Vittoriana europea
Chi mi conosce sa del mio amore per il ferro-vetro (leggero preludio a certo Liberty) e dell’epoca vittoriana tutta (o quasi), meglio se declinata in steam punk. Per questo quando giro in giro, non perdo occasione di ammirare strutture in ferro e vetro e pietra degne della regina Vittoria.
In Belgio, la chiamerei Leopoldiana, notevoli esempi sia a Bruxelles (parco del 50enario, 1881, e stazione centrale di Anversa (1895/1905). Cito anche un anonimo (e credo più tardo viadotto a N di Brüsel Midi/Zuid).
In Spagna ho trovato la vecchia stazione di Atocha, a Madrid, (di un collaboratore di Eiffel) eil palazzo di cristallo, nel pardo del Buen Retiro di Madrid, 1887. Lo stile potremmo chiamarlo Alfonsino?
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Grazie a un bel progetto europeo, inaspettata gita nel Nord Inghilterra, tra Sheffield e York.
A Sheffield, notevoliesempi di architettura industriale e postindustriale: garage che sembrano origami, fabbriche riadattate a collegi universitari, ecc.

Nelle foto si vedono la campagna inglese, la ridente città e i Winter Garden di Sheffield.
A poca distanza, a Rotherham, un’immensa acciaieria aperta ora al pubblico ospita mostre e eventi: si chiama Magna, e dentro sembra di essere in una cattedrale accoppiatasi con l’astronave Nostromo: tutto buio, si sentono aliti di vento gelido tra le travi di ferro, e in lontananza suoni di officina: molto suggestivo.

Ad infine ancora a poca distanza poi, la deliziosa cittadina di York con la splendida cattedrale, e la meravigliosa stazione ferroviaria, all’epoca, si diceva, la più grande del regno, inaugurata nel 1877 dalla regina Vicky.

Il potere del vapore
Sono stato a Londra di recente, giusto una toccata e fuga. E nella fretta l’ unica cosa che ho visto della capitale dell’impero è stata Liverpool Station. Sebbene rimodernata ha degli splendidi interni in ferro vetro. Direi attorno alla metà dell’ottocento. Belli.
E leggendo, durante il viaggio, Balzac, le due capitali all’epoca nemiche mi si sono colorate di ancora più fascino. Parigi e Londra unite dalle grandezze imperiali, e dall’energia, terribile ma affascinante, del positivismo.
Che rimpianto per il Crystal Palace di Londra, smantellato e distrutto. Doveva essere una cosa impressionante.
A Parigi, tanto per cambiare, sebbene più tardo, sono mervigliosi il Petit Palais e soprattutto il Grand Palais, davanti all’Eliseo. Lo stile “pompier” (come definito dalla Routard) al suo massimo splendore, e un interno in ferro (poco) e vetro (tanto) da togliere il fiato.










