Jeff Koons a ki?
Parigi riserva sempre bellissime sorprese. Nell’ultima visita, almeno due, ma soprattutto una: che dire di questo quadro trovato girovagando per l’ennessima volta all’Orsay, che è in parziale ristruttrazione. Tra quadri che mancano (perché a San Francisco, si scoprirà dopo) e quadri tirati fuori dagli scantinati, ecco che uno si imbatte in un Pellizza da Volpedo (che non vede) e toh, un Jeff Koons. Ma.. un momento.. 1894?? Non può essere il nostro beneamato erotomane, eppure.. eppure, lo stile iperrealista dell’armatura, le procaci e provocanti ragazze (e ragazzi) che, in inglese diremmo “frolicking” nel prato, sembrano usciti da un pictorial degli anni ‘80. Invece trattasi di Georges Antoine Rochegrosse, e il quadro è nientepopodimenoche tratto dal Parsifal. Pensa te, e il museo d’Orsay, cosa mi racconta sul quadro poi…
Di tutto altro tenore il museo Carnevalet, che complice il lassismo imperante anche in Francia, mi ha permesso finalmente di fotografare, per la gioia di tutti gli amanti del Liberty, il negozio Fouquet disegnato da Alphonse Mucha: sublime.
Nessun commentoParigi tra letteratura e architettura
Parigi è un’ottima scusa per girare a naso all’insù inseguendo un libro. In questa recente gita:
Numero 7, rue de Grenelle. La casa dell’Eleganza del riccio.
Peccato ora al pian terreno ci sia una boutique Prada e della concierge nessuna traccia
36, Quai des Orfevres: sede della police Judiciaire: da Maigret in poi quasi tutto il poliziesco francese passa di lì.
Una meraviglia: la prima cattedrale gotica della nostra storia: la cattedrale di St. Denis, subito a nord di Parigi. Tomba dei re di francia carolingi, merovingi e capeti.
Devo ringraziare Ken Follet e i Pilastri della Terra che la citava, lei, la meravigliosa cattedrale, e soprattutto il chiostro di luce dell’abate Suger. Teologia della luce contro il buio romanico. Da non credere. E il tutto a mezz’ora dalla senna..
Nessun commentoRatatouille
Se avete visto Ratatouille, avete presente le magnifiche viste di Parigi che si specchia, la sera, sulla Senna. E poi sotto.. direttamente da Jules Verne, bulloni, rivetti, lampade a gas e lastre d’acciaio nella metro alla fermata cité, scavata come un enorme cilindro nel cuore dell’isola omonima.
Altre foto su Parigi qui
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