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WWDC11
Anche quest anno, a vedere Steve Jobs e soprattutto a seguire le sessioni e i lab degli ingegneri Apple.
Un po’ di foto per dare l’idea dell’atmosfera. Di allegro cazzeggio, ma anche di affari e tanta, tanta tecnologia (e per motivi di NDA non posso mettere foto delle sessioni, ma cmq sono tante presentazioni tecniche di un’ora, con speaker molto tecnici e bravi, di tutte le parti del mondo, che lavorano a Cupertino. Ieri c’era un russo, Aleksej, che parlava un po’ come ci si aspetta che parli un russo in americano…) e divertimento: c’è anche il parti allo Yerba Buena park, con Franti e gli Spearheads, e prima, la cerimonia, diciamo di gala, per gli Apple Design Awards.
Le foto sono in ordine cronologico, dalla domenica, registrazione e foto di gente già accampata per la notte, alla mattina alle 5 di lunedì, in cui a gruppetti la gente iniziava ad avviarsi al centro congressi, gli accampamenti, l’entrata (con la coda che fa il giro dell’intero isolato, che sarà di 1km, 1,5km almeno) e il resto..
Nessun commentoRoma bellissima, Roma tristissima
Passeggiando la sera per via Cavour a Roma ho realizzato, con semplicità, quanto possano essere tristi i viali senza alberi e senza balconi. Palazzoni ottocenteschi senza fascino, grigi, alti, due marciapiedi, auto e negozi di nessuna qualità.
D’altra parte si sa, Roma è pazzesca nella sua stratificazione di storia. Passeggiare per i fori imperiali, o scoprire villa Borghese e la galleria Nazionale di Arte Moderna, non ha prezzo.
Così come il Campidoglio e i suoi musei, dove si apprezza tutta la stratificazione (vera) della collina, dalla pazzia rinascimentale michelangiolesca fino giù ai fori romani e ancora più giù ai templi dei re etruschi di Roma.. ehbe.
Ecco qualche foto delle mie peregrinazioni prima della maratona di domenica 20. Non ho avuto tempo di vedere i fori imperiali, con rammarico, ma rimango sempre rapito dalla basilica di Massenzio anche solo da fuori. Pensare che delle volte così hanno 2000 anni mi da un po’ di brividi, e di orgoglio. Poi ho visto i musei Capitolini, veramente affascinanti, il tanto decantato Maxxi, e appunto la Galleria Nazionale di Belle Arti con una interessante mostra sui pittori preraffaelliti inglesi.
Ai musei Capitolini, svelato un arcano. Ecco come si fa a portare una pelle di leone completa di testa. Si disarticola la mandibola.. e che scemo io a non pensarci prima. Qui vediamo Commodo in costume da carnevale come Ercole. In mano i classici attributi tra cui delle mele nane che risultano essere, come spiegava un ragazzino ai suoi, i pomi delle Esperidi.






Nelle foto, oltre la medusa del Bernini, il Marco Aurelio originale, un trofeo di età imperiale che inframezzava l’elenco delle provincie dell’impero, e uno splendido centauro tardo ellenistico in marmo nero. Sullo sfondo una copia romana di un Perseo con testa di medusa trasformato, per l’occasione, in un virile cacciatore con in mano un coniglio. È la prima volta che ne vedo uno in una scultura romana, devo dire..
Sul Maxxi, che dire, ero scettico e lo sono stato per un po’. L’edificio è molto particolare e diciamolo, bello. Ma le opere d’arte moderna in genere mi lasciano freddino. C’era però, come si vede dalle foto, una mostra più bella del previsto su Pistoletto (Michelangelo anche qui, artista delle nostre parti) e una su Nervi (che a Torino ha fatto molto). Interessante.
Per fortuna non c’era (o era ben nascosta) la collezione permanente, se non due belle trombe (di Eustachio) di Anish Kapoor all’ingresso (q.v. foto).






Alla Galleria d’Arte Moderna invece belle scoperte. L’arte italiana tra 8 e 900 ha delle cose particolari, e Balla e Boccioni sono sempre intriganti. Anche altri (di cui ora non riporto il nome) dicono la loro.. per finire con DeChirico e Guttuso che veramente, hanno dei tocchi spagnoleggianti non male. E’ l’arte dopo il 1960 che mi lascia sempre senza parole. E non è un bel silenzio..





