Londra gotica (e verde)

giugno 03rd, 2010 | Category: Libri, Viaggi, orrore

Il cuore di Londra, a Nord (anzi, come dicono loro, The NORTH), batte verde e gotico. È pieno di parchi, immensi, vecchi tracciati della ferrovia ora in disuso e trasformati in sentieri, con la vegetazione a bordo tracciato che cresce libera e rigogliosa. Case piccole, le solite, e cimiteri pieni di muschio, edera, e piante che coprono le lapidi. Il tutto in rigorosa salita (e rara discesa) per permettere di vedere, tra l’altro, Londra dall’alto senza andare sul London Eye. Bellissimo e gotico, ovviamente nel senso ottocentesco del termine, il cimitero di Highate. Tra i seppelliti illustri, il mai troppo compianto Karl Marx, e sorpresa, l’altrettanto mai troppo compianto Douglas Adams. Il fogliettino del cimitero mi suggerisce una citazione bellissima che cito a memoria: “I love deadlines, I like the swoosh they make as they pass by..”. Notare la, quantomai appropriata, maglietta a maniche lunghe che portavo..

Infine due belle soprese: finalmente coronati due sogni in uno: a distanza di poche ore l’Imperial War Museum a Bedlam, e la centrale di Battersea: meglio che in un film

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The Smoke

marzo 04th, 2010 | Category: Viaggi

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Questa mia ultima (18-21 febbraio) visita a Londra è stata particolarmente eclettica. L’inizio è stato un classico: siccome il gran tempio massonico di Great Queen Road risulta essere sempre tra i piedi, questa volta ci sono anche entrato, destreggiandomi tra modelle e stilisti in erba che giravano per le stanze: risultava infatti essere affittato per uno dei mille eventi della London Fashion week che iniziava proprio quel venerdì.
Il tempio, per quel che ho visto, è in un pesante stile deco, ricco di simboli (massonici, stelle di david, ecc..) e di paraphernalia nel piccolo museo allegato.
img_0629img_0630img_0636

img_0614 img_0609Un altro giorno sono capitato davanti al mercato della carne, in Smithfield. Bellissima architettura vittoriana, smisurato, ha delle vie che si chiamano “East Polutry Avenue” e “West Polutry Avenue”. Superiore. Peccato alle 10 di mattina fosse tutto già svuotato, visto che fanno mercato dalle 5 alle 8, roba così. Di fronte, comodo fiume (si fa per dire) la London Port Authority.

img_0671 img_0670 Un pomeriggio, serendipicamente come solo capita a Londra, teatro nel West End: The 39 Steps, bellissimo, molto divertente. Anche se è tratto da Hichcock, e ancor prima da un romanzetto di Buchanan di spionaggio, è stato realizzato un pò alla Monty Puthon, un pò prendendo in giro lo stiff upper lip degli inglesi di inizio ‘900, e soprattutto con 4 attori che coprono tutte le parti. Considerando che il protagonista (dotato di splendidi pencil moustaches) non cambia parte, vuol dire che gli altri 3 fanno i trasformisti, con la voce, con un cappello, con un gesto, con effetti comici più o meno volontari. Il Criterio theatre, peraltro, come tutti i teatri del west end, è piccolo, ma delizioso, tutto piastrellato.

img_0652 img_0650Infine, una puntata al bellissimo museo ottocentesco dell’architetto Sir John Soane. È un museo privato, gratuito, nella casa del suddetto architetto, georgiana con facciata classica. Il museo/casa è così pieno di roba che non si può entrare con gli zaini pena distruggere ninnoli romani, quadretti barocchi, statuine ecc. C’è un meraviglioso sarcofago egizio scavato in un pezzo intero di alabastro (ovviamente l’architetto ha dovuto fare tirare giù qualche muro per farlo entrare..) scartato dal British Museum perché costava troppo (sic!) ma soprattutto c’è una stanza dei quadri.
La casa era grande ma non enorme, e mi immagino la signora Soane che disse un bel giorno al marito: “se entrano altre porcate (quadri) esci tu, caro..”. Il geniale architetto ha dunque arredato una stanza (con soffitto a vetri per ricevere la maggiore illuminazione) con delle pareti di legno montate su perni. Le pareti, ricoperte di quadri di Hogarth, dunque si aprono come fossero enormi porte a due battenti, e all’interno dei battenti, miracolo, altri quadri, appesi dietro e sui battenti stessi. Addirittura una parete ha due ordini di battenti, uno dentro l’altro, a racchiudere infine una stanza segreta.
Mirabili, acquarelli di Piranesi con vedute di Paestum, che da soli secondo me valgono il viaggio a Londra. Imperdibili.

img_0675E per quanto riguarda il cibo, complice il capodanno cinese, ho assaggiato la barba di drago: dolcini che un tempo si facevano solo per l’imperatore del celeste impero, fatti manipolando e stirando u impasto di miele e farine, fino a renderlo filamentoso. Buono!
Per tante altre cose rimando ad apposite sezioni di foto Vittoriane che caricherò in seguito.

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Inseguendo da Vinci

febbraio 03rd, 2009 | Category: Libri, Viaggi

A Londra, inseguendo (!) Dan Brown: l’ultima volta che ci sono stato, a Gennaio, sono andato a cercare la Temple Church.

Il potere della parola scritta (pur nella triviale incarnazione in Brown) è stato tale che dal libro mi immaginavo una cosa tutta diversa, molto più evocativa. Il luogo è carino, raccolto, ma praticamente tutto ricostruito nell’ ‘800 e nel secondo dopoguerra, causa il Blitz.

La cosa carina è che la Temple Church (veramente costruita dai templari nel 1100 o giù di lì) è dentro un quartiere che, passeggiando, non si vede. Sono gli Inns of Courts, i 4 quartieri dove esercitano tutti i barrister di Londra. Questo è particolarmente bello perchè l’accesso è solo attraverso 3 o 4 portoni aperti dentro delle case. Da fuori, passeggiando lungo lo Strand, si supera senza accorgersene. Idem dal lungo Tamigi. Nella galleria ci sono un paio di foto degli interni..

Interessante vedere la differenza tra Parigi (con ad esempio Saint Sulpice.. ebbene sì, sono stato anche lì a seguire il libro) e Londra. Qui, all’ingresso della chiesa, vendono egli opuscoli che informano sulla chiesa e Dan Brown. Nella chiesa di Parigi, ci sono dei fogliettini che spiegano invece come il libro sia pieno di panzane e che le descrizioni non corrispondano al vero. Snob i francesi eh..

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Il grande fumo

novembre 03rd, 2008 | Category: Viaggi

Straordinario effetto ottico sotto la British Library Le muse lungo il Tamigi

…The air [...] seemed condensed into a mournful gloom, brooding motionless over the biggest, and the greatest, town on earth.

Joseph Conrad: Heart of Darkness (1904)

Il quadro, se così si può chiamare, è uno straordinario effetto ottico di movimento e profondità che si può ammirare nel basamento della British Library. [Paradoxymoron, di Patrick Huges, 1996] Da non crederci.

qui, altre foto su Londra

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