Maratona

novembre 29th, 2011 | Category: Sport,Viaggi

Quella classica, di Atene. Il mio regalo di compleanno, con una buona dose di masochismo e divertimento. Da Maratona (sulla costa nord dell’Attica, fino ad Atene, allo stadio Panatenaico. Bellissimo. Ed è stato anche il mio record personale con 3h26’38″..

Qui il tracciato col Garmin.

La preparazione ha seguito, per la prima volta, un programma serio di allenamento, cosa a mio parere necessaria avendo io deciso di correre la maratona verso il 1 di Ottobre. Qui c’è il programma di allenamento completo (grazie Rusty!). In mezzo ci ho anche messo poco altro, qualche gara e via. Diciamolo, è stato massacrante, ma istruttivo. Pioggia vento alluvione freddo stanchezza mattina sera influenzina mal di gola, con un allenamento così non ho sgarrato mai. Read more

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Perché corro, e due

settembre 25th, 2011 | Category: Sport,Viaggi

Perché molte domeniche mi alzo presto per fare una gara di corsa? Stakanovismo, calvinismo, e voglia di allenarsi, almeno una volta a settimana.. e mancanza di valide alternative, questo si. Ma c’è anche da dire che questo campionato (di corridori della Domenica, appunto) cui partecipo, il “Canavesano UISP”, che è quasi una coppa Cobram podistica, mi fa girare tutto il nord Piemonte, e a fianco di anonimi paesini, perlopiù nella seconda cintura di Torino, fa scoprire delle piccole e grandi gemme.

Una senz’altro è il castello di Agliè, veramente spettacolare. Sia il parco che lo circonda, sia il paese, che il castello valgono la visita. E poi piccole sorprese, come Moncrivello, di oggi (a me nota solo per il sanatorio dove era stata riabilitata mia nonna). Solito paesino, che però, cosa strana per il vercellese, è costruito attorno a una collinetta con la rocca. Superate un po` di stradicciole con acciottolato, e scalinate, si monta al castello medievale, splendidamente mantenuto. Archi, torri merlate e mura a delimitare una corte che si affaccia sulla pianura circostante, e che oggi ospitava, oltre che la gara, anche una sagra di bontà paesane. Merita.

E dunque ecco il castello di Moncrivello, col torrione, la porta ad arco di entrate, la corte e le bellezze locali, che si sa, in provincia sono particolarmente ruspanti.

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Esperimenti fatti coi piedi

agosto 06th, 2011 | Category: Sport

Da qualche tempo, correndo, mi è venuta una specie di tendinite alla gamba sinistra. Inoltre sempre da un po’ di tempo, leggevo qui e là di altri modi di correre, più naturali (forse).
In pratica si tratta di correre sull’avanpiede, senza appoggiare il tallone, e sfruttare l’elasticità e l’ammortizzazione offerta dall’arco plantare quando si poggia l’avanpiede, invece di sfruttare il cuscinetto di gel delle moderne scarpe da corsa.
In questo Internet è devastante: si trovano tutte le peggio notizie e informazioni (o pseudo tali). Comunque, al mare, avevo deciso di non allenarmi per lasciare riposare il tendine, ma ovviamente non ho resistito e..
..ulteriore premessa: da un pò volevo affrontare le FiveFingers della Vibram, le scarpette con le dita. Sul loro sito c’è scritto che, per correre, è meglio allenare prima il piede a “sentire” senza scarpe, e dunque fare brevi allenamenti di corsa a piedi nudi..
Così ho fatto: sulle piastrelle autobloccanti del marciapiede che fiancheggia la strada che va tra i vari villaggi del golfo di Marinella, ho iniziato a correre, sull’avanpiede: 500mt, tutto ok, 700, ero soddisfatto, a 900 sento come una piccola spina sotto un dito: dopo un poco mi fermo, alzo il piede e vedo una roba, tiro, ed era la pelle di una bolla che si era fatta nel giro di pochi minuti, e già esplosa. a 1050mt, non riuscivo più a correre: tutta la pianta dei piedi era una vescica unica, comprese anche vesciche di lato all’alluce. Sono tornato a casa camminando, anzi caracollando.
Nei 10 gg seguenti il piede si è risistemato, anzi, le vesciche sotto si sono sistemate quasi subito, quelle di lato, aperte non so come nella carne viva, tra sport acquatici e sabbia ce ne hanno messo un po’.
Comunque, forte di questa esperienza, tornato a Torino, ho comprato delle bellissime FiveFingers Sport, che ho indossato un paio di sere, tra l’orrore degli astanti (e anche un po’ mio), ma con molta soddisfazione, e poi provate su una corsetta di 2km, tra andata e ritorno.
Risultato: la pianta del piede, come nuova, non ha sentito nulla. I polpacci, che a correre sulle punte non erano abituati, sono diventati due palle di roccia doloranti piene di acido lattico, e non si sono ancora sciolti…

Piccolo addendum: dopo 6 giorni ho fatto 2.5km con le fivefingers al mare. Nello stesso posto dove mi sono devastato i piedi inizialmente. Nessun danno al sottopiede, fatica media al polpaccio..

