giu 6

Mt. Tam e Marin headlands

Categoria: Sport,Viaggi

Per me arrivare a San Francisco vuol dire correre, e pedalare. Per strano che sia, è così. E infatti, l’ultimo giorno libero, incredibilmente non ha piovuto, e sono riuscito a salire sul monte Tamalpais, come l’anno scorso. Sempre bello.

(nella terza foto, Fort Point, sotto il Golden Gate bridge. Uno dei mille posti cinematografici di SF. Qui una scena di Vertigo).

Questa volta però, armato di cartine di sentieri decenti, ho fatto altre strade, e dopo sono andato al Muir Beach Overlook, da cui finalmente ho visto il mare, e poi altri giri su sentieri più o meno leciti, nel Marin headlands, fino al ritorno (in bici) a SF. Quasi 100km ma molto divertenti.

Nessun commento

giu 4

Sole sulla baia

Non c’è che dire, a me piace questa città, poco popolosa tutto sommato eppure molto estesa, perchè in fondo, la controcultura americana di cui sono intriso, da quella più offstream ex hippy e post hippy, fatta di teorie della cospirazione, di anarchia più o meno libertaria, di socialismo strisciante, a quella più mainstream, dai beat ai nerd ormai sdoganati, viene da qui. È l’unica città dove signori barbuti over 50 girano con lo skate sotto il braccio, e vecchi hippy camminano per strada indaffarati tra ciclisti e giapponesi. Dove homeless che sembrano usciti da un film, sono sullo stesso marciapiede di ragazzotti con felpe e cappuccio, dentro la city. Dove davanti ai negozi e agli alberghi stazionano dipendenti con cartelli di protesta, senza che nessuno batta ciglio, e dove ci sono cooperative e centri di aiuto sociale. Dove c’è ancora tanto verde, e ci sono case sull’oceano, surfer e jogger a tutte le ore. Dove c’è un poeta laureato cittadino (Ferlinghetti) ancora vivo, che ha conosciuto Kerouac e Ginsberg, e dove Coppola ha un suo caffè (il grattacielo inizio secolo in verde rame), sotto il palazzo della sua Zoetrope. Bè, scusate se è poco.

Nelle foto si vede l’interno del Maritime Museum (ex Aquatic Park del 1939), delirante edificio pubblico di elioterapia e talassoterapia art deco a forma di nave all’estremità di North Beach, questo si, decorato con murales sponsorizzati (come tutto l’edificio) dalla benemerita WPA di Roosvelt. I murales sono di Hilaire Hiler.

Nessun commento

giu 4

Murales 2/2

Categoria: Viaggi

Qualche giorno dopo ho deciso di avventurarmi dentro Mission, il quartiere più ispanico del centro di SF, per vedere altri murales, più moderni. Le guide parlano bene del quartiere, ma sempre con qualche caveat. Persino il ragazzo che mi ha affittato la bic, ispanico, si è sincerato che non volessi parcheggiare la bici, e legarla, neanche per poco. Mah, con queste premesse, mi sono detto, meglio andare a metà mattina, con un diluvio universale a coprire precipitose fughe. Il quartiere invece è molto colorato, e lungi dal sembrare la periferia desolata che è LA, anche abbastanza carino. Vie vivaci, e strade con case pseudo vittoriane, colorate e tutto sommato pulite. A parte una specie di signor Machete che mi ha affiancato affacciato al finestrino di qualche Chevrolet taroccata del ’56, direi tutto tranquillo. Vedete qui i murales. Alcuni decisamente notevoli. Vorrei fare notare il grande effetto flou che sono riuscito ad ottenere: sono gocce di pioggia. La parte di foto più bagnata è Balmy alley, la più lontana, mentre l’edificio tutto dipinto di donne è forse il murale più caratteristico, quello del Women’s building, chiamato anche MaestraPeace. Gli altri sono in giro, soprattutto in Clarion street. L’ultima foto è un poster del negozio Good Vibrations, in Valencia st. Lascio alla vs. fantasia immaginare di che negozio si tratti, e cosa si deve “cavalcare” con orgoglio..

