del governatore dello Zaire nel 1867, mentre esamina il primo esemplare di “scimmia dal culo verde” giunto in mani occidentali.
Le scimmiette, note alle tribù indigene da tempo immemore, erano stata segnalate nella zona della nuova Zimbabwe da decenni, ma invano esploratori e avventurieri avevano cercato di mettere le mani su un esemplare, tant’è che già verso il 1850 la ricerca di queste scimmie erano stata abbandonate.
Fu per puro caso che Lord Arguebottom, inseguito da zagaglie e relativi Zulù, insieme al suo entourage si trovò accampato in una radura nei pressi di un fetido stagno. La notte venne interrotta più volte da tamburi dei selvaggi e da grida belluine più prossime, e da risate che sembravano irridere l’infelice posizione degli Inglesi. La mattina, dopo le consuete abluzioni e la rasatura, il suo boy gli portò come omaggio una delle scimmie che la notte avevano causato tanto trambusto.
Fu perciò con grande stupore che Michael Argyle, Lord di Arguebottom piuttosto decaduto, osservò il posteriore verde della scimmietta. Gli vennero subito in mente i racconti dei vecchi dei villaggi in cui accampavano durante le guerre Boere, e la strada per la perduta Zonkabwe, antica capitale dei regni neri, più antica ancora della grande Zimbabwe, le cui strade e palazzi erano coperti di smeraldi. Su questi smeraldi, si diceva, le scimmiette riposavano sedute, da cui il colore delle loro terga.
Seguendo questa labile traccia Micheal Argyle si lanciò in un’impresa in cui altri, migliori di lui, avevano fallito. Ormai aveva da poco superato i 40 anni, e il casato e la regina aspettavano ancora da lui un’impresa degna dei suoi avi. Inutile dire che del fu Lord Arguebottom non si seppe più nulla.
Nessun commentoZontary club

Una scatola di scarpe anni.. ‘70 o primo ‘80 fine anni ‘90, di una marca spagnola, credo. Emerse da un interessante ripostiglio di via Ornato.
Bello il nome, no?
(errata corrige: grazie al simpatico Marco, che importa queste scarpe, per la correzione della date e che conferma che vengono dalla Spagna)
3 commentiNebbia e neve
Dalla mia soffitta, altre foto dimenticate in b/n, alcune sviluppate a mano poi con il mio amico Marco, in grande formato, e con gran divertimento nel suo laboratorio, tra acidi, liquidi sviluppanti e luci rossastre.
Il parco del Valentino, direi anno 2000 o 2001, sotto la neve e la Sacra di San Michele avvolta nella nebbia che sembra un po’ Avalon e un po’ la Terra di Mezzo neozelandese.
C’è anche un mio raro autoritratto fatto con l’autoscatto.
Psychedelic beauties
Ieri ho rivisto Barbarella al cinema. E mi è venuto in mente che, negli anni sessanta, quando le attrici erano vere attrici, e i cavalli erano veramente cavalli, c’erano donne bellissime. Andando al di là di vestiti a tu bino, bolle e musica psichedelica, mi sono venute in mente Stephane Audran, all’epoca moglie di Chabrol, e Jane Fonda, moglie di Roger Vadim. Tutte due attrici splendide mogli di registi.. diversi, ma a loro modo pigmalioni.
Includo anche Mia Farrow che, sebbene non mi sia mai piaciuta granchè, nel film di Polanski è veramente bellissima.
Per chi è curioso ho raccolto qui alcune foto dei costumi indossati da Jane Fonda in Barbarella. Veramente meravigliosi, il mio preferito è il bianco corto con cuissard paricolore.
Nessun commentoFabuloso
Visite nella neve al parco di Stupinigi, il monte dei Cappuccini e Piazza d’Armi. Persino quest’ultima risulta aliena, così coperta di neve..
Nessun commentoMacbeth

Macbeth (con l’accento sulla E, in effetti a ben pensarci è un re scozzese: come si dice Macduff con accento sulla U, idem per Macbeth) nella sanguinaria versione di Polanski del 1971.
Nessun commentoBy the prickle of my thumbs,
Something wicked this way comes
Disegnare con la parte destra del cervello
Grazie a un amico ho conosciuto questo libro, rivoluzionario per me, che sto seguendo per imparare a “vedere” in modo da disegnare. Libro assolutamente consigliato
Di Betty Edwards, “Disegnare con la parte destra del cervello” ed Longanesi.
Qui i miei disegni
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