Archive for the 'fantasia' Category
Spettacolo spaziale


Devo proprio ripetermi: Battlestar Galactica non solo è un bel telefilm, con belle trame e idee interessanti e ben sviluppate, ma gli episodi 8, 9 e 10 della serie 2, che formano una storia unica, sono tra i migliori pezzi di televisione che abbia visto negli ultimi anni.
Me li sono gustati una sera, di fila, e devo ammettere, con il cuore a mille per l’emozione e la tensione: ora che è arrivata la base stellare Pegasus, e il suo capitano, l’inflessibile Ammiraglio Cain, come si evolveranno i rapporti nella flotta? Ammutinamento, tradimento, guerra, stupri, violenze, rese dei conti.. Cosa succederà di Helo (a.k.a. Agathon, bellissimo nome) e del capo Tyrol, e alla loro amata Sharon?
La struggente battaglia finale dell’episodio 12, bella e triste, ricorda un pò le navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E anche la quasi replicante numero Sei, a costo di essere monotono.. è tra le cose che noi umani non potremmo neanche immaginare..
Lo consiglio vivamente. Da soli questi 3 episodi valgono tutti quelli visti fino ad ora, se si eccettua forse il pilota iniziale.
Polar d’estate
Il polar è, in Francia, il nostro Giallo. Con l’inizio del secolo in Francia, avviene qualcosa di unico: l’apoteosi del feuilleton ottocentesco, e la nascita del romanzo poliziesco, o d’azione. I due eroi incontrastati sono, da una parte il genio del male, Fantômas, dall’altra il ladro-gentiluomo, Arsène Lupin.
Letteratura d’evasione, ma che consiglio vivamente a chi, come me, stravede per Parigi, e la francia a cavallo del secolo. Fantômas è più cupo, non è un eroe, ma un vero criminale, assassino, spia, traditore, senza lealtà e senza ideali. Lupin è sicuramente più amabile. È ladro sì, ma rifugge la violenza, e spesso aiuta chi è in difficoltà. Che io sappia, Fantômas invece, ha tradito e venduto anche sua figlia..
Sono una vera e propria industria letteraria, che regalano qualche chicca, come un intramontabile incipit di un capitolo di un romanzo di Fantômas, di Allain e Souvestre, che recitava qualcosa del tipo: “Era un mattino grigio e sporco..” molto urbano, deliziosamente parigino.
Comunque quest’estate ho ripreso da Maurice Leblanc, con alcuni strepitosi romanzi scritti durante la guerra. Nel primo (l’Éclat d’obus), Lupin quasi non appare, ma in compenso c’è una virulenza antigermanica quasi imbarazzante. A leggere il romanzo, charamente propagandistico, il Kaiser (ovviamente Guillaume II) e le truppe germaniche di invasione, con elmo a punta, sono disgustosi Boches, spesso chiamati barbari, e si macchiano di misfatti da fare impallidire (o presagire?) il terzo reich. Stragi, stupri di massa, violenze inaudite e ingiustificate, tradimenti, inganni..
Nel terzo, che sto iniziando ora, sublimemente titolato “L’isola delle 30 bare”, si inizia con un classico: premonizioni, rapimenti, una giovane fanciulla e un principe polacco di nome Vorski. Cosa volere di più: Francia, Polonia, il mare della bretagna e oscure profezie nel più puro stile di Leblanc.. treni, chauffeur e cinematografi. La belle epoque era finita, ma ancora non lo sapevano
Nessun commentoVere pistole e finti vampiri
Serendipity: leggendo un numero di Traveler (rivista Mondadori di viaggi) per caso al mare, mi sono imbattutto su un articolo sui necessaire da viaggio, che andavano fortissimi nel XVIII e XIX secolo. Si parlava dei fratelli Bonaparte e poi, come curiosità, di un kit per viaggi in Romania e Moldavia, far east europeo, della seconda metà del XIX secolo, che era un kit anti vampiri di tale professor Bloomberg.
