WWDC11

giugno 10th, 2011 | Category: Senza categoria

Anche quest anno, a vedere Steve Jobs e soprattutto a seguire le sessioni e i lab degli ingegneri Apple.

Un po’ di foto per dare l’idea dell’atmosfera. Di allegro cazzeggio, ma anche di affari e tanta, tanta tecnologia (e per motivi di NDA non posso mettere foto delle sessioni, ma cmq sono tante presentazioni tecniche di un’ora, con speaker molto tecnici e bravi, di tutte le parti del mondo, che lavorano a Cupertino. Ieri c’era un russo, Aleksej, che parlava un po’ come ci si aspetta che parli un russo in americano…) e divertimento: c’è anche il parti allo Yerba Buena park, con Franti e gli Spearheads, e prima, la cerimonia, diciamo di gala, per gli Apple Design Awards.

Le foto sono in ordine cronologico, dalla domenica, registrazione e foto di gente già accampata per la notte, alla mattina alle 5 di lunedì, in cui a gruppetti la gente iniziava ad avviarsi al centro congressi, gli accampamenti, l’entrata (con la coda che fa il giro dell’intero isolato, che sarà di 1km, 1,5km almeno) e il resto..

Nessun commento

Mt. Tam e Marin headlands

giugno 06th, 2011 | Category: Sport,Viaggi

Per me arrivare a San Francisco vuol dire correre, e pedalare. Per strano che sia, è così. E infatti, l’ultimo giorno libero, incredibilmente non ha piovuto, e sono riuscito a salire sul monte Tamalpais, come l’anno scorso. Sempre bello.

(nella terza foto, Fort Point, sotto il Golden Gate bridge. Uno dei mille posti cinematografici di SF. Qui una scena di Vertigo).

Questa volta però, armato di cartine di sentieri decenti, ho fatto altre strade, e dopo sono andato al Muir Beach Overlook, da cui finalmente ho visto il mare, e poi altri giri su sentieri più o meno leciti, nel Marin headlands, fino al ritorno (in bici) a SF. Quasi 100km ma molto divertenti.

Nessun commento

Sole sulla baia

giugno 04th, 2011 | Category: Consigli letterari,Viaggi

Non c’è che dire, a me piace questa città, poco popolosa tutto sommato eppure molto estesa, perchè in fondo, la controcultura americana di cui sono intriso, da quella più offstream ex hippy e post hippy, fatta di teorie della cospirazione, di anarchia più o meno libertaria, di socialismo strisciante, a quella più mainstream, dai beat ai nerd ormai sdoganati, viene da qui. È l’unica città dove signori barbuti over 50 girano con lo skate sotto il braccio, e vecchi hippy camminano per strada indaffarati tra ciclisti e giapponesi. Dove homeless che sembrano usciti da un film, sono sullo stesso marciapiede di ragazzotti con felpe e cappuccio, dentro la city. Dove davanti ai negozi e agli alberghi stazionano dipendenti con cartelli di protesta, senza che nessuno batta ciglio, e dove ci sono cooperative e centri di aiuto sociale. Dove c’è ancora tanto verde, e ci sono case sull’oceano, surfer e jogger a tutte le ore. Dove c’è un poeta laureato cittadino (Ferlinghetti) ancora vivo, che ha conosciuto Kerouac e Ginsberg, e dove Coppola ha un suo caffè (il grattacielo inizio secolo in verde rame), sotto il palazzo della sua Zoetrope. Bè, scusate se è poco.

Nelle foto si vede l’interno del Maritime Museum (ex Aquatic Park del 1939), delirante edificio pubblico di elioterapia e talassoterapia art deco a forma di nave all’estremità di North Beach, questo si, decorato con murales sponsorizzati (come tutto l’edificio) dalla benemerita WPA di Roosvelt. I murales sono di Hilaire Hiler.

