Archive for the 'Viaggi' Category

Parigi contemporanea

gennaio 31st, 2012 | Category: Arte,Viaggi

Per me, sono poche le città in cui, dopo tante volte, c’è sempre qualcosa di nuovo da vedere, e una di queste è Parigi. Questa volta all’insegna dell’arte contemporanea, come si vede dalle foto scattate alla Gagosian Gallery dove c’era una personale distribuita degli spot painting di Damien Hirst. Devo dire belli e ipnotici, e per una volta, Hirst non era inquietante.
Inquietante un po’ invece lo era la galleria. Tutta bianca, e per bianca intendo immaccolata, dal pavimento alle pareti agli infissi a tutto. Tutto questo candore sicuramente nasconde qualcosa: poi due buttafuori, 2 segretari sotto e due angeliche segretarie al piano alto. Fossimo in un film americano, sicuramente tutti accoliti di Orghul Gagogsian, antichissimo vampiro bulgaro che usa come paravento alle sue attività nefande quello della raffinata galleria d’arte. Read more

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E il medioevo?

gennaio 10th, 2012 | Category: Arte,Tecnologia,Viaggi

Il Diadumeno di PolicletoZeus o PoseidoneI misteri eleusiniRaramente faccio foto nei musei (ma mai zero, come sarebbe d’uopo), ma quando sono stato ad Atene non ho propdio saputo resistere. Mi sono tenuto (per ovvi divieti) al museo dell’Acropoli, che è emozionante e di cui, a grande richiesta, scriverò nei prossimi giorni, ma al museo Nazionale di Archeologia non ho potuto resistere.

Ho trovato impressionante il livello artistico raggiunto nel V sec. a.c. (basta guardare questo poseidone) o qualche secolo dopo, e poi dopo quasi 2000 anni, ritroviamo un Giambologna, un Verrocchio, che rifanno le stesse cose o quasi. Dove è stata l’evoluzione? Aveva ragione il settecento a definire secoli bui il medioevo e dintorni? Certo, abbiamo avuto Giotto, abbiamo avuto mille maestri di pale d’altare e scultori di cattedrali, ma nell’arte figurativa ogni tanto mi sembra non ci sia stato quasi nulla, pur essendoci un abisso. Avremmo potuto passare tranquillamente dall’età di Pericle al Rinascimento, con l’invenzione della prospettiva, e nella pittura e nella scultura non sarebbe cambiato quasi nulla. O no?

La pala sui misteri eleusini mi sembra quasi un’annunciazione toscana, per dire, e il fantino col cavallo con le froge schiumanti, siamo quasi al realismo della seconda metà dell’800. A presto, con Atene e il suo ventre, e i suoi marmi.

Ah e comunque al museo ci sono anche cose nerd, come il meccanismo di Antikythera. Il piccolo Martin Mystére dentro di me ha avuto un orgasmo..  

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Maratona

novembre 29th, 2011 | Category: Sport,Viaggi

Quella classica, di Atene. Il mio regalo di compleanno, con una buona dose di masochismo e divertimento. Da Maratona (sulla costa nord dell’Attica, fino ad Atene, allo stadio Panatenaico. Bellissimo. Ed è stato anche il mio record personale con 3h26’38″..

Qui il tracciato col Garmin.

La preparazione ha seguito, per la prima volta, un programma serio di allenamento, cosa a mio parere necessaria avendo io deciso di correre la maratona verso il 1 di Ottobre. Qui c’è il programma di allenamento completo (grazie Rusty!). In mezzo ci ho anche messo poco altro, qualche gara e via. Diciamolo, è stato massacrante, ma istruttivo. Pioggia vento alluvione freddo stanchezza mattina sera influenzina mal di gola, con un allenamento così non ho sgarrato mai. Read more

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Il colle dell’Assietta

settembre 25th, 2011 | Category: Viaggi

Finalmente la sgaruppata compagine di amici della bici, è riuscita a partorire il mitico tour dell’Assietta. Complicato unire i discesisti, come Carlo, agli arrampicatori, come Daviduzzo.. alla fine comunque tutto pronto per SAbato 24 Settembre. Tutto pianificato. Svegli alle 6, partenza in treno, e arrivo previsto a Sestriere verso le 10:30. Per fortuna non ci eravamo accorti di un altro pullman da Ulzio, e così siamo arrivati in cima alle 9:30. Da lì, salita al col Basset, poi giro in quota sul crinale tra la val Chisone e la val di Susa, molto bello.

