Archive for the 'film' Category

Spettacolo spaziale

agosto 03rd, 2011 | Category: fantasia,film

Devo proprio ripetermi: Battlestar Galactica non solo è un bel telefilm, con belle trame e idee interessanti e ben sviluppate, ma gli episodi 8, 9 e 10 della serie 2, che formano una storia unica, sono tra i migliori pezzi di televisione che abbia visto negli ultimi anni.

Me li sono gustati una sera, di fila, e devo ammettere, con il cuore a mille per l’emozione e la tensione: ora che è arrivata la base stellare Pegasus, e il suo capitano, l’inflessibile Ammiraglio Cain, come si evolveranno i rapporti nella flotta? Ammutinamento, tradimento, guerra, stupri, violenze, rese dei conti.. Cosa succederà di Helo (a.k.a. Agathon, bellissimo nome) e del capo Tyrol, e alla loro amata Sharon?

La struggente battaglia finale dell’episodio 12, bella e triste, ricorda un pò le navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione. E anche la quasi replicante numero Sei, a costo di essere monotono.. è tra le cose che noi umani non potremmo neanche immaginare..
Lo consiglio vivamente. Da soli questi 3 episodi valgono tutti quelli visti fino ad ora, se si eccettua forse il pilota iniziale.

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You are number six

luglio 28th, 2011 | Category: film

Number SixEbbene.. questi telefilm moderni colpiscono ancora e Zontar si è innamorato di nuovo. Questa volta è l’inarrivabile ed eccessiva Tricia Helfer, alias Numero Sei, un Silone (aka Cylon) umanoide in Battlestar Galactica, la nuova (per me) serie del 2004/2008. Nel suo vestito rosso è quasi insopportabile. E ogni volta che nelle puntate successive si avvicina, nella fantasia o realmente, al dottor Gaius Baltar, folcloristico genio quasi rinascimentale, è un brivido.

La cosa inquietante è che Numero Sei si muove, sinuosa, veramente anche nei corridoi e nei ponti di una base stellare, il Galactica, tra marine sudati e ufficiali indaffarati. E lo fa facendo sembrare il vestito rosso la cosa più (in)naturale del mondo.

E, vestito rosso a parte, devo dire che era anni che non vedevo una serie decente di fantascienza alla tele. Parecchio matura come fantascienza. Violenza, politica, religione, guerra, sesso, alcool e passione. Salti iperluce e belle donne con le pistole. Dai tempi di Life on Mars e Primeval, non avevo più visto serie TV di fantascienza con storie decenti.

Consiglio spassionato: la miniserie pilota della prima stagione di Battlestar Galactica. Dopo io non ho potuto più staccarmi.

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Sacro e profano

giugno 04th, 2011 | Category: film,Viaggi

Sacro e profano. Una chiesa e Alcatraz, chiamata cinematograficamente qui, la Roccia. La chiesa di santa Maria of the Assumption, è stranamente molto bella per essere moderna. A parte la Sagrada famiglia, in genere le chiese moderne, notoriamente, mi provocano la stessa emozione di un centro commerciale Panorama di periferia. E non è l’essere ateo, ve lo assicuro. Una cattedrale gotica, o romanica, mi lascia senza parole. E devo dire che questa chiesa di Nervi, alle 7 di mattina, quasi deserta, su una città appena sveglia, con una croce di colori in cima, dalla pianta a rombo, stranissima, è molto bella. Curioso trovare un nostro architetto così “industriale” qui. Ma una bella scoperta.

E dopo, imbarco di massa per Alcatraz. Che per gli americani è un mito, nella loro povera storia, e per di più mediato da molti film. Anzi solo dai film, tanto che le guide, i volontari, le audioguide e i pannelli passano metà del tempo a spiegare che non era come nel film. Era peggio per certi versi, meglio per altri.

Però sembra proprio di essere in Fuga da Alcatraz.. con le celle minuscole, le inferriate che scorrono, la galleria dei guardiani armati dietro la rete, la torre dell’acqua e soprattutto, il cortile per l’ora d’aria, con i gradoni dove complottare, i muri.. veramente, come tutta l’america, sembra sempre di essere dentro un film.