Nessun commento

giu 4

Sacro e profano

Categoria: film,Viaggi

Sacro e profano. Una chiesa e Alcatraz, chiamata cinematograficamente qui, la Roccia. La chiesa di santa Maria of the Assumption, è stranamente molto bella per essere moderna. A parte la Sagrada famiglia, in genere le chiese moderne, notoriamente, mi provocano la stessa emozione di un centro commerciale Panorama di periferia. E non è l’essere ateo, ve lo assicuro. Una cattedrale gotica, o romanica, mi lascia senza parole. E devo dire che questa chiesa di Nervi, alle 7 di mattina, quasi deserta, su una città appena sveglia, con una croce di colori in cima, dalla pianta a rombo, stranissima, è molto bella. Curioso trovare un nostro architetto così “industriale” qui. Ma una bella scoperta.

E dopo, imbarco di massa per Alcatraz. Che per gli americani è un mito, nella loro povera storia, e per di più mediato da molti film. Anzi solo dai film, tanto che le guide, i volontari, le audioguide e i pannelli passano metà del tempo a spiegare che non era come nel film. Era peggio per certi versi, meglio per altri.

Però sembra proprio di essere in Fuga da Alcatraz.. con le celle minuscole, le inferriate che scorrono, la galleria dei guardiani armati dietro la rete, la torre dell’acqua e soprattutto, il cortile per l’ora d’aria, con i gradoni dove complottare, i muri.. veramente, come tutta l’america, sembra sempre di essere dentro un film.

Dopo averci fatto vedere un po’ di cammini di fuga, e raccontato storie anche buffe, come di quello che al primo isolotto della baia, a pochi metri da Alcatraz, ha chiamato i guardiani per farsi riprendere.. o altri più drammatici, viene fuori che il tentativo di fuga di Clint Eastwood non si sa se sia riuscito o meno. Cadaveri non ne hanno trovati, ma ci sono tracce del fatto che siano arrivati a terra. E il resto è leggenda.

Nessun commento

giu 2

Murales 1/2

Categoria: Politica?,Viaggi


Diego Rivera è stato un artista messicano molto importante nella prima metà del secolo, dichiarato comunista e sposo, tra l’altro, di Frida Kahlo. Incredibilmente ha lavorato parecchio in America, ma altrettanto credibilmente, solo prima della seconda guerra mondiale, non dopo in pieno Maccartismo.
Comunque, tra i vari lavori, più o meno pagati, alcuni fatti durante la grande depressione e durante il New Deal di Roosvelt, il quale (vedrete anche altri post) aveva genialmente applicato il principio di fare lavorare, nonostante tutto, anche gli artisti, pagandoli con fondi dello stato, anche per tenerli impegnati. È la benemerita WPA. Questi murales non sono diretto effetto della WPA, ma altri in giro per SF si, e l’atmosfera era comunque questa. Mi sono divertito a fare un bel giro per andarli a trovare nel SF City College (nella foto sotto, quello con davanti un enorme mezzo dei pompieri), a sud della città. I murales sono stati fatti in occasione della fiera internazionale di SF del 1940 che ha creato anche Treasure Island.
Il murale è intitolato Pan-American Unity – Unión de la Expresión Artistica del Norte y Sur de este Continente, e prefigura anche la guerra che ancora, per l’america, deve venire.
Notare come Rivera, ancorchè comunista (ma trotzkista diremmo) insieme a Hitler e Mussolini dipinge anche uno Stalin assassino (appunto, di Trotzy). E c’è tutto il grande Dittatore di Chaplin. Bello vedere che come sempre l’italia fa una figura da macchietta, ma di merda.
Potete seguire questo link e vedere qui i dettagli del murale

Per il resto.. bisonti (un po’ vecchiotti) nel Golden Gate park, e l’oceano, sempre bello. E un tram di Milano che gira allegramente, ancora utilizzato, per tutto il centro di San Francisco fino al mare. Notare il segnale di “Uscita”..

Ah, lo scavo che si vede nelle foto è uno scavo archeologico. Naturalmente essendo in america è uno scavo che vuole portare alla luce resti di … inizio ’900. Come recita la placca che accompagna il sito: “During the construction, a team of Park Service archaeologists, partners, and volunteers will carefully uncover this archaeological site to learn about the men, women, and children who visited over a century ago.” Over a century ago, c’erano degli stabilimenti balneari. Wow.