Fauna: rapaci, marmotte che si inseguivano qui e là, e tanti turisti, pochi in bici, molti tedeschi in moto, e qualche svizzero in fuoristrada. Triste notare l’educazione straniera: gli svizzeri si sono tutti fermati per farci passare con la bici. I quad italiani, certo che no.

A un certo punto, su per le montagne, due tedeschi che ridevano a crepapelle e fotografano un terzo tedesco che faceva le acrobazie in un fossato, tra fango e terra.. (in moto le faceva, in moto). UN’impressione per nulla piacevole, nel silenzio della montagna, sentire gridare in tedesco. Per un momento ho avuto un flash, ed ero dentro un romanzo di Fenoglio ed è montato l’orrore, e la paura atavica direi.

Arrivati dopo l’Assietta, ci sono state un po’ di discussioni se proseguire o no verso il colle delle finestre. Volevamo interpellare un viandante, che data l’età, la quota, e i bastoni da passeggiata, ci sembrava particolarmente esperto. Purtroppo il simpatico vecchietto, dopo due frasi, ha dimostrato di essersi perso completamente e di non sapere bene dove fosse la direzione giusta, diciamo che indicava la val di Susa quando invece era il Chisone, e indicava Sestriere, quando invece puntava a Chiomonte. Da li, discesa tra caprette, caprine e infine caprini in una folcloristicissima bergerie d’altura.

Una nota di colore ci sta: la bergerie ospitava una famiglia, molto tipica e diciamolo, un po’ bruttina. La nipote serviva al pubblico (sei persone inclusi noi 4) dietro un bilancino e un tavolo che esponeva i formaggi, in un bugigattolo all’entrata di una baita, mentre dietro la tenda la nonna (giuro) arrancava e faceva il burro a mano. Affascinante. Ah.. gli incroci tra la gente delle valli, altro che il cuneese o il Tennessee.. ma che delizia il profumo dei formaggi, della ricotta e del latte fresco. Sono tornato indietro di 30 anni quando coi miei, a Prali, si andava in baita a comprare i formaggi. Un profumo che è una poesia. Non ho potuto fare a meno di comprare praticamente tutto, anche la forma di burro genuino che la nonna faceva, prendendo le palle di burro dalla zangola (credo), pigiandole a mano in uno stampo di legno, estraendole e incartandole, tutto a mano. Mentre la nipote, a un certo punto allertata da un’acquirente che forse una mucca si era allontanata, chiedeva in perfetto piemontese: “Nona, ‘n dua l’è la uaca” (dove per “uaca” indicasi, in strett patois valligiano, la “vaca”, la vacca)..

Siamo stati fortunato perché i bergé da qui a otto giorni avrebbero chiuso l’alpeggio e si sarebbero spostati, con l’antico rito della transumanza, a valle per l’inverno.

Affascinante.

Per gli amanti delle statistiche, come me, ho tracciato senza Garmin (che scioccamente mi han rubato) su MapMyRide.. circa 60km di bici da Sestriere fino a Bussoleno (tracciati dal Garmin di Davide). Bussoleno che avevo già visto, ma non ricordavo: affacciata sulla Dora, con un paio di stradine pedonali niente male. L’avevo vista se non erro tanti anni fa, in compagnia, di nuovo dopo un giro in bici, questa volta DH puro, a Bardonecchia. Nostalgia canaglia.

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Perché corro, e due

settembre 25th, 2011 | Category: Sport,Viaggi

Perché molte domeniche mi alzo presto per fare una gara di corsa? Stakanovismo, calvinismo, e voglia di allenarsi, almeno una volta a settimana.. e mancanza di valide alternative, questo si. Ma c’è anche da dire che questo campionato (di corridori della Domenica, appunto) cui partecipo, il “Canavesano UISP”, che è quasi una coppa Cobram podistica, mi fa girare tutto il nord Piemonte, e a fianco di anonimi paesini, perlopiù nella seconda cintura di Torino, fa scoprire delle piccole e grandi gemme.

Una senz’altro è il castello di Agliè, veramente spettacolare. Sia il parco che lo circonda, sia il paese, che il castello valgono la visita. E poi piccole sorprese, come Moncrivello, di oggi (a me nota solo per il sanatorio dove era stata riabilitata mia nonna). Solito paesino, che però, cosa strana per il vercellese, è costruito attorno a una collinetta con la rocca. Superate un po` di stradicciole con acciottolato, e scalinate, si monta al castello medievale, splendidamente mantenuto. Archi, torri merlate e mura a delimitare una corte che si affaccia sulla pianura circostante, e che oggi ospitava, oltre che la gara, anche una sagra di bontà paesane. Merita.

