Archive for the 'Viaggi' Category

California 3/4: Aglio e Big Sur

settembre 23rd, 2010 | Category: Viaggi

Domenica abbiamo puntato a Sud. Notare che in ogni gita al di fuori del nostro motel si passava vicino al mitico SLAC (Acceleratore Lineare di Stanford).. per me, figlio di fisici, un tuffo al cuore.

Abbiamo puntato decisamente verso Cupertino, San Jose e via dritti passando per la capitale mondiale dell’aglio (Gilroy.. giuro l’odore di aglio si sentiva dalla freeway) e via fino a Laguna Seca (ignorante me, pensavo fosse in Spagna), Monterey e Big Sur. Patria della famigerata beat generation, che a me provoca tanta noia, però devo dire.. Big Sur e la costa da Monterey verso Sud sono veramente da togliere il fiato. Poi su, dopo aver passato il negozietto immancabile di paccottiglia beat/new age, una curiosa upupa, verso Carmel delizioso paesino per ricchi sul mare, e la scenic drive della penisola di Monterey.

Ora, ho scoperto che sull’oceano gli americano sono come gli italiani: in spiaggia ombrelloni, teglie di lasagne, panze e sdraio. Ora, magari le lasagne erano hamburger o tortillas, ma per il resto, idem. Solo l’acqua era gelida come neanche ad Oslo. Ed era il 12 Giugno.. La penisola di Monterey è spettacolare. Avvolta da una mistica nebbia, piena di alberi dalle forme scolpite dal vento, isolotte coperte di guano, gabbinai, otarie e leoni marini, e tanti cipressi. Solitari.. uno addirittura è un marchio che si può fotografare solo per uso privato visto che è il simbolo del consorzio che gestisce la penisola.. e pieno di campi da golf tra i quali il mitico Pebble Beach. Vale il viaggio.

Al rientro siamo anche passati per Santa Cruz, ma solo facendo una simpatica coda. E la sera, tutti a mangiare alla Buca di Beppo, che mio pare pensava fosse un genuino ristorante italiano di Palo Alto, e invece è un orrendo franchising italiano con alle pareti immagini degli anni ’50, del nostro mezzogiorno, e sui bagni per uomini la scritta “Goomba” (leggesi “cumpà”… sic!). In più è tradizione del locale festeggiare i compleanni degli avventori con una agghiacciante canzone cantata in coro dai camerieri (che sono per la maggior parte siriani e svedesi) con parole italo-americane sulle note immortali di Funiculì Funiculà. La pizza in compenso era buona. Ma solo la Margherita..

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California 2/4: Coppola e il BBQ

settembre 20th, 2010 | Category: film,Viaggi

Il giorno seguente, sabato, siamo andati a Nord attraversando il Golden Gate che è sempre bello. Marin County (dove ero stato in bici, e dove soprattutto c’ é lo Skywalker Ranch di George Lucas, arf..) e poi su verso Sonoma Valley e Napa Valley. Puntata della memoria ad Asti, California, colonia astigiano-svizzera di inizio secolo con vineria, dove abbiamo comprato tanti cavatappi (!) e fatto foto ai vigneti con annesse palme. Poi giù verso Calistoga (!!!! bellissimo, era da anni che leggendo avventure di Paperino e Paperone, di Barks e non, sognavo di vedere Calistoga) e poi Napa (il cuore della valle). Buffe cittadine che sembrano uscite da un film western, tutte finte. Giuro.. i palazzi americani in queste cittadine minori (e vale anche per Palo Alto) sono tutte di cartapesta. Giuro.. ho passato due giorni a bussare con le nocche sui muri e suonavano sempre vuoto. C’è una struttura di cemento armato (se va bene) e poi l’aspetto esterno cambia con l’uso: un negozio di cheese cake: chiaro, si fa in stile Maya.. e via di cartongesso, una libreria, in stile adobe spagnolo, e via.. una banca, in stile Wells Fargo, e via di archi finti e colonne posticce. Comunque.. dopo Napa siamo stati al Vineyard di Sattui. Carino, organizzatissimo, ed essendo sabato, pieno di amerikani in picnic e feste… tenerissimi, c’era anche gente che non beveva alcoolici. Cmq, un buon bbq (rovinato dalle solite salse) e un bel vinello bianco di produzione locale, infine un meritato pisolo sul prato sotto le fronde di alberi californiani con un tappeto d’erba incredibile.

