Parigi contemporanea

gennaio 31st, 2012 | Category: Arte,Viaggi

Per me, sono poche le città in cui, dopo tante volte, c’è sempre qualcosa di nuovo da vedere, e una di queste è Parigi. Questa volta all’insegna dell’arte contemporanea, come si vede dalle foto scattate alla Gagosian Gallery dove c’era una personale distribuita degli spot painting di Damien Hirst. Devo dire belli e ipnotici, e per una volta, Hirst non era inquietante.
Inquietante un po’ invece lo era la galleria. Tutta bianca, e per bianca intendo immaccolata, dal pavimento alle pareti agli infissi a tutto. Tutto questo candore sicuramente nasconde qualcosa: poi due buttafuori, 2 segretari sotto e due angeliche segretarie al piano alto. Fossimo in un film americano, sicuramente tutti accoliti di Orghul Gagogsian, antichissimo vampiro bulgaro che usa come paravento alle sue attività nefande quello della raffinata galleria d’arte. Read more

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Polar d’estate

luglio 30th, 2011 | Category: fantasia,Libri

Il polar è, in Francia, il nostro Giallo. Con l’inizio del secolo in Francia, avviene qualcosa di unico: l’apoteosi del feuilleton ottocentesco, e la nascita del romanzo poliziesco, o d’azione. I due eroi incontrastati sono, da una parte il genio del male, Fantômas, dall’altra il ladro-gentiluomo, Arsène Lupin.

Letteratura d’evasione, ma che consiglio vivamente a chi, come me, stravede per Parigi, e la francia a cavallo del secolo. Fantômas è più cupo, non è un eroe, ma un vero criminale, assassino, spia, traditore, senza lealtà e senza ideali. Lupin è sicuramente più amabile. È ladro sì, ma rifugge la violenza, e spesso aiuta chi è in difficoltà. Che io sappia, Fantômas invece, ha tradito e venduto anche sua figlia..

Sono una vera e propria industria letteraria, che regalano qualche chicca, come un intramontabile incipit di un capitolo di un romanzo di Fantômas, di Allain e Souvestre, che recitava qualcosa del tipo: “Era un mattino grigio e sporco..” molto urbano, deliziosamente parigino.

Comunque quest’estate ho ripreso da Maurice Leblanc, con alcuni strepitosi romanzi scritti durante la guerra. Nel primo (l’Éclat d’obus), Lupin quasi non appare, ma in compenso c’è una virulenza antigermanica quasi imbarazzante. A leggere il romanzo, charamente propagandistico, il Kaiser (ovviamente Guillaume II) e le truppe germaniche di invasione, con elmo a punta, sono disgustosi Boches, spesso chiamati barbari, e si macchiano di misfatti da fare impallidire (o presagire?) il terzo reich. Stragi, stupri di massa, violenze inaudite e ingiustificate, tradimenti, inganni..

Nel terzo, che sto iniziando ora, sublimemente titolato “L’isola delle 30 bare”, si inizia con un classico: premonizioni, rapimenti, una giovane fanciulla e un principe polacco di nome Vorski. Cosa volere di più: Francia, Polonia, il mare della bretagna e oscure profezie nel più puro stile di Leblanc.. treni, chauffeur e cinematografi. La belle epoque era finita, ma ancora non lo sapevano

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Architeutis architeutis!

novembre 29th, 2010 | Category: criptozoologia,film,orrore

Seguendo Adèle, ci siamo trovati davanti alla galleria dell’Evoulzione, nonché Museo di Storia Naturale, di Parigi. Entrare o non entrare?

Dubbio sciolto dall’eccellente guida Routard! L’unico esemplare di calamaro gigante esistente in un museo è qui, a portata di mano! Come rinunciare a una chtulhesca avventura?

Il museo di per sè è veramente bello e moderno, del tipo del più famoso di Londra, e  ha molti spazi per bambini e cose interessanti, in un allestimento che mischia neoclassicismo, l’immancabile ferro-vetro ottocentesco e allegri scheletri di animali esistenti e non (tipo il dodo, qui in una sua rarissima versione impagliata).

