Archive for the 'torino' Category
500

Ah.. la Fiat 500.. vanto e orgoglio dell’Italia del secondo dopoguerra, icona di stile, auto di Lupin, e di innumerevoli nonni, zii, amici più grandi delle superiori, ecc..
Di ritorno dalla Svezia riflettevo, ma diamine, perché da noi i trasporti pubblici fanno così schifo? Perché i treni, i bus, i tram, sembrano usciti da una tana di orsi ubriaconi invece che da un deposito? Non è che la tanto decantata motorizzazione di massa del boom economico, non è che Valletta e Giacosa ci hanno fregato, sul lungo periodo?
Il famoso effetto Fiat, che tutti sospettano abbia bloccato lo sviluppo dei trasporti pubblici torinesi, su scala nazionale..
[foto della 500 CC by olaszmelo]
Nessun commentoPer non dimenticare..
..che i morti, tra l’altro, non sono tutti uguali. E neanche i vivi.
Nella foto, Gianmaria Testa canta, sul palco della festa del 25 Aprile, “La ca sla colin-a”, e dopo canterà la sua Bella Ciao. A fianco, per chi se lo fosse perso, il partigiano fucilato, di Marino Mazzacurati, alla Galleria d’Arte Moderna di Roma.
No decisamente, come ci hanno ricordato con dolcezza i testimoni della Resistenza e di Mauthausen, un’altra scelta era possibile e dunque, la memoria, le vite e le morti non sono tutte uguali.
Checché ne dicano, questa per me è la festa nazionale italiana, il nostro 14 luglio, il nostro 4 luglio, la nostra primavera.
Animali del piemonte
Il piemonte si sa, è regione ricca di animali: dal bue grasso di Carrù, alla gallina prataiola delle parti del canavese, ai maestosi stambecchi del Gran paradiso, ai galli cedroni delle valli alpine, per finire con le piattole di piazza Vittorio.
Ma si sa che è nella collina torinese che il Piemonte dà il suo meglio: mucche, tante, verso i 500 m.s.l.m, qualche pecora, verso il fondo di Corso Regina, qualche capra, sempre in collina (tutte viste da me).. e gli immancabili conigli delle Vallere e i piccioni.
Ma, quando siamo saliti in bici per San Mauro, direzione Superga, tuttadritta, mai avrei immaginato di beccare dromedari (sono quelli con una gobba, vero?), lama ed emù, che fanno “tok tok” con la gola, come un tamburo. Il tutto in un giardino cintato tra improbabili larici.
Ecco qui il tracciato su Garmin Connect. La villa con zoo annesso è circa a 50 minuti dall’inizio.
Nessun commentoAutant de le faire bien, m. Chabrol

Oggi se n’è andato Claude Chabrol. L’avevo conosciuto (cinematograficamente, ahimè) nel 2005, quando per due edizioni di seguito il Torino Film Festival gli ha dedicato una retrospettiva con quasi tutti i suoi film. Ho così scoperto film molto belli, divertenti, o tragici, pervasi dal sottile fascino della borghesia come solo in Francia sanno dipingere. E nei suoi film ho visto sempre attrici stupende, tra tutte, Stephane Audran, anche sua moglie. Voglio ricordare qui sia La moglie infedele, con la Audran, che alcuni film “minori” degli anni ’60, deliziose commedie nere come Landru o la serie di spionaggio della Tigre, che vanta un titolo delirante come “La tigre si profuma alla dinamite”.
Nei suoi incontri col pubblico al TFF era sempre gentile, prodigo di racconti, in cui parlava di Joh Wayne, come della nouvelle vague, di donne e di vita. Voglio ricordarlo con una sua frase, che era, presumo, anche una sua massima di vita (vado a memoria):
“Faire des enfants, il faut en faire, autant de fair bien l’amour. Manger, il faut manger, autant de manger bien”.
Nessun commentoFoto barbare
Finalmente la mia amica Barbara ha deciso di pubblicare le sue foto.
Molto belle, a me piace tanto questa di Torino: ha tutto: architettura razionalista di cemento, il cielo (per la verità lo tirerei un po’ su di blu con Photoshop), il rosso dell’arco. Bellissima.