Dopo averci fatto vedere un po’ di cammini di fuga, e raccontato storie anche buffe, come di quello che al primo isolotto della baia, a pochi metri da Alcatraz, ha chiamato i guardiani per farsi riprendere.. o altri più drammatici, viene fuori che il tentativo di fuga di Clint Eastwood non si sa se sia riuscito o meno. Cadaveri non ne hanno trovati, ma ci sono tracce del fatto che siano arrivati a terra. E il resto è leggenda.

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Architeutis architeutis!

novembre 29th, 2010 | Category: criptozoologia,film,orrore

Seguendo Adèle, ci siamo trovati davanti alla galleria dell’Evoulzione, nonché Museo di Storia Naturale, di Parigi. Entrare o non entrare?

Dubbio sciolto dall’eccellente guida Routard! L’unico esemplare di calamaro gigante esistente in un museo è qui, a portata di mano! Come rinunciare a una chtulhesca avventura?

Il museo di per sè è veramente bello e moderno, del tipo del più famoso di Londra, e  ha molti spazi per bambini e cose interessanti, in un allestimento che mischia neoclassicismo, l’immancabile ferro-vetro ottocentesco e allegri scheletri di animali esistenti e non (tipo il dodo, qui in una sua rarissima versione impagliata).

Ma la star è sicuramente il calamaro (femmina) di 6 metri, con un gradevole colore rosato che tanto gli dona. Plastificato grazie a moderne tecniche di imbalsamazione, non rende onore ai suoi 6 metri presunti. Vero è che in acqua farebbe impressione vederselo vicino, ma di questi 6 metri, neanche 2 sono di corpo, il resto sono dei tentacoli e dei due, lunghissimi, tentacoli prensili. Impressionante invece il multiforme orifizio buccinatorio, degno dei grandi antichi.

E per la serie, mestieri strani, presentiamo lo “specialista di calamari giganti” e gli specialisti, italiani, di plastinazione:

Le 25 mars 2008, le Muséum national d’Histoire naturelle accueille en sa Grande
Galerie de l’Évolution le premier spécimen de calmar géant plastiné au monde !

L’arrivée de Wheke (prononcez Ouéké) à la Grande Galerie de l’Évolution est le fruit
d’un don du NIWA (National Institute of Water & Atmospheric Research Limited)
au Muséum national d’Histoire naturelle, par l’intermédiaire de Steve O’Shea,
spécialistes des calmars géants en Nouvelle-Zélande et de Renata Boucher,
spécialiste des céphalopodes en France.

Alors que partout ailleurs dans le monde, les spécimens de calmar géant sont
présentés au public dans le formol ou l’alcool, Wheke le calmar géant du Muséum,
mesurant plus de 6 m, est montré au public comme dans son milieu naturel.

Una curiosità, il processo di imbalsamazione (politicamente e correttamente in Francia definito “naturalizzazione”) viene qui declinato nella sua versione moderna di plastinazione, ad opera della italiana VisDocta di Brescia.

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Grafica slava

novembre 14th, 2010 | Category: design,film

Recentemente sono stato al Forte di Bard, all’imbocco della valle d’Aosta, per vedere una bellissima mostra su Alphonse Mucha (francesizzazione di Alfons Mucha). Perlatro il forte è molto ben restaurato, c’è anche un bel museo sulla montagna e il paesino ai suoi piedi, è delizioso.
Comunque, se Guimard o Horta sono la quintessenza del liberty in architettura, Alphonse Mucha lo è nella grafica, e il suo stile richiama immediatamente la Parigi fin de siécle, Sarah Bernardt, le pubblicità più varie, i calendari, ecc.. La mostra, ben curata, presenta anche un inedito Mucha fotografo, ed è ancora aperta per pochi giorni.
Poco conosciuta invece è la sua ultima opera, l’Epopea Slava, una dozzina di grandi tele sull’onda del panslavismo a cavallo delle due guerre. Per ovvi motivi non era in mostra, ma c’erano bozzetti e disegni, molto evocativi. Da solo per me, appassionato, varrà un viaggio nei pressi di Praga.