Ma la star è sicuramente il calamaro (femmina) di 6 metri, con un gradevole colore rosato che tanto gli dona. Plastificato grazie a moderne tecniche di imbalsamazione, non rende onore ai suoi 6 metri presunti. Vero è che in acqua farebbe impressione vederselo vicino, ma di questi 6 metri, neanche 2 sono di corpo, il resto sono dei tentacoli e dei due, lunghissimi, tentacoli prensili. Impressionante invece il multiforme orifizio buccinatorio, degno dei grandi antichi.

E per la serie, mestieri strani, presentiamo lo “specialista di calamari giganti” e gli specialisti, italiani, di plastinazione:

Le 25 mars 2008, le Muséum national d’Histoire naturelle accueille en sa Grande
Galerie de l’Évolution le premier spécimen de calmar géant plastiné au monde !

L’arrivée de Wheke (prononcez Ouéké) à la Grande Galerie de l’Évolution est le fruit
d’un don du NIWA (National Institute of Water & Atmospheric Research Limited)
au Muséum national d’Histoire naturelle, par l’intermédiaire de Steve O’Shea,
spécialistes des calmars géants en Nouvelle-Zélande et de Renata Boucher,
spécialiste des céphalopodes en France.

Alors que partout ailleurs dans le monde, les spécimens de calmar géant sont
présentés au public dans le formol ou l’alcool, Wheke le calmar géant du Muséum,
mesurant plus de 6 m, est montré au public comme dans son milieu naturel.

Una curiosità, il processo di imbalsamazione (politicamente e correttamente in Francia definito “naturalizzazione”) viene qui declinato nella sua versione moderna di plastinazione, ad opera della italiana VisDocta di Brescia.

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Sulle tracce di Adèle Blanc-Sec

novembre 29th, 2010 | Category: Consigli letterari,criptozoologia,Fumetti,Viaggi

Questa ultima visita a Parigi è stata anche sulle tracce dell’eroina dell’omonima serie di fumetti di Jaquest Tardi, da poco al cinema con una divertente riduzione di Luc Besson.

Comunque, anche gli Champs-Elysées addobbati a festa sono sempre carini. Ora le lucine sono led eco-friendly..

Si comincia dal Grand-Palais. Come ben noto che Parigi, insieme a Londra, è la capitale del Rivetto e del Ferro-Vetro vittoriano, che qui poi sfocerà nel liberty franco-belga. E dunque come prescindere dalla rara occasione di entrare nella navata del Grand Palais, questa volta addobbato ad ospitare il salone dell’Arte Francese (che nell’ottocento, immagino, fosse altra cosa). Il salone è una mera curiosità. Di medaglie d’oro ce ne sono poche, e in genere sono meglio quelle d’argento. C’è anche, istituzionalizzato, il salone “off”..ma la star è il palazzo che, di sera, assume colori veramente curiosi.

Due giorni dopo, sulle tracce di Adèle e dello Pterodattilo (da Adèle et la Bête), finalmente si arriva al Jardin des Plantes, complice anche l’ottima e solita Routard. Si inizia con uno spettacolare e inaspettato padiglione very much vittoriano, tutto rivetti, teche e scheletri classificati.. di vertebrati moderni al pian terreno, di mastodonti antidiluviani al piano superiore. Superbo!

La statua all’ingresso del museo, in delizioso stile positivista, rappresenta un orango che strangola un uomo (forse un buon selvaggio). QUale miglior monito al fatto che la natura, soprattutto se selvaggia e non civilizzata dall’uomo occidentale, uccide?

Si prosegue poi in simpatiche serre di acclimatamento tutte rivettate per arrivare poi alla Grand Galerie de l’Evolution, meno vittoriano ma, per altri motivi, ancora più sbalorditivo..