E dunque ecco il castello di Moncrivello, col torrione, la porta ad arco di entrate, la corte e le bellezze locali, che si sa, in provincia sono particolarmente ruspanti.

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Vasa!

settembre 10th, 2011 | Category: Viaggi

Sono stato di recente a Stoccolma (o Stoccolmo, come dicono i locals).. una città veramente sull’acqua, in tutti i sensi. Molto bella, soprattutto come posizione. Ma una cosa mi ha fatto molto sorridere, e sotto sotto godere: la possente nave Vasa.

Si fa per dire. L’enorme galeone Vasa infatti, costruito e varato nel 1628, dopo circa un miglio nautico si rovesciò su un fianco e affondò miseramente nella baia di Stoccolma. Enorme, con poco pescaggio, e due ponti di cannoni.. se non è hybris questo.. e voluto da un re che invece di stare al varo, mandava ordini dalla Polonia che tentava di invadere.

Tra i vari motivi che, negli angiporti di Stoccolma, dopo la catastrofe, si sussurravano a mezza voce, idiozia del mastro costruttore di navi, sbilanciamento, vento, ecc.. a me piace pensare a un sabotaggio polacco. Giusta vendetta (anticipata) per il Diluvio, (Potop in polacco), splendidamente raccontato da Heynrik Syenkiewicz alla fine dell’800.

Banalmente, sarà stato proprio hybris. E comunque il museo che ospita il gigantesco puzzle che ora è il Vasa, vale la pena. Uno, perché si capisce che il castello di poppa è veramente in alto.. che gli sportelli dei cannoni sono scolpiti a forma di leone, e che la nave era tutta colorata di rosso. E poi, spaccati di vita svedese sulla nave, e al porto.

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Murales 3/2: falce e pennello

luglio 28th, 2011 | Category: Viaggi

Mi ero dimenticato di un murale spettacolare a SF: finalmente sono riuscito, l’ultimo giorno, a visitare il Rincon Annex. Nonostante il nome sia un po’ curioso per noi, è un ufficio postale costruito verametne durante la Grande Depressione, con il WPA di Roosvelt.

L’architettura di questo, tutto sommato piccolo, ufficio postale è di un classico art deco maturo. Ma l’interno lascia veramente di che riflettere: ora dismesso, ha visto salvati da petizioni popolari i 24 pannelli murali che descrivono la storia della California, dall’età precolombiana fino alla fine della guerra. Autore è un muralista russo emigrato in america, anzi sovietico, Anton Refregier, che li ha dipinti con molte controversie, nei primi anni ’40.

Siamo a San Francisco, per cui la questione sociale è molto sentita, lo era negli anni 30 e 40, lo è stata ancora dagli anni ’70 in avanti. Leggendo le interessanti didascalie che accompagnano ogni pannello si scopre la storia della California e anche la storia dei murales, in cui ogni accenno troppo socialista era osteggiato, mal visto, e spesso cenusrato, anche quando si parlava di monaci francescani o di soldati messicani delle guerre dell’800..

Per questo, dopo la guerra, il complesso è stato quasi distrutto, come simbolo di un era troppo sociale, e poco maccartista. Per fortuna parecchi cittadini e associazioni hanno fatto in modo che venisse salvato, e restaurato ed ora è aperto al pubblico. La cosa curiosa è che a fianco è costruito un nuovo centro commerciale, con murales degli anni ’80. Si vedono manager seduti davanti a potenti PC (IBM!), ragazzi in pattini a (4!) rotelle e così via. Curioso.

Ma tornando al Rincon Post Office, la cosa che mi ha lasciato stupefatto è stata vedere, in murales americani, la bandiera sovietica con tanto di falce e martello, dipinta a più riprese. Siamo alla fine della guerra. La guerra fredda era nei piani, ma non era ancora iniziata, e l’alleato sovietico, naturalmente, era funzionale alla vittoria. Comunque, sempre un bel vedere, murales nello stile realismo socialista di Rivera.
In alcuni pannelli si vedono: la Repubblica di California, durata un mese tra la rivoluzione contro i messicani (la cui bandiera, gettata a terra nell’originale, per non offendere i latinos è stata censurata ed ora appare come un cencio bianco), un colono russo a fianco dei coloni coi carri (e relativi fuorilegge) verso l’Ovest, i conquistadores a fianco di Sir Francis Drake, la ferrovia transcontinentale con i lavoratori cinesi, e infine la 2 guerra mondiale col trionfo finale della società delle nazioni.