Sempre nell’ambito della grafica slava, poco conosciuti da noi sono i poster polacchi di film. Credo per motivi di autarchia, più che di censura, nella Polonia comunista, e anche ora, i film occidentali erano presentati con poster realizzati ad hoc, con una grafica spesso migliore dei poster originali. Cercando in rete “polish movie poster” se ne trovano parecchi. Io apprezzo molto Michał Książek, un giovane grafico di cui presento qui uno dei miei preferiti: l’Impero Colpisce Ancora (deliziosamente chiamato, in polacco, Imperium Kontratakuje). Mi è passato per le mani in una galleria di Londra ma, stupidamente, non l’ho comprato subito. Cambiata idea dopo una settimana.. è sparito. Cercherò ancora.

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California 2/4: Coppola e il BBQ

settembre 20th, 2010 | Category: film,Viaggi

Il giorno seguente, sabato, siamo andati a Nord attraversando il Golden Gate che è sempre bello. Marin County (dove ero stato in bici, e dove soprattutto c’ é lo Skywalker Ranch di George Lucas, arf..) e poi su verso Sonoma Valley e Napa Valley. Puntata della memoria ad Asti, California, colonia astigiano-svizzera di inizio secolo con vineria, dove abbiamo comprato tanti cavatappi (!) e fatto foto ai vigneti con annesse palme. Poi giù verso Calistoga (!!!! bellissimo, era da anni che leggendo avventure di Paperino e Paperone, di Barks e non, sognavo di vedere Calistoga) e poi Napa (il cuore della valle). Buffe cittadine che sembrano uscite da un film western, tutte finte. Giuro.. i palazzi americani in queste cittadine minori (e vale anche per Palo Alto) sono tutte di cartapesta. Giuro.. ho passato due giorni a bussare con le nocche sui muri e suonavano sempre vuoto. C’è una struttura di cemento armato (se va bene) e poi l’aspetto esterno cambia con l’uso: un negozio di cheese cake: chiaro, si fa in stile Maya.. e via di cartongesso, una libreria, in stile adobe spagnolo, e via.. una banca, in stile Wells Fargo, e via di archi finti e colonne posticce. Comunque.. dopo Napa siamo stati al Vineyard di Sattui. Carino, organizzatissimo, ed essendo sabato, pieno di amerikani in picnic e feste… tenerissimi, c’era anche gente che non beveva alcoolici. Cmq, un buon bbq (rovinato dalle solite salse) e un bel vinello bianco di produzione locale, infine un meritato pisolo sul prato sotto le fronde di alberi californiani con un tappeto d’erba incredibile.

Ah, ma il momento clou è stata la visita al Francis Ford Coppola winery.. nello spaccio c’ereano anche conserve di pomodoro in stile italico, gadget bellissimi che ahimé non ho comprato, e gente che degustava già alle 11 del mattino. Ho comprato un buono Zinfandel (Director’s cut) che ho portato in Italia. Buono, e bravo Coppola!

La sera cena in un tipico ristorante finto creolo di Palo Alto.

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Autant de le faire bien, m. Chabrol

settembre 12th, 2010 | Category: film,torino

Oggi se n’è andato Claude Chabrol. L’avevo conosciuto (cinematograficamente, ahimè) nel 2005, quando per due edizioni di seguito il Torino Film Festival gli ha dedicato una retrospettiva con quasi tutti i suoi film. Ho così scoperto film molto belli, divertenti, o tragici, pervasi dal sottile fascino della borghesia come solo in Francia sanno dipingere. E nei suoi film ho visto sempre attrici stupende, tra tutte, Stephane Audran, anche sua moglie. Voglio ricordare qui sia La moglie infedele, con la Audran, che alcuni film “minori” degli anni ’60, deliziose commedie nere come Landru o la serie di spionaggio della Tigre, che vanta un titolo delirante come “La tigre si profuma alla dinamite”.

