Murales 3/2: falce e pennello
Mi ero dimenticato di un murale spettacolare a SF: finalmente sono riuscito, l’ultimo giorno, a visitare il Rincon Annex. Nonostante il nome sia un po’ curioso per noi, è un ufficio postale costruito verametne durante la Grande Depressione, con il WPA di Roosvelt.
L’architettura di questo, tutto sommato piccolo, ufficio postale è di un classico art deco maturo. Ma l’interno lascia veramente di che riflettere: ora dismesso, ha visto salvati da petizioni popolari i 24 pannelli murali che descrivono la storia della California, dall’età precolombiana fino alla fine della guerra. Autore è un muralista russo emigrato in america, anzi sovietico, Anton Refregier, che li ha dipinti con molte controversie, nei primi anni ’40.
Siamo a San Francisco, per cui la questione sociale è molto sentita, lo era negli anni 30 e 40, lo è stata ancora dagli anni ’70 in avanti. Leggendo le interessanti didascalie che accompagnano ogni pannello si scopre la storia della California e anche la storia dei murales, in cui ogni accenno troppo socialista era osteggiato, mal visto, e spesso cenusrato, anche quando si parlava di monaci francescani o di soldati messicani delle guerre dell’800..
Per questo, dopo la guerra, il complesso è stato quasi distrutto, come simbolo di un era troppo sociale, e poco maccartista. Per fortuna parecchi cittadini e associazioni hanno fatto in modo che venisse salvato, e restaurato ed ora è aperto al pubblico. La cosa curiosa è che a fianco è costruito un nuovo centro commerciale, con murales degli anni ’80. Si vedono manager seduti davanti a potenti PC (IBM!), ragazzi in pattini a (4!) rotelle e così via. Curioso.
Ma tornando al Rincon Post Office, la cosa che mi ha lasciato stupefatto è stata vedere, in murales americani, la bandiera sovietica con tanto di falce e martello, dipinta a più riprese. Siamo alla fine della guerra. La guerra fredda era nei piani, ma non era ancora iniziata, e l’alleato sovietico, naturalmente, era funzionale alla vittoria. Comunque, sempre un bel vedere, murales nello stile realismo socialista di Rivera.
In alcuni pannelli si vedono: la Repubblica di California, durata un mese tra la rivoluzione contro i messicani (la cui bandiera, gettata a terra nell’originale, per non offendere i latinos è stata censurata ed ora appare come un cencio bianco), un colono russo a fianco dei coloni coi carri (e relativi fuorilegge) verso l’Ovest, i conquistadores a fianco di Sir Francis Drake, la ferrovia transcontinentale con i lavoratori cinesi, e infine la 2 guerra mondiale col trionfo finale della società delle nazioni.
Per chi è interessato qui c’è un PDF con la trascrizione di tutti i pannelli e le placche relative di spiegazione. Ben fatto.
Qui si trova una interessante storia delle controversie durante e dopo la realizzazione del murales.









Da notare, di fronte al Rincon Center, un vecchissimo (fine 1800) edificio in mattoni, minuscolo tra due grattacieli.
PS chiedo scusa per le foto.. non so come siano potute venire così pessime.
Nessun commentoMurales 2/2

Qualche giorno dopo ho deciso di avventurarmi dentro Mission, il quartiere più ispanico del centro di SF, per vedere altri murales, più moderni. Le guide parlano bene del quartiere, ma sempre con qualche caveat. Persino il ragazzo che mi ha affittato la bic, ispanico, si è sincerato che non volessi parcheggiare la bici, e legarla, neanche per poco. Mah, con queste premesse, mi sono detto, meglio andare a metà mattina, con un diluvio universale a coprire precipitose fughe. Il quartiere invece è molto colorato, e lungi dal sembrare la periferia desolata che è LA, anche abbastanza carino. Vie vivaci, e strade con case pseudo vittoriane, colorate e tutto sommato pulite. A parte una specie di signor Machete che mi ha affiancato affacciato al finestrino di qualche Chevrolet taroccata del ’56, direi tutto tranquillo. Vedete qui i murales. Alcuni decisamente notevoli. Vorrei fare notare il grande effetto flou che sono riuscito ad ottenere: sono gocce di pioggia. La parte di foto più bagnata è Balmy alley, la più lontana, mentre l’edificio tutto dipinto di donne è forse il murale più caratteristico, quello del Women’s building, chiamato anche MaestraPeace. Gli altri sono in giro, soprattutto in Clarion street. 










L’ultima foto è un poster del negozio Good Vibrations, in Valencia st. Lascio alla vs. fantasia immaginare di che negozio si tratti, e cosa si deve “cavalcare” con orgoglio..
Murales 1/2



Diego Rivera è stato un artista messicano molto importante nella prima metà del secolo, dichiarato comunista e sposo, tra l’altro, di Frida Kahlo. Incredibilmente ha lavorato parecchio in America, ma altrettanto credibilmente, solo prima della seconda guerra mondiale, non dopo in pieno Maccartismo.
Comunque, tra i vari lavori, più o meno pagati, alcuni fatti durante la grande depressione e durante il New Deal di Roosvelt, il quale (vedrete anche altri post) aveva genialmente applicato il principio di fare lavorare, nonostante tutto, anche gli artisti, pagandoli con fondi dello stato, anche per tenerli impegnati. È la benemerita WPA. Questi murales non sono diretto effetto della WPA, ma altri in giro per SF si, e l’atmosfera era comunque questa. Mi sono divertito a fare un bel giro per andarli a trovare nel SF City College (nella foto sotto, quello con davanti un enorme mezzo dei pompieri), a sud della città. I murales sono stati fatti in occasione della fiera internazionale di SF del 1940 che ha creato anche Treasure Island.
Il murale è intitolato Pan-American Unity – Unión de la Expresión Artistica del Norte y Sur de este Continente, e prefigura anche la guerra che ancora, per l’america, deve venire.
Notare come Rivera, ancorchè comunista (ma trotzkista diremmo) insieme a Hitler e Mussolini dipinge anche uno Stalin assassino (appunto, di Trotzy). E c’è tutto il grande Dittatore di Chaplin. Bello vedere che come sempre l’italia fa una figura da macchietta, ma di merda.
Potete seguire questo link e vedere qui i dettagli del murale
Per il resto.. bisonti (un po’ vecchiotti) nel Golden Gate park, e l’oceano, sempre bello. E un tram di Milano che gira allegramente, ancora utilizzato, per tutto il centro di San Francisco fino al mare. Notare il segnale di “Uscita”..
Ah, lo scavo che si vede nelle foto è uno scavo archeologico. Naturalmente essendo in america è uno scavo che vuole portare alla luce resti di … inizio ’900. Come recita la placca che accompagna il sito: “During the construction, a team of Park Service archaeologists, partners, and volunteers will carefully uncover this archaeological site to learn about the men, women, and children who visited over a century ago.” Over a century ago, c’erano degli stabilimenti balneari. Wow.
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