Archive for the 'Fumetti' Category
Sulle tracce di Adèle Blanc-Sec
Questa ultima visita a Parigi è stata anche sulle tracce dell’eroina dell’omonima serie di fumetti di Jaquest Tardi, da poco al cinema con una divertente riduzione di Luc Besson.
Comunque, anche gli Champs-Elysées addobbati a festa sono sempre carini. Ora le lucine sono led eco-friendly..
Si comincia dal Grand-Palais. Come ben noto che Parigi, insieme a Londra, è la capitale del Rivetto e del Ferro-Vetro vittoriano, che qui poi sfocerà nel liberty franco-belga. E dunque come prescindere dalla rara occasione di entrare nella navata del Grand Palais, questa volta addobbato ad ospitare il salone dell’Arte Francese (che nell’ottocento, immagino, fosse altra cosa). Il salone è una mera curiosità. Di medaglie d’oro ce ne sono poche, e in genere sono meglio quelle d’argento. C’è anche, istituzionalizzato, il salone “off”..ma la star è il palazzo che, di sera, assume colori veramente curiosi.
Due giorni dopo, sulle tracce di Adèle e dello Pterodattilo (da Adèle et la Bête), finalmente si arriva al Jardin des Plantes, complice anche l’ottima e solita Routard. Si inizia con uno spettacolare e inaspettato padiglione very much vittoriano, tutto rivetti, teche e scheletri classificati.. di vertebrati moderni al pian terreno, di mastodonti antidiluviani al piano superiore. Superbo!
La statua all’ingresso del museo, in delizioso stile positivista, rappresenta un orango che strangola un uomo (forse un buon selvaggio). QUale miglior monito al fatto che la natura, soprattutto se selvaggia e non civilizzata dall’uomo occidentale, uccide?
Si prosegue poi in simpatiche serre di acclimatamento tutte rivettate per arrivare poi alla Grand Galerie de l’Evolution, meno vittoriano ma, per altri motivi, ancora più sbalorditivo..
Nessun commentoThe not so grim R.I.P.er
Ma ditemi voi, se con tutto quello che ci stanno fracicando i cosiddetti con il fu fattore “K” (tra l’altro, ho saputo che basta essere DC e probabilmente pagare per avere il matrimonio annullato dalla c.d. sacra rota.. pare lo abbiano proposto anche a mia madre, che, saggiamente, se ne é ben guardata).. ditemi voi se devo scoprire così serendipicamente che Frank Frazetta, grandissimo del disegno e dell’illustrazione americana. Italo-americana.. diciamo ![]()
Comunque, Frazetta se ne é andato, in silenzio, nella primavera del 2010. Mi è spiaciuto. A casa mia ho appeso tutta una serie di (copie) di serigrafie fatte da lui sul Signore degli Anelli, comprate ad un festival del fumetto di Lucca del ’90 o giù di lì. Bellissime.
Ciao Frank. Come disegnavi tu le donni, pingui ma saporite, e i barbari, veramente barbari, e che dire degli orchetti degli Uruk-hai? O di Conan, nessuno più.
Ciao!
PS trovate un bel ricordo su Illustration, segnalato come sempre da Boing Boing
Nessun commentoBrüsel
Questa recente visita a Bruxelles e Anverse (o Antwerpen) è stata molto soddisfacente, sotto tanti punti di vista, tanto è che con un certo stupore mi sono detto che devo tornare, tante sono le cose che non sono riuscito a vedere.
Comunque sempre bello il liberty (ho scoperto tante casette nuove), fumetti a chili, angoli nascosti, e architetture vittoriane. O meglio, leopoldine, costruite anche queste con il sangue e il sudore delle colonie, e in questo caso dei possedimenti personali di Leopoldo II, il famigerato Congo belga a cavallo tra 8 e 900.
Ad Anversa ho anche incontrato.. un gruppo di Comunisti, che protestavano pacificamente e, tra un’Internazionale cantata in olandese e altre canzoni, hanno intonato (neanche troppo male) una bella Bandiera Rossa, in italiano. Completa di doppie saltate..non ho potuto fare a meno di unirmi al coro, sottovoce.