Citando dalla descrizione che accompagna il kit:
Vampire Killing Kit This box contains the items considered necessary, for the protection of persons who travel into certain little known countries of Eastern Europe, where the populace are plagued with a particular manifestation of evil known as Vampires. Professor Ernst Blomberg respectfully requests that the purchaser of this kit, carefully studies his book in order, should evil manifestations become apparent, he is equipped to deal with them efficiently. Professor Blomberg wishes to announce his grateful thanks to that well known gunmaker of Liege, Nicholas Plomdeur whose help in the compiling of the special items, the silver bullets &c., has been most efficient. The items enclosed are as follows
- An efficient pistol with its usual accoutrements
- Silver Bullets
- An Ivory crucifix
- Powdered flowers of garlic
- A wooden stake
- Professor Blomberg’s new serum
Come resistere? Google e via, ed ecco scoperta l’agghiacciante verità, anzi due:
- i giornalisti non si informano per nulla, e citano a cavolo
- il professore si chiamava Blomberg, ed è un falso, così come falso è il kit.
Peccato. Sarebbe stato divertente. La spiegazione plausibile (ma naturalmente anche questo potrebbe essere un falso..) l’ho trovata qui.
Girando ancora in giro viene fuori che sono stati venduti all’asta parecchi esemplari. Ahime.. come dice l’inventore, troppo tardi si è reso conto che i proiettili d’argento poco servono contro i vampiri, almeno in genere.
Girando un po’ ancora in rete mi sono imbattuto poi nel sito del Supernateum, direi decisamente intrigante: soprattutto questo articolo che collega i kit ammazza vampiri ad Hitler e alla distruzione dei suoi resti.
Nessun commentoVittoriana
nel senso classico, ma anche femminile del termine. Debuggando una mia app (sic!) ho visto una pubblicità di Google e, credo per la prima volta, ho seguito il link. Difficile non farlo visto che parlava di steampunk, dirigibili e vampiri:
Ecco qui Gail Carriger, scrittrice inglese di urban fantasy di cui è uscito l’ultimo libro della serie “The Parasol Protectorate” (e già il nome è geniale): Soulless.
Pandemonium
Quando per la prima volta a San Pietroburgo (Leningrado) mi sono affacciato sulla Neva ghiacciata, verso le 23:20, con temperatura stimata -26, e vento, senza cappello e con le dita intirizzite, mi sono detto “ma io quest’immagine l’ho già vista”.. quasi. Una cosa così maestosa e folle, fatta di sterminate distese di neve coronate di palazzi barocchi e neoclassici, illuminati di luci gialle e rosse, con fumi alti dalle ciminiere, e fumo dal ghiaccio, io l’avevo già vista.
Solo che era l’immagine di un palazzo sottoterra, nel caldo atroce dell’Inferno di Milton: il Pandemonium, come dipinto da John Martin nel 1841, e visto tre anni fa al Louvre, girovagando.
E ditemi se non è uguale. Mi aveva colpito allora il quadro, e non sapevo perché. Ora so
la rete è un posto meraviglioso
Cercando in rete una sera, dopo una mangiata di pesce, mi sono imbattutto in tutta una serie di link di criptozoologia e OOPart (out of place artifacts..). Maggiori link seguiranno.
Poi un giorno, ed è serendipico, stavo programmando mentre ascoltavo distrattamente un Hercule Poirot alla televisione sono saltato a una pagina della vichipedia su Alfred, lord Tennyson, dove ho scoperto che si può ascoltare una rara registrazione su cilindro di cera Edison del vate che declama la Charge of the Light Brigade. Interessantissimo!!!
Ascoltare per credere: http://en.wikipedia.org/wiki/The_Charge_of_the_Light_Brigade_(poem) registrata nel 1890.
Epoca meravigliosa, quella Vittoriana. Esistono anche registrazioni antecedenti.. pensate un po’.
1 commentoIl grande Giwangi
Dal solito tiretto del secretaire di Nantes, una seconda pergamena, appartenuta ad una vecchia zia di Michael Argyle, ultimo signore di Arguebottom.