Ah, ma il momento clou è stata la visita al Francis Ford Coppola winery.. nello spaccio c’ereano anche conserve di pomodoro in stile italico, gadget bellissimi che ahimé non ho comprato, e gente che degustava già alle 11 del mattino. Ho comprato un buono Zinfandel (Director’s cut) che ho portato in Italia. Buono, e bravo Coppola!

La sera cena in un tipico ristorante finto creolo di Palo Alto.

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California 1/4: Berkeley

settembre 16th, 2010 | Category: Viaggi

Inizio oggi il resoconto delle scorribande californiane di mio padre e mie, nello scorso Giugno.

Quando sono stato a SF, è venuto su anche mio padre per lavoro e ne ho approfittato per farmi portare in giro per qualche giorno per la California che, beato lui, conosce bene. Così il primo giorno siamo stati a Berkeley, attraversando il Bay Bridge.. lunghissimo e trafficatissimo. Si intravede in una foto, il ponte è su due piani, un senso di marcia per piano, e con parapetti altissimi dal piano di sotto è impossibile fare foto.

Berkeley è veramente più hippy di SF, e ce ne vuole tanto. Ragazzi (s)fatti sotto gli alberi dei viali a chiedere qualche cent, molto serenamente, tra un cannone e l’altro. Magliette vintage (made in china), bancarelle, carrettini che vendono musica rasta agli angoli delle strade, negozi di dischi.. di vinile, e l’università, con cancello, campus, campanili e (coincidenza curiosa) studenti che si graduavano con codazzo di parenti. Folcloristico. Anche il ritorno verso Mountain View (sì, quella) attraverso un altro ponte, e una ordinatissima, ma immensa, coda a 8 corsie su una highway californiana.

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Solidarietà ai pastori sardi

agosto 20th, 2010 | Category: Politica?,Viaggi

Si fa un gran parlare di Sardegna ora.. prima il fattore “K”, poi i pastori. Personalmente, amen per il fattore “K”.. non mi sembra una gran perdita, peccato non abbia parlato di più, democristiano del piffero, e invece, grande solidarietà con i pastori sardi che protestano per salvare la pastorizia sarda, e soprattutto la pastorizia di pecore. I greggi, l’isola di granito e di mirto, il sole e il vento, Leopardi, e il pecorino grattuggiato e assaporato con l’Ichnusa e la salsiccia arrotolata. Pensate che la Sardegna importa più della metà del proprio latte ovino da fuori..

Solidarietà dunque a questi pastori, vecchi e giovani, che bloccano tursiti stupidamente imbufaliti e ora minaccciano di invadere la residenza di quel cretino del nostro presidente del consiglio (che vorrebbe essere premier, ma, ahimé, la Carta glie lo impedisce..). Speriamo solo non li turlupini con veline e apicelli vari. E le solite promesse da marinaio. Broddoi, a noi. Forza Sardegna! Brucate a morte villa certosa!

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Cinghiali e mufloni

luglio 25th, 2010 | Category: Sport,Viaggi

Per la serie, perché corro, eccone un’altra: corro perché mi piace, e perché si fanno sempre incontri strani: a Torino, correndo al Valentino, becco sempre la polizia a cavallo (spesso.. non sempre) ma sempre sempre i conigli.. decine di conigli (non lepri… proprio conigli..) piccoli (probabilmente quando crescono é il momento in cui incontrano predatori naturali o no, tipo l’uomo) verso le Vallere.