Tra le cose ancora da fare, un giro nelle fogne di Anversa che pare sia molto divertente.
Ho comprato finalmente alcuni fumetti della serie delle Cités Obscures di Schuiten (che pensavo, avendo un nome francese come François, si leggesse, “sciuitien”, invece pare sia una cosa “scuitien” con la C dura.. argh). E ho visto la Maison Autrique, la prima casa di Victor Horta, qui interpretata dallo stesso Schuitien. Bella.
Tra le cose fatte, Bruxelles ha un sistema di bike sharing che è lo stesso del Velib di Parigi, solo che si chiama Villó. Molto comodo. Ho girato come un ossesso e ho scoperto che la città è orrendamente tutta su colline.
Ho visto quartieri belli, e altri meno belli, ma tutti interessanti. Qui un pò do foto.
Issa il Jolie Rouge!
L’ultimo libro che ho letto, e l’ultimo di Evangelisti: Tortuga!. Non un grande scrittore forse, ma uno scrittore che scrive bei libri, avvincenti e a tratti oserei dire epici. Questo è uno di quei libri, inizia piano come la risacca, e finisce in tempesta, verso il maelstrom finale. Ti cattura. Dopo questo libro, nessuna fiction hollywoodiana sui pirati è più come prima. Il libro è un romanzo storico, con molti dei protagonisti principali e secondari, veramente vissiuti nei Caraibi del XVII secolo. Bello (in senso letterario), e terribilmente diverso da quanto ci si aspetta, il mondo secentesco che fa intravedere.
Sulla stessa riga, per sincronicità, avevo letto l’ultimo numero di Lilith di Luca Enoch (Bonelli editore), notevole, sempre ambientato tra la filibusta dei Caraibi.
In ultimo sto giocando a Pirates!. Che però è tutta una altra storia. Non fa distinzione tra Corsari, Fratelli della Costa, Bucanieri eccetera..
È interessante il libro di Evangelisti non solo per la lettura, ma anche per gli aneddoti che lascia trapelare, come l’origine della canzone “La Bamba” (e il saccheggio di Veracruz), e sul perchè la bandiera pirata si chiami Jolly Roger (o meglio, Jolie Rouge in fracese, visto che la filibusta (i fratelli della costa) era, almeno formalmente, fedele al re di Francia)
Nessun commentoDa Tegucigalpa a Topolinia
Per me, lettore appassionato di Topolino e Disney in generale da quando ero piccolo, gli eventi attuali relativi al colpo di stato dell’Honduras, hanno fatto risuonare un campanello: Tegucigalpa, la mitica città dell’Olandese Volante. Dove (bè, lì vicino diciamo) ogni anno piovono pesci dal cielo.
Cercando in rete ho scoperto un sito del simpatico Luciano Gatto che tiene alcune tavole di storie da lui ripassate per il grandissimo Romano Scarpa. Ad esempio Topolino e l’Unghia di Kalì, che si può leggere tutta.
Ma tornando a Tegucigalpa, potete trovare un link del Dimensione Delta e di InDucks, con qualche immagine. E una tavola qui, sempre sul sito di Luciano Gatto.
Alla prossima puntata, con una nuova storia in cui la vita reale abbia copiato dai fumetti, e Abu Simbel..
1 commentoPsychedelic beauties
Ieri ho rivisto Barbarella al cinema. E mi è venuto in mente che, negli anni sessanta, quando le attrici erano vere attrici, e i cavalli erano veramente cavalli, c’erano donne bellissime. Andando al di là di vestiti a tu bino, bolle e musica psichedelica, mi sono venute in mente Stephane Audran, all’epoca moglie di Chabrol, e Jane Fonda, moglie di Roger Vadim. Tutte due attrici splendide mogli di registi.. diversi, ma a loro modo pigmalioni.
Includo anche Mia Farrow che, sebbene non mi sia mai piaciuta granchè, nel film di Polanski è veramente bellissima.
Per chi è curioso ho raccolto qui alcune foto dei costumi indossati da Jane Fonda in Barbarella. Veramente meravigliosi, il mio preferito è il bianco corto con cuissard paricolore.
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