E poi, ci sono anche io, con lo sguardo triste, pare..
Nessun commento25 Aprile, 65 anni dopo



Bella la piazza a Torino oggi, per il 25 Aprile. Tante gente, quasi nessuna per la celebrazione, ma vabbé.. Molto carini, sotto il monumento all’artigliere del regno di Sardegna, appollaiati, militanti comunisti muniti di bandiere credo sovietiche originali, e belle magliette rebeldi. Ho resistito a stento all’acquisto di una o due creazioni su sfondo rosso.
Sul palco come sempre giovani e meno giovani, resistenti della prima ora, e ragazzi che leggono storie di ragazzi (ora nonni, se va bene) che aveano appena 20 anni tanti anni fa (e i cui nomi echeggiano nelle vie di Torino, soprattutto in zona Crocetta / San Paolo). Io lo trovo sempre commovente. Non ho sentito cantare “Bella ciao”, purtroppo, ma l’ho sentita suonare dall’orchestra di giovinetti delle scuole della val Sangone. Così come ho sentito suonare “Fischia il vento”.. mi sembra di ricordare su musica tradizionale russa, una cosa tipo “I battellieri del Volga”.
Vale sempre la pena. C’era più gente in giro per i negozi aperti che per questa paludata celebrazione. Che fare? Ma perché, dio bono, noi non abbiamo fatto come la Francia, e invece di stupide feste ancora meno sentite, tipo il 2 Giugno, o altre, non abbiamo fatto del 25 Aprile la festa nazionale? Timorelli come sempre.. paciosi.. e invece più sangue, e meno cencelli. Ogni tanto il cerchiobottismo non paga, e con gli Italiani paga ancora meno.
Bella, ciao.
Nessun commentoMiiii…non ci posso credere.. 1902.info
Non ci posso davvero credere!! Dopo anni è finalmente in linea la nuova versione del mio sito dedicato all’architettura Liberty. È stato nel development hell per anni, rifatto una prima volta nel 2002, poi nel 2006, ma sempre provvisorio. Dal 2005 in avanti ho accumulato peraltro un sacco di foto personali di libery in giro per l’europa che aspettavano solo di essere catalogate e inserite.
Nel mentre pochi volenterosi anonimi autori hanno continuato a contribuire al sito, soprattutto per il nord europa. Grazie mille a loro. E grazie mille a tutti coloro che hanno ascoltato per anni i miei borbottii.. “cosa fai questo w.e?”… “mah, dovrei mettere a posto il sito sul liberty” e questo per anni..
Grazie a chi sa dunque, se non non la finiamo più. E invece qui voglio parlare di questo mio pargolo che raccoglie foto e immagini di viaggi di appassionati in giro per il mondo con una macchina foto (o un cellulare) a cercare il bello in ogni angolo di strada.
Diciamolo, quasi non ci posso credere!! Ho finito di catalogare le mie foto, accumulate in anni di peregrinazioni.. il sito ha una nuova grafica, mi sembra funzionare.. ora posso riposarmi e dedicarmi ad altri pet project!
Una nota per chi non lo sapesse, e fosse troppo pigro per seguire il link: come recita il claim, 1902 è un sito dedicato alle “Città del Liberty”. È una grande raccolta di dati su edifici liberty sparsi per il mondo, corredati da foto, foto e ancora foto, informazioni sugli autori e coordinate geografiche.
Se mai qualcuno avesse voglia di contribuire, basta registrarsi.
Nessun commentoil sudario santo
Oggi ho accompagnato, in questa bella giornata di sole, la mia nonnina a vedere il santo lenzuolo, o sindone che dir si voglia. Due, immancabili, parole sull’organizzazione: efficientissima, e tutti gentilissimi. In più, complice la carrozzina, siamo stati velocissimi. Certo, nessun controllo delle prenotazioni, nessun controllo dei bagagli. Avremmo potuto fare una strage, ma soprattutto, andare non prenotati! Non sia mai.
