lug 12

La scimmia dal posteriore verde

scimmia1In questa rarissima pergamena, trovata in un tiretto di un secretaire al mercato delle pulci di Nantes, troviamo una “impression d’artiste” di Lord Arguebottom, attaché del governatore dello Zaire nel 1867, mentre esamina il primo esemplare di “scimmia dal culo verde” giunto in mani occidentali.

Le scimmiette, note alle tribù indigene da tempo immemore, erano stata segnalate nella zona della nuova Zimbabwe da decenni, ma invano esploratori e avventurieri avevano cercato di mettere le mani su un esemplare, tant’è che già verso il 1850 la ricerca di queste scimmie erano stata abbandonate.

Fu per puro caso che Lord Arguebottom, inseguito da zagaglie e relativi Zulù, insieme al suo entourage si trovò accampato in una radura nei pressi di un fetido stagno. La notte venne interrotta più volte da tamburi dei selvaggi e da grida belluine più prossime, e da risate che sembravano irridere l’infelice posizione degli Inglesi. La mattina, dopo le consuete abluzioni e la rasatura, il suo boy gli portò come omaggio una delle scimmie che la notte avevano causato tanto trambusto.

Fu perciò con grande stupore che Michael Argyle, Lord di Arguebottom piuttosto decaduto, osservò il posteriore verde della scimmietta. Gli vennero subito in mente i racconti dei vecchi dei villaggi in cui accampavano durante le guerre Boere, e la strada per la perduta Zonkabwe, antica capitale dei regni neri, più antica ancora della grande Zimbabwe, le cui strade e palazzi erano coperti di smeraldi. Su questi smeraldi, si diceva, le scimmiette riposavano sedute, da cui il colore delle loro terga.

Seguendo questa labile traccia Micheal Argyle si lanciò in un’impresa in cui altri, migliori di lui, avevano fallito. Ormai aveva da poco superato i 40 anni, e il casato e la regina aspettavano ancora da lui un’impresa degna dei suoi avi. Inutile dire che del fu Lord Arguebottom non si seppe più nulla.

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