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Corsa bagnata, corsa fortunata

giugno 10th, 2011 | Category: Sport

Prima di vedere i murales, però, perché negarsi una bella corsetta alle 5 di mattina, sul Golden Gate bridge? In effetti è sempre impressionante vederlo emergere dalla nebbia, e correre quasi da soli col rumore delle sirene antinebbia.

Correndo lungo i vari Wharf e Pier, poi, ho notato una cosa: a Bangkok, a Chiang Mai e a Ko Samui, la puzza di terzo mondo è identica a quella emanata dai ristoranti e dai Pier di pesce di North Beach. Ora che vogliamo dire? È nauseabonda uguale, terribilmente nauseabonda.. e già alle 7 di mattina..

Poi ditemi se Alcatraz non sembra una nave.. separate alla nascita, come da foto.

Come sempre, il bell’itinerario si trova qui su Garmin Connect.

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Veni vidi vici.. o quasi

marzo 20th, 2011 | Category: Sport

Maratona di Roma 2011. Dovevo rifarmi, e rifarla, dopo la schifezza (d)istruttiva dell’anno scorso.

Questa volta sono arrivato leggermente più preparato come allenamento, e soprattutto tecnicamente e gastronomicamente, più ferrato.
Nei due mesi precendenti la gara ho fatto due mezze (di allenamento) e la classica 30km collinare, poi solo 2 o 3 da 10km in settimana, quasi sempre. Nulla di più, spesso anche qualcosa in meno. Nell’ultime due settimane solo 3 o 4 allenamenti.
La settimana precedente la gara invece mi sono strafogato: raclette, pizze, crepes.
Il giorno prima ho cavalcato i 7 colli di Roma (diciamo 3..) e 3 musei usando parecchio i piedi, ahimè, ma a Roma non conosco bene i mezzi e la Metro fa quel che può. Così a sera avevo le gambe e i piedi ben cotti e le gambe stanche. Mi sono seduto a una pizzeria napoletana e nell’ordine ho preso:

  • due bruschette agliate
  • una media bionda
  • una margherita con bufala
  • un’altra media bionda
  • due supplì
  • una pastiera napoletana

Altro che cena del podista. Poi a letto presto, non prima di essermi spalmato di balsamo di tigre (canforato-mentolato) che mi ha scaldato le gambe tutta la notte, facendomi provare una qual certa arsura, no certo.. non data dal cibo, e facendomi addormentare tra saporosi effluvi di mentuccia e canfora..
La mattina, sceglia e colazione alle 7 con due cornetti con marmellata, un tortino al cioccolato e due bicchieroni di latte. E acqua… tanta acqua.
Poi la gara. Devo dire che la partenza è così emozionante che fa quasi male e mi veniva da piangere.
Per tutta la gara ho bevuto come un cammello. Ho dovuto anche fermarmi a fare pipì due volte (più che dovuto, voluto).. ho perso un pò di tempo, ma la mente era libera da contrazioni della vescica. Ho consumato numero 6 tubetti di gel, e bevuto due borraccette della cintura Decathlon. Ho corso anche da solo alla fine.
Proprio bello. Questa volta me la sono goduta. Certo, dal 36, 37 in poi è dura, ma nulla confronto all’altra volta.
E ho chiuso con un bellisismo 3h 32’02″.
Qui trovate il tracciato Garmin della gara (ovviamente con chilometraggio sbagliato al solito..)

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Cinghiali e mufloni

luglio 25th, 2010 | Category: Sport,Viaggi

Per la serie, perché corro, eccone un’altra: corro perché mi piace, e perché si fanno sempre incontri strani: a Torino, correndo al Valentino, becco sempre la polizia a cavallo (spesso.. non sempre) ma sempre sempre i conigli.. decine di conigli (non lepri… proprio conigli..) piccoli (probabilmente quando crescono é il momento in cui incontrano predatori naturali o no, tipo l’uomo) verso le Vallere.

Correndo in Sardegna la cosa è chiaramente diversa: verso sera si incontrano vari tamarri, nonnetti che corrono (i giovani si sa, sono all’aperitivo) tra i quali includo me, e qualche buffo animale. Una mattina mi sono messo la sveglia alle 5 per farmi dal Golfo di Marinella alla cima di Capo Figari, sopra Golfo Aranci. Con la mia consueta meticolisità avevo guardato, la sera prima, le distanze. Con Google (o gugol) a occhio, mi sembravano circa 20km.. niente di che.

