Grafica slava



Recentemente sono stato al Forte di Bard, all’imbocco della valle d’Aosta, per vedere una bellissima mostra su Alphonse Mucha (francesizzazione di Alfons Mucha). Perlatro il forte è molto ben restaurato, c’è anche un bel museo sulla montagna e il paesino ai suoi piedi, è delizioso.
Comunque, se Guimard o Horta sono la quintessenza del liberty in architettura, Alphonse Mucha lo è nella grafica, e il suo stile richiama immediatamente la Parigi fin de siécle, Sarah Bernardt, le pubblicità più varie, i calendari, ecc.. La mostra, ben curata, presenta anche un inedito Mucha fotografo, ed è ancora aperta per pochi giorni.


Poco conosciuta invece è la sua ultima opera, l’Epopea Slava, una dozzina di grandi tele sull’onda del panslavismo a cavallo delle due guerre. Per ovvi motivi non era in mostra, ma c’erano bozzetti e disegni, molto evocativi. Da solo per me, appassionato, varrà un viaggio nei pressi di Praga.
Sempre nell’ambito della grafica slava, poco conosciuti da noi sono i poster polacchi di film. Credo per motivi di autarchia, più che di censura, nella Polonia comunista, e anche ora, i film occidentali erano presentati con poster realizzati ad hoc, con una grafica spesso migliore dei poster originali. Cercando in rete “polish movie poster” se ne trovano parecchi. Io apprezzo molto Michał Książek, un giovane grafico di cui presento qui uno dei miei preferiti: l’Impero Colpisce Ancora (deliziosamente chiamato, in polacco, Imperium Kontratakuje). Mi è passato per le mani in una galleria di Londra ma, stupidamente, non l’ho comprato subito. Cambiata idea dopo una settimana.. è sparito. Cercherò ancora.
Jeff Koons a ki?
Parigi riserva sempre bellissime sorprese. Nell’ultima visita, almeno due, ma soprattutto una: che dire di questo quadro trovato girovagando per l’ennessima volta all’Orsay, che è in parziale ristruttrazione. Tra quadri che mancano (perché a San Francisco, si scoprirà dopo) e quadri tirati fuori dagli scantinati, ecco che uno si imbatte in un Pellizza da Volpedo (che non vede) e toh, un Jeff Koons. Ma.. un momento.. 1894?? Non può essere il nostro beneamato erotomane, eppure.. eppure, lo stile iperrealista dell’armatura, le procaci e provocanti ragazze (e ragazzi) che, in inglese diremmo “frolicking” nel prato, sembrano usciti da un pictorial degli anni ’80. Invece trattasi di Georges Antoine Rochegrosse, e il quadro è nientepopodimenoche tratto dal Parsifal. Pensa te, e il museo d’Orsay, cosa mi racconta sul quadro poi…
Di tutto altro tenore il museo Carnevalet, che complice il lassismo imperante anche in Francia, mi ha permesso finalmente di fotografare, per la gioia di tutti gli amanti del Liberty, il negozio Fouquet disegnato da Alphonse Mucha: sublime.
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