La pergamena appartiene probabilmente ad un lascito ancora più antico, giunto nelle mani del Lord prima della sua partenza per l’Africa nera, e che ne giustifica la fascinazione per i misteri più … misteriosi.
Secondo eruditi e studiosi, tra cui itiamo il classico Markowitz nell’edizione in-folio Venezia-Cherubini del 1608, la bestia raffigurata è un “draco sic nullus visus est ab urbe condita et nec ante”, il cui respiro “mortificat corpum oramque et ammorbat aerem aquamque”. Un po’ generico, ma rende bene l’idea. Secondo studiosi più tardi, in contatto con esporatori e viaggiatori sudafricani e tedeschi, si tratta del Giwangi, bestia mitica definita dai più gentili “antidiluviana”, da altri come “molto vecchia” che si aggira nei pressi dei crateri spenti delle pianure centrali, e divora in un sol boccone alberi e giraffe.
Una nota, molto promettente, dice che una seconda pergamena era stata trovata e che dettagliava ulteriormente il mostro e il suo habitat. Stiamo ancora battendo i mercatini delle pulci e gli svuotasoffitte di mezza Europa.
Nessun commentoLa scimmia dal posteriore verde
In questa rarissima pergamena, trovata in un tiretto di un secretaire al mercato delle pulci di Nantes, troviamo una “impression d’artiste” di Lord Arguebottom, attaché del governatore dello Zaire nel 1867, mentre esamina il primo esemplare di “scimmia dal culo verde” giunto in mani occidentali.
Le scimmiette, note alle tribù indigene da tempo immemore, erano stata segnalate nella zona della nuova Zimbabwe da decenni, ma invano esploratori e avventurieri avevano cercato di mettere le mani su un esemplare, tant’è che già verso il 1850 la ricerca di queste scimmie erano stata abbandonate.
Fu per puro caso che Lord Arguebottom, inseguito da zagaglie e relativi Zulù, insieme al suo entourage si trovò accampato in una radura nei pressi di un fetido stagno. La notte venne interrotta più volte da tamburi dei selvaggi e da grida belluine più prossime, e da risate che sembravano irridere l’infelice posizione degli Inglesi. La mattina, dopo le consuete abluzioni e la rasatura, il suo boy gli portò come omaggio una delle scimmie che la notte avevano causato tanto trambusto.
Fu perciò con grande stupore che Michael Argyle, Lord di Arguebottom piuttosto decaduto, osservò il posteriore verde della scimmietta. Gli vennero subito in mente i racconti dei vecchi dei villaggi in cui accampavano durante le guerre Boere, e la strada per la perduta Zonkabwe, antica capitale dei regni neri, più antica ancora della grande Zimbabwe, le cui strade e palazzi erano coperti di smeraldi. Su questi smeraldi, si diceva, le scimmiette riposavano sedute, da cui il colore delle loro terga.
Seguendo questa labile traccia Micheal Argyle si lanciò in un’impresa in cui altri, migliori di lui, avevano fallito. Ormai aveva da poco superato i 40 anni, e il casato e la regina aspettavano ancora da lui un’impresa degna dei suoi avi. Inutile dire che del fu Lord Arguebottom non si seppe più nulla.
Nessun commentoZontary club

Una scatola di scarpe anni.. ‘70 o primo ’80 fine anni ’90, di una marca spagnola, credo. Emerse da un interessante ripostiglio di via Ornato.
Bello il nome, no?
(errata corrige: grazie al simpatico Marco, che importa queste scarpe, per la correzione della date e che conferma che vengono dalla Spagna)
3 commentiNebbia e neve
Dalla mia soffitta, altre foto dimenticate in b/n, alcune sviluppate a mano poi con il mio amico Marco, in grande formato, e con gran divertimento nel suo laboratorio, tra acidi, liquidi sviluppanti e luci rossastre.
Il parco del Valentino, direi anno 2000 o 2001, sotto la neve e la Sacra di San Michele avvolta nella nebbia che sembra un po’ Avalon e un po’ la Terra di Mezzo neozelandese.
C’è anche un mio raro autoritratto fatto con l’autoscatto.