Nessun commento

apr 25

Per non dimenticare..

Categoria: torino

..che i morti, tra l’altro, non sono tutti uguali. E neanche i vivi.
Nella foto, Gianmaria Testa canta, sul palco della festa del 25 Aprile, “La ca sla colin-a”, e dopo canterà la sua Bella Ciao. A fianco, per chi se lo fosse perso, il partigiano fucilato, di Marino Mazzacurati, alla Galleria d’Arte Moderna di Roma.
No decisamente, come ci hanno ricordato con dolcezza i testimoni della Resistenza e di Mauthausen, un’altra scelta era possibile e dunque, la memoria, le vite e le morti non sono tutte uguali.
Checché ne dicano, questa per me è la festa nazionale italiana, il nostro 14 luglio, il nostro 4 luglio, la nostra primavera.

Nessun commento

apr 2

Vittoriana

nel senso classico, ma anche femminile del termine. Debuggando una mia app (sic!) ho visto una pubblicità di Google e, credo per la prima volta, ho seguito il link. Difficile non farlo visto che parlava di steampunk, dirigibili e vampiri:
Ecco qui Gail Carriger, scrittrice inglese di urban fantasy di cui è uscito l’ultimo libro della serie “The Parasol Protectorate” (e già il nome è geniale): Soulless.

Nessun commento

apr 1

Sulla maratona

Categoria: Libri,Sport

Ad ogni maratona vengono distribuite riviste gratuite di corsa: per la maggior parte contengono articoli promozionali su maratone o ultram in luoghi più o meno esotici (come Firenze o Trondheim), ma nell’ultimo numero di “Distance Running” ho trovato un interessante articolo di un giornalista greco, Paul Anastasi, che sostiene che tutto ciò che sappiamo su Filippide e la corsa da Maratona ad Atene è, grossomodo, un mito, e che la vera maratona è stata il giorno dopo, ed è stata una corsa di massa, molto più simile ai nostri eventi di quanto non sia stata la corsa (romantica e romanzata) di Filippide.
In pratica, sostiene Anastasi, dopo la vittoria di Maratona, l’esercito persiano sconfitto, ma non vinto, risalito sulle navi stava per attaccare direttamente Atene. L’esercito, vittorioso ma stanco, la notte corse a perdifiato (calzato e vestito e armato) per raggiungere Atene in tempo per per fermare i persiani sul bagnasciuga la mattina dopo, e così salvare Atene, la democrazia e l’occidente dal barbaro invasore (sic!).
Qui trovate un articolo di Anastasi, grossomodo identico a quello che ho letto, che cita anche il libro “Marathon Mysteries” scritto dallo stesso giornalista.

P.S. Nella copertina della rivista si vedono degli esaltati che hanno corso l’edizione del 2500 anniversario della corsa di Filippide, tra Maratona e Sparta. Un po’ 300, un po’ centurioni romani der Colosseo..

Nessun commento

mar 29

Pandemonium

Categoria: fantasia,Viaggi

.

Quando per la prima volta a San Pietroburgo (Leningrado) mi sono affacciato sulla Neva ghiacciata, verso le 23:20, con temperatura stimata -26, e vento, senza cappello e con le dita intirizzite, mi sono detto “ma io quest’immagine l’ho già vista”.. quasi. Una cosa così maestosa e folle, fatta di sterminate distese di neve coronate di palazzi barocchi e neoclassici, illuminati di luci gialle e rosse, con fumi alti dalle ciminiere, e fumo dal ghiaccio, io l’avevo già vista.
Solo che era l’immagine di un palazzo sottoterra, nel caldo atroce dell’Inferno di Milton: il Pandemonium, come dipinto da John Martin nel 1841, e visto tre anni fa al Louvre, girovagando.
E ditemi se non è uguale. Mi aveva colpito allora il quadro, e non sapevo perché. Ora so

Nessun commento

mar 22

Pillole stradali

Categoria: Politica?

Via Nizza, lato stazione di Porta Nuova

Nessun commento

« Pagina precedentePagina successiva »