Per non dimenticare..
..che i morti, tra l’altro, non sono tutti uguali. E neanche i vivi.
Nella foto, Gianmaria Testa canta, sul palco della festa del 25 Aprile, “La ca sla colin-a”, e dopo canterà la sua Bella Ciao. A fianco, per chi se lo fosse perso, il partigiano fucilato, di Marino Mazzacurati, alla Galleria d’Arte Moderna di Roma.
No decisamente, come ci hanno ricordato con dolcezza i testimoni della Resistenza e di Mauthausen, un’altra scelta era possibile e dunque, la memoria, le vite e le morti non sono tutte uguali.
Checché ne dicano, questa per me è la festa nazionale italiana, il nostro 14 luglio, il nostro 4 luglio, la nostra primavera.
I ribelli della montagna
Col cazzo che il 25 Aprile è la festa delle libertà. È la festa della Liberazione, ragazzi miei. Dai nazi-fascisti. Ad opera dei partigiani e degli alleati. Ricordiamo pure tutti i morti, ma onoriamone solo alcuni. Bella, ciao.
Firma, o viaggiatore, la petizione contro la proposta di legge 1360, sul sito dell’ A.N.P.I. o su quello della petizione
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Dalle belle città date al nemico
fuggimmo un dì su per l’aride montagne
cercando libertà fra rupe e rupe
contro la schiavitu’ del suol tradito.
Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir.
Lasciammo case, scuole ed officine
mutammo in caserme le vecchie cascine
armammo le mani di bombe e mitraglia
temprammo il cuore e i muscoli in battaglia.
Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir.
È giustizia la nostra disciplina
libertà è l’ideal che ci avvicina
rosso sangue il color della bandiera
d’Italia siam l’armata forte e fiera.
Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir.
Sulle strade dal nemico assediate
lasciammo talvolta le carni straziate
provammo l’amor per la patria nostra
sentimmo in cuor l’ardor della riscossa.
Siamo i ribelli della montagna …