Nei suoi incontri col pubblico al TFF era sempre gentile, prodigo di racconti, in cui parlava di Joh Wayne, come della nouvelle vague, di donne e di vita. Voglio ricordarlo con una sua frase, che era, presumo, anche una sua massima di vita (vado a memoria):

“Faire des enfants, il faut en faire, autant de fair bien l’amour. Manger, il faut manger, autant de manger bien”.

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Mi sono innamorato

settembre 11th, 2010 | Category: film

Zontar si è innamorato di Arianna dell’Arti, assistente alla regia di René Ferretti, il regista de “Gli occhi del cuore”, “Gli occhi del cuore 2″, “Libeccio” e tanti altri immortali successi della fiction italiana.

Se non li avete mai sentiti, peggio per voi. Sono fiction fittive in una metafiction (o telefilm) andato in onda su Fox e intitolata “Boris” (prima, seconda e terza stagione). Li ho visti su Fastweb e li ho divorati. Divertenti, ben fatti, e con un tragico spaccato dell’Italia visto attraverso la lente del set di una fiction romana sul romantico-medicale-aristocratico, Gli Occhi del Cuore appunto.

I protagonisti sono molto bravi ed azzeccati, ad esempio il regista Ferretti (che fa tutto a cazzo di cane, salvo ogni tanto avere remore e cercare la “qualità”) e Lopez, il delegato di rete (viscido, ma affettuoso), o Duccio, il direttore della fotografia, cocainomane, che apre tutto e smarmella per bene le scene inondandole di luce. Giganteggiano su tutti lo psicopatico Guzzanti (nella prima e seconda stagione) e la bellissima Caterina Guzzanti, la più piccola delle tre, che curiosamente fa anche una parte berlusconiana e progressita. Me ne sono innamorato, col suo broncio perenne e il suo cipiglio fiero, e le spalle scoperte!

Un plauso agli sceneggiatori, fittivi (ma anche reali). La figura dei tre sceneggiatori al cazzeggio più spinto che compongono sceneggiature improbabili con l’aiuto di 4 tasti funzione (da F1, “sopreso”, a F4,”basito”) lavorando 6 minuti al giorno, è impagabile e regala momenti di rara ilarità, come quando si precipitano al ralenti a spegnere i cellulari prima che dalla regia li chiamino per avere delucidazioni su qualche bestialità in copione.

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The not so grim R.I.P.er

agosto 22nd, 2010 | Category: film,Fumetti

Ma ditemi voi, se con tutto quello che ci stanno fracicando i cosiddetti con il fu fattore “K” (tra l’altro, ho saputo che basta essere DC e probabilmente pagare per avere il matrimonio annullato dalla c.d. sacra rota.. pare lo abbiano proposto anche a mia madre, che, saggiamente, se ne é ben guardata).. ditemi voi se devo scoprire così serendipicamente che Frank Frazetta, grandissimo del disegno e dell’illustrazione americana. Italo-americana.. diciamo :)
Comunque, Frazetta se ne é andato, in silenzio, nella primavera del 2010. Mi è spiaciuto. A casa mia ho appeso tutta una serie di (copie) di serigrafie fatte da lui sul Signore degli Anelli, comprate ad un festival del fumetto di Lucca del ’90 o giù di lì. Bellissime.
Ciao Frank. Come disegnavi tu le donni, pingui ma saporite, e i barbari, veramente barbari, e che dire degli orchetti degli Uruk-hai? O di Conan, nessuno più.
Ciao!

PS trovate un bel ricordo su Illustration, segnalato come sempre da Boing Boing

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Eymerich contro Coriandolo

aprile 15th, 2010 | Category: film
Valerio Evangelisti

Valerio Evangelisti

Oggi mi sono visto “Sangue in facoltà”, terzo episodio della terza serie (3-3.. che, moltiplicato per due e sommato a 3x2x100 fa.. 666) del grandissimo Coliandro. Anche se avevo subito capito chi fosse l’assassino, episodio come sempre godibilissimo. E in più una chicca. Valerio Evangelisti nella parte di un professore, topo di biblioteca, inquetante. L’avevo anche riconosciuto subito. E poi ci sono i giochi di ruolo che, si sa, per i profani sono sempre forieri di tragoedie. Consigliatissimo.

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