Correndo in Sardegna la cosa è chiaramente diversa: verso sera si incontrano vari tamarri, nonnetti che corrono (i giovani si sa, sono all’aperitivo) tra i quali includo me, e qualche buffo animale. Una mattina mi sono messo la sveglia alle 5 per farmi dal Golfo di Marinella alla cima di Capo Figari, sopra Golfo Aranci. Con la mia consueta meticolisità avevo guardato, la sera prima, le distanze. Con Google (o gugol) a occhio, mi sembravano circa 20km.. niente di che.

Parto verso le 5:35 e alle 6 e poco più inizio una prima deviazione che, secondo me, avrebbe potuto accorciare la strada per il capo. Niente di che.. salgo tra sterpaglie al limitare di Golfo Aranci, ma dopo poco non riesco ad andare avanti. Per fortuna che nel Camelback avevo il mio iPhone.. nerd ma cmq utile.. niente.. torno indietro, avrei dovuto prendere un’altra deviazione, la prendo: anche qui sbaglio un poco ma poi trovo la strada e mi avvio dietro un blocco di case nuove all’inizio del paese, semi campagna. Corro e a un certo punto, behold, una mamma cinghiale con tre chinghialetti! Disturbati dal mio ansimare, scappano dalla macchia ai piedi del muro di cinta in cui stavano grufolando, e si inerpicano per le prime pendici di capo Figari. Spariscono nella macchia. Che é veramente macchia: arbusti seccarelli e spinosetti, alti meno di un metro. E fanno “Oink OinK”.. e rispondono altri cinghiali..

Mi sembrava di essere nell’immortale tavola di Asterix in Corsica, laddove nella macchia mediterranea, capo clan coris e cinghiali fanno indistintamente “Oink” come suono, o segnale di riconoscimento..
Ma non era finita. Dopo pochi minuti, e un altro cambio di strada, perché sì, avevo sbagliato di nuovo, mi rassegno a fare la strada segnata da Google.. litoranea più salita diretta, ecco che dopo la stazione di Golfo Aranci, laddove ci sono binari morti di parcheggio e manovra, vedo a fianco della strada 4 mufloni che corrono, anche qui spaventati da me. Io ero spaventato, altro ché.. cmq continuo a correre per qualche metro e uno di loro salta attraverso la recinzione, mi attraversa la strada davanti, e prosegue su per il monte. Gli altri 3 corrono all’impazzata sulle massicciate della ferrovia, spaventati. Io invece, quando quello mi è saltato davanti, ho piantato un urletto, strozzato dalla fatica. Cappero, un muflone.. a 5 metri!

Qualche foto ve la siete meritata, pessime.. devo dire ma cmq.. fatte col cellulare (che mi ha indicato la strada) e la settimana dopo quando sono tornato in bici. Panorama stupendo, la mattina poco dopo l’alba, si vede tutto il mare.

Le foto brutte sono: una della ferrovia (fatta dalla bici, al volo) dove ho visto i mufloni, una settimana prima, e dietro il complesso di case dove ho visto i cinghialetti. Il resto sono dalla cima di capo Figari, e cala Corsara, splendida, alla mattina, ai piedi del capo.

Alla fine ho fatto quasi 30km, non previsti, malamente e con la lingua penzoloni sotto il caldo, dopo aver tentato invano di prendere un treno e/o un taxi..ma era domenica mattina, e non c’era niuno.

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Freewheeling the Bay

giugno 07th, 2010 | Category: Sport,Viaggi

Dopo mesi di duro allenamento sul colle della Maddalena nostrano, e sui montielli pedemontani, finalmente metto a buon frutto il callo del ciclista, pedalando su e giù per le strade di San Francisco, e soprattutto per la Baia. Devo dire, veramente spettacolare. E veramente, come è ovvio, veramente su e giù.