Per chi è interessato qui c’è un PDF con la trascrizione di tutti i pannelli e le placche relative di spiegazione. Ben fatto.
Qui si trova una interessante storia delle controversie durante e dopo la realizzazione del murales.


Da notare, di fronte al Rincon Center, un vecchissimo (fine 1800) edificio in mattoni, minuscolo tra due grattacieli.

PS chiedo scusa per le foto.. non so come siano potute venire così pessime.

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Mt. Tam e Marin headlands

giugno 06th, 2011 | Category: Sport,Viaggi

Per me arrivare a San Francisco vuol dire correre, e pedalare. Per strano che sia, è così. E infatti, l’ultimo giorno libero, incredibilmente non ha piovuto, e sono riuscito a salire sul monte Tamalpais, come l’anno scorso. Sempre bello.

(nella terza foto, Fort Point, sotto il Golden Gate bridge. Uno dei mille posti cinematografici di SF. Qui una scena di Vertigo).

Questa volta però, armato di cartine di sentieri decenti, ho fatto altre strade, e dopo sono andato al Muir Beach Overlook, da cui finalmente ho visto il mare, e poi altri giri su sentieri più o meno leciti, nel Marin headlands, fino al ritorno (in bici) a SF. Quasi 100km ma molto divertenti.

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Sole sulla baia

giugno 04th, 2011 | Category: Consigli letterari,Viaggi

Non c’è che dire, a me piace questa città, poco popolosa tutto sommato eppure molto estesa, perchè in fondo, la controcultura americana di cui sono intriso, da quella più offstream ex hippy e post hippy, fatta di teorie della cospirazione, di anarchia più o meno libertaria, di socialismo strisciante, a quella più mainstream, dai beat ai nerd ormai sdoganati, viene da qui. È l’unica città dove signori barbuti over 50 girano con lo skate sotto il braccio, e vecchi hippy camminano per strada indaffarati tra ciclisti e giapponesi. Dove homeless che sembrano usciti da un film, sono sullo stesso marciapiede di ragazzotti con felpe e cappuccio, dentro la city. Dove davanti ai negozi e agli alberghi stazionano dipendenti con cartelli di protesta, senza che nessuno batta ciglio, e dove ci sono cooperative e centri di aiuto sociale. Dove c’è ancora tanto verde, e ci sono case sull’oceano, surfer e jogger a tutte le ore. Dove c’è un poeta laureato cittadino (Ferlinghetti) ancora vivo, che ha conosciuto Kerouac e Ginsberg, e dove Coppola ha un suo caffè (il grattacielo inizio secolo in verde rame), sotto il palazzo della sua Zoetrope. Bè, scusate se è poco.

Nelle foto si vede l’interno del Maritime Museum (ex Aquatic Park del 1939), delirante edificio pubblico di elioterapia e talassoterapia art deco a forma di nave all’estremità di North Beach, questo si, decorato con murales sponsorizzati (come tutto l’edificio) dalla benemerita WPA di Roosvelt. I murales sono di Hilaire Hiler.

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Murales 2/2

giugno 04th, 2011 | Category: Viaggi

Qualche giorno dopo ho deciso di avventurarmi dentro Mission, il quartiere più ispanico del centro di SF, per vedere altri murales, più moderni. Le guide parlano bene del quartiere, ma sempre con qualche caveat. Persino il ragazzo che mi ha affittato la bic, ispanico, si è sincerato che non volessi parcheggiare la bici, e legarla, neanche per poco. Mah, con queste premesse, mi sono detto, meglio andare a metà mattina, con un diluvio universale a coprire precipitose fughe. Il quartiere invece è molto colorato, e lungi dal sembrare la periferia desolata che è LA, anche abbastanza carino. Vie vivaci, e strade con case pseudo vittoriane, colorate e tutto sommato pulite. A parte una specie di signor Machete che mi ha affiancato affacciato al finestrino di qualche Chevrolet taroccata del ’56, direi tutto tranquillo. Vedete qui i murales. Alcuni decisamente notevoli. Vorrei fare notare il grande effetto flou che sono riuscito ad ottenere: sono gocce di pioggia. La parte di foto più bagnata è Balmy alley, la più lontana, mentre l’edificio tutto dipinto di donne è forse il murale più caratteristico, quello del Women’s building, chiamato anche MaestraPeace. Gli altri sono in giro, soprattutto in Clarion street. L’ultima foto è un poster del negozio Good Vibrations, in Valencia st. Lascio alla vs. fantasia immaginare di che negozio si tratti, e cosa si deve “cavalcare” con orgoglio..

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