giu 21
Perché lo fai
Quando la domenica mi alzo alle 7:30 in stato comatoso, dopo essere tornato a casa alle 2:30 carico di braciole e di alcool, anche io me lo domando: “Perché cavolo ho detto che sarei andato a fare una gara stamattina? E pure nel sedere di Zeus?”. La seconda domanda, segue subito ed è: “Ma chi te l’ha fatto fare?”.. qui è facile rispondersi: io.
Perchè di correre, una volta preso il vizio, si ha una necessità fisica, perché è bello, perché ci si illude di stare in forma, poi si sta pure bene, ma soprattutto perché si vede un mondo diverso. Se a SF correndo ho visto tutta la città o quasi, e anche zone nelle quali di giorno, da sobrio, non avrei mai messo piede, qui in Piemonte capita di andare chissà dove e di trovare, inaspettati, alla fine di una fatica immonda, panorami come questi, che spaziano su mezza pianura. Certo.. li ho visti solo in discesa, ché in salita non ce la facevo a girarmi. Siamo sul monte Castellaria, sopra Brosso, Valchiusella. Questo ripaga ampiamente di tutte le fatihe, delle levatacce, delle digestioni forzate di corsa.
Qui dal monte si vede tutta la serra morenica di Ivrea, la dora, tutti i laghi morenici, fino a Viverone e i 5 di Ivrea, e oltre, fino quasi a Torino. Bello.
Nonostante i paioli (invitanti) di polenta cuncia e salsiccia, che dato il freddo canguro ai 1500 mt del colle, alla fine, siamo andati tutti da Marino a Quincinetto a mangiare una spettacolare zuppa di ajucche: pane intriso di brodo, toma, e erbette (le ajucche appunto), il tutto cotto in enormi pentoloni di rame. Se capitate lì tra maggio e giugno vale la pena davvero. Gnamm
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