Qui metto due foto della gita che da Downtown, attraverso il Golden Gate, mi ha portato a Sausalito, poi Mill Valley, poi al monte Tamalpais (m 784) e poi ai Muir Woods. Comunque la si veda, la baia, il ponte, tutto il resto è veramente spettacolare, anche con la nebbia che è sempre abbondante. Direi, anzi, grazie alla nebbia.

Qui trovate il tracciato della gitarella, chiusa con il traghetto che passa vicino ad Alcatraz. http://connect.garmin.com/activity/35816018

Bellissimo. Tra l’altro il monte Tamalpais pare sia la culla della MTB, e io, modestamente, senza saperlo (prima di partire) ho fatto proprio in discesa le strade tagliafuoco sterrate, e i sentierini fino a Muir Beach. Divertentissimo!! con il cancello che ho affittato, e il lucchettone a U che sbatacchiava contro il portapacchi (!!) facendo un rumore d’inferno, ma con due freni a disco a cui non ero abituato.

La vista è spettacolare, sia il ponte (chiaramente) avvolto nella nebbia alle 7 di mattina, sia la baia dall’alto. Ora che ci penso, secondo me quelli della Rockstar Games per fare GTA Vice City si sono ispirati a SF.. c’è tutto: il quartiere ispanico, il lungomare zarro, i grattacieli, gli idrovolanti, la marina, il golf club, gli elicotteri, e ponti.. ponti.. barche a vela, a motore e c’è pure la fog of war, che è forse la cosa più sorprendente di San Francisco: la mattina presto (ma anche dopo talvolta) la cima dei grattacieli non si vede, perché avviluppata dalla foschia, e idem la cima delle colline, o gli edifici lontani più di qualche isolato.

Poi ci sono le sequoie sempreverdi, redwood, pieno. A Mill Valley la gente costrusce case su palafitte per gli erti pendii per abitare in mezzo a loro. E nel Muir Wood è pieno. Sono un cane a fotografare, ma la luce che penetra dall’ombrello di foglie mette in scacco qualunque esposimetro.


Infine ringrazio quelli di Blazing Saddles per il supporto e per gli orari che gli ho fatto fare. Approfittando del jet lag un giorno ho anche preso la bici poco prima delle 6.. di mattina. Mai successo.

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Londra gotica (e verde)

giugno 03rd, 2010 | Category: Libri,orrore,Viaggi

Il cuore di Londra, a Nord (anzi, come dicono loro, The NORTH), batte verde e gotico. È pieno di parchi, immensi, vecchi tracciati della ferrovia ora in disuso e trasformati in sentieri, con la vegetazione a bordo tracciato che cresce libera e rigogliosa. Case piccole, le solite, e cimiteri pieni di muschio, edera, e piante che coprono le lapidi. Il tutto in rigorosa salita (e rara discesa) per permettere di vedere, tra l’altro, Londra dall’alto senza andare sul London Eye. Bellissimo e gotico, ovviamente nel senso ottocentesco del termine, il cimitero di Highate. Tra i seppelliti illustri, il mai troppo compianto Karl Marx, e sorpresa, l’altrettanto mai troppo compianto Douglas Adams. Il fogliettino del cimitero mi suggerisce una citazione bellissima che cito a memoria: “I love deadlines, I like the swoosh they make as they pass by..”. Notare la, quantomai appropriata, maglietta a maniche lunghe che portavo..