Ora veniamo a noi, al lenzuolo: il primo approccio è in un tendone dove proiettano un film che è solo una serie di zoom sulle varie parti del telo, con indicazione multilingua di cosa si tratti. La base suppongo fosse una foto ad altissima risoluzione, la migliore esistente, della sindone: orbene, a me ha suscitato vari salaci commenti, che mi sono tenuto per me. Sembrava di vedere uno sketch dei miei amati Monty Python. Zoom sul volto e scritta “il volto con la corona di spine”. Strizzando gli occhi, si intravede il volto. Intravede. Ed ero in prima fila. Zoom sulle braccia e scritta “le mani incrociate e i segni dei chiodi”. Qui.. leggere strisce scure sarebbero le mani, ed evanescenti macchie rossastre le ferite. Zoom su campo bianco, e scritta “la ferita del costato”. Se lo dice lei..
altro zoom: “piedi e ferite dei chiodi”. Sempre zoom su un telo praticamente candido.. una tenerezza.
Finalmente il duomo: 5 minuti di attesa poi, grazie alla nonna in carrozzina, primissima fila, anzi, davanti alla prima fila. Mi sono pure inginocchiato per non dare fastidio alle file dietro. Tra due carabinieri coi pennacchi e con le armi, il santissimo lenzuolo.
Mah, si vede proprio poco. Comunque fa un certo effetto, per artificiale che sia. Anche perché mi è venuto un sospetto: e se per farlo hanno usato, sia pure nel 1200, un uomo, nudo, e ferito sul serio?
E poi mi sono domandato: ma qualcuno ha fatto una prova, a avvolgere a “portafoglio” un uomo della statura di quello rappresentato sulla sindone, e vedere se il sangue della corona di spine sulla nuca, si trova nella posizione anatomicamente corretta? A me non sembra. Diciamo che a livello di sviluppo di un corpo su una superficie non ci siamo.
Un po’ triste comunque. Tutto buio, sofferenza, sangue, e un telo in cui si intravede poco o niente, e un volto in negativo, neanche tanto chiaro. Tardogotico. Che regligione del piffero però, tanta oscurità, sangue, sofferenza. Soprattutto la controriforma. Dovendo scegliere, meglio la teologia della luce dell’abate Suger.
E infatti che gioia uscire alla luce del marmo bianco del duomo e di piazza Castello. E che bello vedere San Lorenzo, quella sì una chiesa solare, dopo tutti quei velluti e quegli ori, per di più poveri, che insozzano il bel duomo rinascimentale.
Interessante, ma la cosa più commovente sono state le scritte in polacco del video introduttivo. Veramente.
Qui un bell’articolo del CICAP Piemontese sulla Sindone di Torino
Nessun commentoCombal punto Zero
http://torino.repubblica.it/dettaglio/se-lo-chef-ti-cambia-la-vita/1867963
Oggi leggendo su Repubblica mi è caduto l’occhio su questo articolo. Posso testimoniare, gli amici lo sanno, che è quasi vero. Purtroppo, ahimè, non mi ha cambiato la vita, ma per una settimana dopo essere stati al Combal siamo stati come in trance, con un perenne sorrisetto soddisfatto e incredulo sulle labbra.
Siamo arrivati da Scabin divertiti, ma scettici. Abbiamo preso il menu creativo, quello famoso, con il CyberEgg, le ostriche virtuali.. e abbiamo scoperto che c’è molto altro: c’è la minipizza in bicchiere, con tanto di birra, il menu trattoria, con bicchierino di barbera e carte da gioco, per citare solo i più semplici. Ci sono cose deliziose, cose particolari, ma il cibo, glia bbinamenti col vino, la cornice certo, splendida, rimane impressa.
A degna chiusura, dopo dolcini particolari, palloncini ripieni di elio per parlare come paperino, e Scabin che gira tra i tavoli a salutare i commensali.
E la sorpresa: uscendo la sera, a guardare Torino dall’alto, ci siamo trovati allegri, sulle nuvole, e perfettamente satolli. Sazi. Non come nelle barzellette sulla nuovelle cuisine.
Lo consiglio, vale ogni euro speso. È un ristorante che rimane dentro per tutta la vita. Vorrei solo averla veramente cambiata, ma questo non è un rimprovero a Scabin..
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