25 Aprile, 65 anni dopo



Bella la piazza a Torino oggi, per il 25 Aprile. Tante gente, quasi nessuna per la celebrazione, ma vabbé.. Molto carini, sotto il monumento all’artigliere del regno di Sardegna, appollaiati, militanti comunisti muniti di bandiere credo sovietiche originali, e belle magliette rebeldi. Ho resistito a stento all’acquisto di una o due creazioni su sfondo rosso.
Sul palco come sempre giovani e meno giovani, resistenti della prima ora, e ragazzi che leggono storie di ragazzi (ora nonni, se va bene) che aveano appena 20 anni tanti anni fa (e i cui nomi echeggiano nelle vie di Torino, soprattutto in zona Crocetta / San Paolo). Io lo trovo sempre commovente. Non ho sentito cantare “Bella ciao”, purtroppo, ma l’ho sentita suonare dall’orchestra di giovinetti delle scuole della val Sangone. Così come ho sentito suonare “Fischia il vento”.. mi sembra di ricordare su musica tradizionale russa, una cosa tipo “I battellieri del Volga”.
Vale sempre la pena. C’era più gente in giro per i negozi aperti che per questa paludata celebrazione. Che fare? Ma perché, dio bono, noi non abbiamo fatto come la Francia, e invece di stupide feste ancora meno sentite, tipo il 2 Giugno, o altre, non abbiamo fatto del 25 Aprile la festa nazionale? Timorelli come sempre.. paciosi.. e invece più sangue, e meno cencelli. Ogni tanto il cerchiobottismo non paga, e con gli Italiani paga ancora meno.
Bella, ciao.
Nessun commentoPet project del mese: la bici elettrica
Il pet project del mese è rifare per la centesima volta il cablaggio elettrico della mia bici, forte anche della nuova dinamo nel mozzo che ho comprato. La cosa più semplice è stata la ruota: ho chiesto a due Decathlon, alla fine per 50 euro ne ho ordinata una già montata con mozzo Shimano, da 26 pollici. Il modello della dinamo e’ tipo N3H8, poi guardo bene.
Prima magagna: manca il connettore specifico. Ho fatto un orrendo pasticcio con cavi elettrici e tonnellate di nastro isolante, ma intanto lo cerco in rete. Esiste, costa 90 centesimi, ma dall’america lo spediscono per 20 dollari. Mi rifiuto.
Ho cablato tutto Sabato scorso, poi sono andato a pedalare (vedi foto.. nel gelo della collina torinese) rischiando di perdere le dita per il freddo della discesa: da vero genio avevo pensato solo alla salita, non al ritorno in velocità, sudato, e col buio. Cmq.. tornato a casa mi accorgo che la lampada si era bruciata, e che il copertone era montato al contrario. Dunque smontare tutto.. ma il connettore era appiccicato al mozzo, e il tutto fascettato alla bici. Morale.. ho smontato tutto e ieri sono andato da Pinto a comprare un pò di compinentisitca: uno perchè volevo fare qualcosa di sganciabile, due perchè volevo avere una lampada a led. Costano, in rete, sugli 80 euro, e a Torino nei negozi si trovano solo alimentate a batteria, ma non da dinamo. Avrei potuto cannibalizzare una luce già fatta, come ho fatto per la seconda liuce posteriore, ma che gusto c`è?
Così ho deciso di comprare un pò di led, resistenze, una breadbord e un minisaldatore e ieri sera in cantina ci ho dato dentro. Per ora funziona. È tutto sganciabile con connettori, ho un interruttore che stacca la corrente, e una lampada a 4 led.
Però pare che sprechi un sacco di corrente. Ho usato, per alimentare i led, il classico circuito che si vede qui, ad esempio sul sito dell’ottimo Chirio. Questo però dissipa potenza in calore.. e dunque con l’ottimo Franz vedremo di progettare un circuito con un convertitore di tensione (la dinamo esce a 6V, i diodi bianchi in genere ne prendono 3) che non consumi potenza.
Nelle foto: la galaverna in collina e il faro della vittoria con la mia bici, e il mio tavolo di lavoro, raffazzonato, ma efficace, fatto in cantina. Iphone con metal a palla, luci da officina, vapori di stagno.
1 commentoI ribelli della montagna
Col cazzo che il 25 Aprile è la festa delle libertà. È la festa della Liberazione, ragazzi miei. Dai nazi-fascisti. Ad opera dei partigiani e degli alleati. Ricordiamo pure tutti i morti, ma onoriamone solo alcuni. Bella, ciao.
Firma, o viaggiatore, la petizione contro la proposta di legge 1360, sul sito dell’ A.N.P.I. o su quello della petizione
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Dalle belle città date al nemico
fuggimmo un dì su per l’aride montagne
cercando libertà fra rupe e rupe
contro la schiavitu’ del suol tradito.
Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir.
Lasciammo case, scuole ed officine
mutammo in caserme le vecchie cascine
armammo le mani di bombe e mitraglia
temprammo il cuore e i muscoli in battaglia.
Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir.
È giustizia la nostra disciplina
libertà è l’ideal che ci avvicina
rosso sangue il color della bandiera
d’Italia siam l’armata forte e fiera.
Siamo i ribelli della montagna
viviam di stenti e di patimenti
ma quella fede che ci accompagna
sarà la legge dell’avvenir.
Sulle strade dal nemico assediate
lasciammo talvolta le carni straziate
provammo l’amor per la patria nostra
sentimmo in cuor l’ardor della riscossa.
Siamo i ribelli della montagna …