Infine due belle soprese: finalmente coronati due sogni in uno: a distanza di poche ore l’Imperial War Museum a Bedlam, e la centrale di Battersea: meglio che in un film

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Jeff Koons a ki?

maggio 10th, 2010 | Category: Viaggi

Parsifal o Koons?Parigi riserva sempre bellissime sorprese. Nell’ultima visita, almeno due, ma soprattutto una: che dire di questo quadro trovato girovagando per l’ennessima volta all’Orsay, che è in parziale ristruttrazione. Tra quadri che mancano (perché a San Francisco, si scoprirà dopo) e quadri tirati fuori dagli scantinati, ecco che uno si imbatte in un Pellizza da Volpedo (che non vede) e toh, un Jeff Koons. Ma.. un momento.. 1894?? Non può essere il nostro beneamato erotomane, eppure.. eppure, lo stile iperrealista dell’armatura, le procaci e provocanti ragazze (e ragazzi) che, in inglese diremmo “frolicking” nel prato, sembrano usciti da un pictorial degli anni ’80. Invece trattasi di Georges Antoine Rochegrosse, e il quadro è nientepopodimenoche tratto dal Parsifal. Pensa te, e il museo d’Orsay, cosa mi racconta sul quadro poi…

Di tutto altro tenore il museo Carnevalet, che complice il lassismo imperante anche in Francia, mi ha permesso finalmente di fotografare, per la gioia di tutti gli amanti del Liberty, il negozio Fouquet disegnato da Alphonse Mucha: sublime.

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Vittoriana europea

marzo 26th, 2010 | Category: Viaggi

Chi mi conosce sa del mio amore per il ferro-vetro (leggero preludio a certo Liberty) e dell’epoca vittoriana tutta (o quasi), meglio se declinata in steam punk. Per questo quando giro in giro, non perdo occasione di ammirare strutture in ferro e vetro e pietra degne della regina Vittoria.
In Belgio, la chiamerei Leopoldiana, notevoli esempi sia a Bruxelles (parco del 50enario, 1881, e stazione centrale di Anversa (1895/1905). Cito anche un anonimo (e credo più tardo viadotto a N di Brüsel Midi/Zuid).

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In Spagna ho trovato la vecchia stazione di Atocha, a Madrid, (di un collaboratore di Eiffel) eil palazzo di cristallo, nel pardo del Buen Retiro di Madrid, 1887. Lo stile potremmo chiamarlo Alfonsino?

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Brüsel

marzo 16th, 2010 | Category: Consigli letterari,Fumetti,Viaggi
Maison Autrique. François Schuiten, dessin, 2004. © Copyright François Schuiten.

Maison Autrique. François Schuiten, dessin, 2004. © Copyright François Schuiten.

Questa recente visita a Bruxelles e Anverse (o Antwerpen) è stata molto soddisfacente, sotto tanti punti di vista, tanto è che con un certo stupore mi sono detto che devo tornare, tante sono le cose che non sono riuscito a vedere.
Comunque sempre bello il liberty (ho scoperto tante casette nuove), fumetti a chili, angoli nascosti, e architetture vittoriane. O meglio, leopoldine, costruite anche queste con il sangue e il sudore delle colonie, e in questo caso dei possedimenti personali di Leopoldo II, il famigerato Congo belga a cavallo tra 8 e 900.
Ad Anversa ho anche incontrato.. un gruppo di Comunisti, che protestavano pacificamente e, tra un’Internazionale cantata in olandese e altre canzoni, hanno intonato (neanche troppo male) una bella Bandiera Rossa, in italiano. Completa di doppie saltate..non ho potuto fare a meno di unirmi al coro, sottovoce.
Tra le cose ancora da fare, un giro nelle fogne di Anversa che pare sia molto divertente.
Ho comprato finalmente alcuni fumetti della serie delle Cités Obscures di Schuiten (che pensavo, avendo un nome francese come François, si leggesse, “sciuitien”, invece pare sia una cosa “scuitien” con la C dura.. argh). E ho visto la Maison Autrique, la prima casa di Victor Horta, qui interpretata dallo stesso Schuitien. Bella.
Tra le cose fatte, Bruxelles ha un sistema di bike sharing che è lo stesso del Velib di Parigi, solo che si chiama Villó. Molto comodo. Ho girato come un ossesso e ho scoperto che la città è orrendamente tutta su colline.
Ho visto quartieri belli, e altri meno belli, ma tutti interessanti. Qui un pò do foto.

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