Parto verso le 5:35 e alle 6 e poco più inizio una prima deviazione che, secondo me, avrebbe potuto accorciare la strada per il capo. Niente di che.. salgo tra sterpaglie al limitare di Golfo Aranci, ma dopo poco non riesco ad andare avanti. Per fortuna che nel Camelback avevo il mio iPhone.. nerd ma cmq utile.. niente.. torno indietro, avrei dovuto prendere un’altra deviazione, la prendo: anche qui sbaglio un poco ma poi trovo la strada e mi avvio dietro un blocco di case nuove all’inizio del paese, semi campagna. Corro e a un certo punto, behold, una mamma cinghiale con tre chinghialetti! Disturbati dal mio ansimare, scappano dalla macchia ai piedi del muro di cinta in cui stavano grufolando, e si inerpicano per le prime pendici di capo Figari. Spariscono nella macchia. Che é veramente macchia: arbusti seccarelli e spinosetti, alti meno di un metro. E fanno “Oink OinK”.. e rispondono altri cinghiali..

Mi sembrava di essere nell’immortale tavola di Asterix in Corsica, laddove nella macchia mediterranea, capo clan coris e cinghiali fanno indistintamente “Oink” come suono, o segnale di riconoscimento..
Ma non era finita. Dopo pochi minuti, e un altro cambio di strada, perché sì, avevo sbagliato di nuovo, mi rassegno a fare la strada segnata da Google.. litoranea più salita diretta, ecco che dopo la stazione di Golfo Aranci, laddove ci sono binari morti di parcheggio e manovra, vedo a fianco della strada 4 mufloni che corrono, anche qui spaventati da me. Io ero spaventato, altro ché.. cmq continuo a correre per qualche metro e uno di loro salta attraverso la recinzione, mi attraversa la strada davanti, e prosegue su per il monte. Gli altri 3 corrono all’impazzata sulle massicciate della ferrovia, spaventati. Io invece, quando quello mi è saltato davanti, ho piantato un urletto, strozzato dalla fatica. Cappero, un muflone.. a 5 metri!

Qualche foto ve la siete meritata, pessime.. devo dire ma cmq.. fatte col cellulare (che mi ha indicato la strada) e la settimana dopo quando sono tornato in bici. Panorama stupendo, la mattina poco dopo l’alba, si vede tutto il mare.

Le foto brutte sono: una della ferrovia (fatta dalla bici, al volo) dove ho visto i mufloni, una settimana prima, e dietro il complesso di case dove ho visto i cinghialetti. Il resto sono dalla cima di capo Figari, e cala Corsara, splendida, alla mattina, ai piedi del capo.

Alla fine ho fatto quasi 30km, non previsti, malamente e con la lingua penzoloni sotto il caldo, dopo aver tentato invano di prendere un treno e/o un taxi..ma era domenica mattina, e non c’era niuno.

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Perché lo fai

giugno 21st, 2010 | Category: Sport

Quando la domenica mi alzo alle 7:30 in stato comatoso, dopo essere tornato a casa alle 2:30 carico di braciole e di alcool, anche io me lo domando: “Perché cavolo ho detto che sarei andato a fare una gara stamattina? E pure nel sedere di Zeus?”. La seconda domanda, segue subito ed è: “Ma chi te l’ha fatto fare?”.. qui è facile rispondersi: io.

Perchè di correre, una volta preso il vizio, si ha una necessità fisica, perché è bello, perché ci si illude di stare in forma, poi si sta pure bene, ma soprattutto perché si vede un mondo diverso. Se a SF correndo ho visto tutta la città o quasi, e anche zone nelle quali di giorno, da sobrio, non avrei mai messo piede, qui in Piemonte capita di andare chissà dove e di trovare, inaspettati, alla fine di una fatica immonda, panorami come questi, che spaziano su mezza pianura. Certo.. li ho visti solo in discesa, ché in salita non ce la facevo a girarmi. Siamo sul monte Castellaria, sopra Brosso, Valchiusella. Questo ripaga ampiamente di tutte le fatihe, delle levatacce, delle digestioni forzate di corsa.
Qui dal monte si vede tutta la serra morenica di Ivrea, la dora, tutti i laghi morenici, fino a Viverone e i 5 di Ivrea, e oltre, fino quasi a Torino. Bello.


Nonostante i paioli (invitanti) di polenta cuncia e salsiccia, che dato il freddo canguro ai 1500 mt del colle, alla fine, siamo andati tutti da Marino a Quincinetto a mangiare una spettacolare zuppa di ajucche: pane intriso di brodo, toma, e erbette (le ajucche appunto), il tutto cotto in enormi pentoloni di rame. Se capitate lì tra maggio e giugno vale la pena davvero. Gnamm

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