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Grafica slava

novembre 14th, 2010 | Category: design,film

Recentemente sono stato al Forte di Bard, all’imbocco della valle d’Aosta, per vedere una bellissima mostra su Alphonse Mucha (francesizzazione di Alfons Mucha). Perlatro il forte è molto ben restaurato, c’è anche un bel museo sulla montagna e il paesino ai suoi piedi, è delizioso.
Comunque, se Guimard o Horta sono la quintessenza del liberty in architettura, Alphonse Mucha lo è nella grafica, e il suo stile richiama immediatamente la Parigi fin de siécle, Sarah Bernardt, le pubblicità più varie, i calendari, ecc.. La mostra, ben curata, presenta anche un inedito Mucha fotografo, ed è ancora aperta per pochi giorni.
Poco conosciuta invece è la sua ultima opera, l’Epopea Slava, una dozzina di grandi tele sull’onda del panslavismo a cavallo delle due guerre. Per ovvi motivi non era in mostra, ma c’erano bozzetti e disegni, molto evocativi. Da solo per me, appassionato, varrà un viaggio nei pressi di Praga.

Sempre nell’ambito della grafica slava, poco conosciuti da noi sono i poster polacchi di film. Credo per motivi di autarchia, più che di censura, nella Polonia comunista, e anche ora, i film occidentali erano presentati con poster realizzati ad hoc, con una grafica spesso migliore dei poster originali. Cercando in rete “polish movie poster” se ne trovano parecchi. Io apprezzo molto Michał Książek, un giovane grafico di cui presento qui uno dei miei preferiti: l’Impero Colpisce Ancora (deliziosamente chiamato, in polacco, Imperium Kontratakuje). Mi è passato per le mani in una galleria di Londra ma, stupidamente, non l’ho comprato subito. Cambiata idea dopo una settimana.. è sparito. Cercherò ancora.

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Jeff Koons a ki?

maggio 10th, 2010 | Category: Viaggi

Parsifal o Koons?Parigi riserva sempre bellissime sorprese. Nell’ultima visita, almeno due, ma soprattutto una: che dire di questo quadro trovato girovagando per l’ennessima volta all’Orsay, che è in parziale ristruttrazione. Tra quadri che mancano (perché a San Francisco, si scoprirà dopo) e quadri tirati fuori dagli scantinati, ecco che uno si imbatte in un Pellizza da Volpedo (che non vede) e toh, un Jeff Koons. Ma.. un momento.. 1894?? Non può essere il nostro beneamato erotomane, eppure.. eppure, lo stile iperrealista dell’armatura, le procaci e provocanti ragazze (e ragazzi) che, in inglese diremmo “frolicking” nel prato, sembrano usciti da un pictorial degli anni ’80. Invece trattasi di Georges Antoine Rochegrosse, e il quadro è nientepopodimenoche tratto dal Parsifal. Pensa te, e il museo d’Orsay, cosa mi racconta sul quadro poi…

Di tutto altro tenore il museo Carnevalet, che complice il lassismo imperante anche in Francia, mi ha permesso finalmente di fotografare, per la gioia di tutti gli amanti del Liberty, il negozio Fouquet disegnato da Alphonse Mucha: sublime.

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Parigi tra letteratura e architettura

dicembre 11th, 2008 | Category: Libri,Viaggi

Parigi è un’ottima scusa per girare a naso all’insù inseguendo un libro. In questa recente gita:
Numero 7, rue de Grenelle. La casa dell’Eleganza del riccio.
Peccato ora al pian terreno ci sia una boutique Prada e della concierge nessuna traccia


36, Quai des Orfevres: sede della police Judiciaire: da Maigret in poi quasi tutto il poliziesco francese passa di lì.

Una meraviglia: la prima cattedrale gotica della nostra storia: la cattedrale di St. Denis, subito a nord di Parigi. Tomba dei re di francia carolingi, merovingi e capeti.

Devo ringraziare Ken Follet e i Pilastri della Terra che la citava, lei, la meravigliosa cattedrale, e soprattutto il chiostro di luce dell’abate Suger. Teologia della luce contro il buio romanico. Da non credere. E il tutto a mezz’ora dalla senna..

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Ratatouille

novembre 21st, 2008 | Category: Viaggi

Se avete visto Ratatouille, avete presente le magnifiche viste di Parigi che si specchia, la sera, sulla Senna. E poi sotto.. direttamente da Jules Verne, bulloni, rivetti, lampade a gas e lastre d’acciaio nella metro alla fermata cité, scavata come un enorme cilindro nel cuore dell’isola omonima.

Altre foto su Parigi qui

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