Nelle foto la facciata (che data come l’edificio della grande esposizione del 1911, canto del cigno della Belle Epoque, e due sculture liberty di Bistolfi e “Idealità e materialismo” di Giulio Monteverde, in ingresso. Oh, a me le donnine liberty piacciono un sacco. Guardate che occhi la seconda..
Poi una statua moderna, di partigiano fucilato, di Marino Mazzacurati e un quadro di Balla. Notare la donazione ad opera (credo) dei figli. Che nomi futuristi!
La mostra sui preraffaelliti, con il loro ovvio prefigurare certe immagini del liberty (ma poi..quando un pittore si chiama Dante Gabriel Rossetti.. come si fa a resistergli?), e l’edificio stesso, hanno completato una bella visita.
Poi, non avevo mai visto villa Borghese (il parco).. avessi avuto tempo mi ci sarei spaparanzato.
S.N.A.F.U.
Questa è la mia vita
Nessun commentoMausoleo digitale
Trovo che la famiglia, tedesca, di Tarol stia facendo un uso commovente, ma non stucchevole, di internet: http://www.youtube.com/watch?v=LeIhp3eIHVA.
VEdendo il video, mi spiace di non aver conosciuto di più Camaleão.
Spigolature
“duomo in miniatura contro miniatura d’uomo” (http://www.spinoza.it/2009/il-sangue-dei-tinti)
il sedicente “premier” vuole fondare il partito dell’amore: http://www.partitodellamore.it/. Altri prima di lui, e con ben e più alti intenti, ci avevano già pensato.
Nessun commentoWe the People
Dove andiamo, noi, il popolo d’Italia?
La nostra libertà caplestata, la nostra carta costituzionale derisa, il nostro (non certo eccelso) parlamento, privato di ogni funzione e delegittimato. I magistrati delegittimati e derisi. Rimane solo il potere esecutivo, il c.d. governo del presidente del consiglio (col cazzo che è premier) e dei suoi c.d. ministri. A vendere l’Italia, a svendere la cosa pubblica, vilipendere la scuola statatale, la ricerca, la sanità, l’ambiente. A comprare tutti noi con promesse mai realizzate, quando non sono colate di cemento.
Un potere esecutivo che esclude gli altri, rimasto solo in una moderna democrazia, che governa per decreti legge, credo abbia un solo nome: dittatura.
Tragedia classica
Had you rather Caesar were living and die all slaves, than that Caesar were dead, to live all free men?
Bruto nel “Julius Caesar”. Shakespeare, 1599 ca. Atto 3, scena 2.
Nessun commentoTari: der shoenste Platz im Netz
Nelle foto Tarol nella sua tipica espressione, che aveva imparato a pronunciare da me: “ma che cazzo dicci” (forte accento sulla C).. Lo divertiva l’ italiano. Poi Tari che fa una virata in switch, una ricca colazione alla Pousada Nova Holanda con Ben e me, e infine concentrato a attaccare le linee al kite..
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Qui gli amici (e un commento toccante del padre) lo ricordano: http://www.memorta.com/internetfriedhof/memo.php?memo=95
Gute Wind!
Nessun commentoCamaleón
Ciao Camaleon, te ne sei andato ieri, nel nord del Brasile, facendo kite.
Ti ho conosciuto per poco, e ti ricordo così, con quell’aria da ragazzone, da gigante buono, tranquillo, e sempre pronto al sorriso. Così, mentre esci in kite nella notte di luna a Barra do Cunhaú e incontri il kiter fantasma, o seduti a mangiare, o la notte, dopo un assaggio del tuo mitico Pipa-tour, a bere e ridere sulla Croce del Sud e U-ranus, o a far colazione col tuo “moin moin” del nord della germania.
Buon vento, Tarol.
Ti chiamavano Camaleón tutti, lì a Barra. Come i camaleonti, pare, cambiavi colore col sole, e come i camaleonti, dicevi, ruotavi gli occhi dappertutto, e vedevi cose che gli altri non vedevano.
Nessun commentoI ribelli della montagna
Col cazzo che il 25 Aprile è la festa delle libertà. È la festa della Liberazione, ragazzi miei. Dai nazi-fascisti. Ad opera dei partigiani e degli alleati. Ricordiamo pure tutti i morti, ma onoriamone solo alcuni. Bella, ciao.
Firma, o viaggiatore, la petizione contro la proposta di legge 1360, sul sito dell’ A.N.P.I. o su quello della petizione
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Dalle belle città date al nemico
fuggimmo un dì su per l’aride montagne
cercando libertà fra rupe e rupe
contro la schiavitu’ del suol tradito.
Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir.
Lasciammo case, scuole ed officine
mutammo in caserme le vecchie cascine
armammo le mani di bombe e mitraglia
temprammo il cuore e i muscoli in battaglia.
Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir.
È giustizia la nostra disciplina
libertà è l’ideal che ci avvicina
rosso sangue il color della bandiera
d’Italia siam l’armata forte e fiera.
Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir.
Sulle strade dal nemico assediate
lasciammo talvolta le carni straziate
provammo l’amor per la patria nostra
sentimmo in cuor l’ardor della riscossa.
Siamo i ribelli della montagna …




























