Jeff Koons a ki?
Parigi riserva sempre bellissime sorprese. Nell’ultima visita, almeno due, ma soprattutto una: che dire di questo quadro trovato girovagando per l’ennessima volta all’Orsay, che è in parziale ristruttrazione. Tra quadri che mancano (perché a San Francisco, si scoprirà dopo) e quadri tirati fuori dagli scantinati, ecco che uno si imbatte in un Pellizza da Volpedo (che non vede) e toh, un Jeff Koons. Ma.. un momento.. 1894?? Non può essere il nostro beneamato erotomane, eppure.. eppure, lo stile iperrealista dell’armatura, le procaci e provocanti ragazze (e ragazzi) che, in inglese diremmo “frolicking” nel prato, sembrano usciti da un pictorial degli anni ‘80. Invece trattasi di Georges Antoine Rochegrosse, e il quadro è nientepopodimenoche tratto dal Parsifal. Pensa te, e il museo d’Orsay, cosa mi racconta sul quadro poi…
Di tutto altro tenore il museo Carnevalet, che complice il lassismo imperante anche in Francia, mi ha permesso finalmente di fotografare, per la gioia di tutti gli amanti del Liberty, il negozio Fouquet disegnato da Alphonse Mucha: sublime.
Nessun commentoMiiii…non ci posso credere.. 1902.info
Non ci posso davvero credere!! Dopo anni è finalmente in linea la nuova versione del mio sito dedicato all’architettura Liberty. È stato nel development hell per anni, rifatto una prima volta nel 2002, poi nel 2006, ma sempre provvisorio. Dal 2005 in avanti ho accumulato peraltro un sacco di foto personali di libery in giro per l’europa che aspettavano solo di essere catalogate e inserite.
Nel mentre pochi volenterosi anonimi autori hanno continuato a contribuire al sito, soprattutto per il nord europa. Grazie mille a loro. E grazie mille a tutti coloro che hanno ascoltato per anni i miei borbottii.. “cosa fai questo w.e?”… “mah, dovrei mettere a posto il sito sul liberty” e questo per anni..
Grazie a chi sa dunque, se non non la finiamo più. E invece qui voglio parlare di questo mio pargolo che raccoglie foto e immagini di viaggi di appassionati in giro per il mondo con una macchina foto (o un cellulare) a cercare il bello in ogni angolo di strada.
Diciamolo, quasi non ci posso credere!! Ho finito di catalogare le mie foto, accumulate in anni di peregrinazioni.. il sito ha una nuova grafica, mi sembra funzionare.. ora posso riposarmi e dedicarmi ad altri pet project!
Una nota per chi non lo sapesse, e fosse troppo pigro per seguire il link: come recita il claim, 1902 è un sito dedicato alle “Città del Liberty”. È una grande raccolta di dati su edifici liberty sparsi per il mondo, corredati da foto, foto e ancora foto, informazioni sugli autori e coordinate geografiche.
Se mai qualcuno avesse voglia di contribuire, basta registrarsi.
1 commentoBrüsel
Questa recente visita a Bruxelles e Anverse (o Antwerpen) è stata molto soddisfacente, sotto tanti punti di vista, tanto è che con un certo stupore mi sono detto che devo tornare, tante sono le cose che non sono riuscito a vedere.
Comunque sempre bello il liberty (ho scoperto tante casette nuove), fumetti a chili, angoli nascosti, e architetture vittoriane. O meglio, leopoldine, costruite anche queste con il sangue e il sudore delle colonie, e in questo caso dei possedimenti personali di Leopoldo II, il famigerato Congo belga a cavallo tra 8 e 900.
Ad Anversa ho anche incontrato.. un gruppo di Comunisti, che protestavano pacificamente e, tra un’Internazionale cantata in olandese e altre canzoni, hanno intonato (neanche troppo male) una bella Bandiera Rossa, in italiano. Completa di doppie saltate..non ho potuto fare a meno di unirmi al coro, sottovoce.
Tra le cose ancora da fare, un giro nelle fogne di Anversa che pare sia molto divertente.
Ho comprato finalmente alcuni fumetti della serie delle Cités Obscures di Schuiten (che pensavo, avendo un nome francese come François, si leggesse, “sciuitien”, invece pare sia una cosa “scuitien” con la C dura.. argh). E ho visto la Maison Autrique, la prima casa di Victor Horta, qui interpretata dallo stesso Schuitien. Bella.
Tra le cose fatte, Bruxelles ha un sistema di bike sharing che è lo stesso del Velib di Parigi, solo che si chiama Villó. Molto comodo. Ho girato come un ossesso e ho scoperto che la città è orrendamente tutta su colline.
Ho visto quartieri belli, e altri meno belli, ma tutti interessanti. Qui un pò do foto.
Profondo rosso
Ieri ho finalmente visto Profondo Rosso. Erano anni. E diciamo che, anche solo per Villa Scott, ne valeva la pena.
Notevole, visto subito dopo a “Il gatto a nove code”, se ne percepisce la maturità.
Un pò umiliante vedere usata Torino per quasi tutto il film come set, e non come ambientazione (siamo a Roma). Ma metafisica nelle sue notti. Sono rimasto folgorato in particolar modo dall’apertura su piazza CLN. Quando la MDPfa il pan e allarga il campo e appare il Blue Bar, mi è balzato davanti Nighthawks di Edward Hopper. Identico. E in effetti, cercando in rete, pare sia stato costruito ad arte e ad hoc.
Inoltre, in più scene, le figuranti (penso al Bar, o in galleria San Federico) stanno ferme, statuarie, in atteggiamenti molto roaring twenties.
Una curiosità: sia Il gatto a nove code che “Profondo rosso” terminano con un ascensore che, in qualche modo, uccide l’assassino. Sarei curioso di vedere gli altri film del periodo.
Un’altra curiosità: notevole Catherine Spaak definita “stacco” nel Gatto, o, direi io:”spacco”.
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