apr 14

il sudario santo

Categoria: torino

img_1212Oggi ho accompagnato, in questa bella giornata di sole, la mia nonnina a vedere il santo lenzuolo, o sindone che dir si voglia. Due, immancabili, parole sull’organizzazione: efficientissima, e tutti gentilissimi. In più, complice la carrozzina, siamo stati velocissimi. Certo, nessun controllo delle prenotazioni, nessun controllo dei bagagli. Avremmo potuto fare una strage, ma soprattutto, andare non prenotati! Non sia mai.

Ora veniamo a noi, al lenzuolo: il primo approccio è in un tendone dove proiettano un film che è solo una serie di zoom sulle varie parti del telo, con indicazione multilingua di cosa si tratti. La base suppongo fosse una foto ad altissima risoluzione, la migliore esistente, della sindone: orbene, a me ha suscitato vari salaci commenti, che mi sono tenuto per me. Sembrava di vedere uno sketch dei miei amati Monty Python. Zoom sul volto e scritta “il volto con la corona di spine”. Strizzando gli occhi, si intravede il volto. Intravede. Ed ero in prima fila. Zoom sulle braccia e scritta “le mani incrociate e i segni dei chiodi”. Qui.. leggere strisce scure sarebbero le mani, ed evanescenti macchie rossastre le ferite. Zoom su campo bianco, e scritta “la ferita del costato”. Se lo dice lei..
altro zoom: “piedi e ferite dei chiodi”. Sempre zoom su un telo praticamente candido.. una tenerezza.

Finalmente il duomo: 5 minuti di attesa poi, grazie alla nonna in carrozzina, primissima fila, anzi, davanti alla prima fila. Mi sono pure inginocchiato per non dare fastidio alle file dietro. Tra due carabinieri coi pennacchi e con le armi, il santissimo lenzuolo.
Mah, si vede proprio poco. Comunque fa un certo effetto, per artificiale che sia. Anche perché mi è venuto un sospetto: e se per farlo hanno usato, sia pure nel 1200, un uomo, nudo, e ferito sul serio?
E poi mi sono domandato: ma qualcuno ha fatto una prova, a avvolgere a “portafoglio” un uomo della statura di quello rappresentato sulla sindone, e vedere se il sangue della corona di spine sulla nuca, si trova nella posizione anatomicamente corretta? A me non sembra. Diciamo che a livello di sviluppo di un corpo su una superficie non ci siamo.
Un po’ triste comunque. Tutto buio, sofferenza, sangue, e un telo in cui si intravede poco o niente, e un volto in negativo, neanche tanto chiaro. Tardogotico. Che regligione del piffero però, tanta oscurità, sangue, sofferenza. Soprattutto la controriforma. Dovendo scegliere, meglio la teologia della luce dell’abate Suger.
E infatti che  gioia uscire alla luce del marmo bianco del duomo e di piazza Castello. E che bello vedere San Lorenzo, quella sì una chiesa solare, dopo tutti quei velluti e quegli ori, per di più poveri, che insozzano il bel duomo rinascimentale.

Interessante, ma la cosa più commovente sono state le scritte in polacco del video introduttivo. Veramente.

Qui un bell’articolo del CICAP Piemontese sulla Sindone di Torino

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