Nessun commento

Murales 2/2

giugno 04th, 2011 | Category: Viaggi

Qualche giorno dopo ho deciso di avventurarmi dentro Mission, il quartiere più ispanico del centro di SF, per vedere altri murales, più moderni. Le guide parlano bene del quartiere, ma sempre con qualche caveat. Persino il ragazzo che mi ha affittato la bic, ispanico, si è sincerato che non volessi parcheggiare la bici, e legarla, neanche per poco. Mah, con queste premesse, mi sono detto, meglio andare a metà mattina, con un diluvio universale a coprire precipitose fughe. Il quartiere invece è molto colorato, e lungi dal sembrare la periferia desolata che è LA, anche abbastanza carino. Vie vivaci, e strade con case pseudo vittoriane, colorate e tutto sommato pulite. A parte una specie di signor Machete che mi ha affiancato affacciato al finestrino di qualche Chevrolet taroccata del ’56, direi tutto tranquillo. Vedete qui i murales. Alcuni decisamente notevoli. Vorrei fare notare il grande effetto flou che sono riuscito ad ottenere: sono gocce di pioggia. La parte di foto più bagnata è Balmy alley, la più lontana, mentre l’edificio tutto dipinto di donne è forse il murale più caratteristico, quello del Women’s building, chiamato anche MaestraPeace. Gli altri sono in giro, soprattutto in Clarion street. L’ultima foto è un poster del negozio Good Vibrations, in Valencia st. Lascio alla vs. fantasia immaginare di che negozio si tratti, e cosa si deve “cavalcare” con orgoglio..

Nessun commento

Murales 1/2

giugno 02nd, 2011 | Category: Politica?,Viaggi


Diego Rivera è stato un artista messicano molto importante nella prima metà del secolo, dichiarato comunista e sposo, tra l’altro, di Frida Kahlo. Incredibilmente ha lavorato parecchio in America, ma altrettanto credibilmente, solo prima della seconda guerra mondiale, non dopo in pieno Maccartismo.
Comunque, tra i vari lavori, più o meno pagati, alcuni fatti durante la grande depressione e durante il New Deal di Roosvelt, il quale (vedrete anche altri post) aveva genialmente applicato il principio di fare lavorare, nonostante tutto, anche gli artisti, pagandoli con fondi dello stato, anche per tenerli impegnati. È la benemerita WPA. Questi murales non sono diretto effetto della WPA, ma altri in giro per SF si, e l’atmosfera era comunque questa. Mi sono divertito a fare un bel giro per andarli a trovare nel SF City College (nella foto sotto, quello con davanti un enorme mezzo dei pompieri), a sud della città. I murales sono stati fatti in occasione della fiera internazionale di SF del 1940 che ha creato anche Treasure Island.
Il murale è intitolato Pan-American Unity – Unión de la Expresión Artistica del Norte y Sur de este Continente, e prefigura anche la guerra che ancora, per l’america, deve venire.
Notare come Rivera, ancorchè comunista (ma trotzkista diremmo) insieme a Hitler e Mussolini dipinge anche uno Stalin assassino (appunto, di Trotzy). E c’è tutto il grande Dittatore di Chaplin. Bello vedere che come sempre l’italia fa una figura da macchietta, ma di merda.
Potete seguire questo link e vedere qui i dettagli del murale

Per il resto.. bisonti (un po’ vecchiotti) nel Golden Gate park, e l’oceano, sempre bello. E un tram di Milano che gira allegramente, ancora utilizzato, per tutto il centro di San Francisco fino al mare. Notare il segnale di “Uscita”..

Ah, lo scavo che si vede nelle foto è uno scavo archeologico. Naturalmente essendo in america è uno scavo che vuole portare alla luce resti di … inizio ’900. Come recita la placca che accompagna il sito: “During the construction, a team of Park Service archaeologists, partners, and volunteers will carefully uncover this archaeological site to learn about the men, women, and children who visited over a century ago.” Over a century ago, c’erano degli stabilimenti balneari. Wow.

Nessun commento

California 4/4: Stanford a 8 corsie

settembre 27th, 2010 | Category: Viaggi

Per chiudere la parentesi turistica, prima di partire, il Lunedì, abbiamo fatto una bella visita al campus di Stanford. Certo che questo signor Leland sapeva come fare le cose. Colonne doriche, bugnato, e solidi muri di pietra. La chiesa al centro del campus, raccontava mio padre, in onore alla politically corectedness, è ora un luogo di incontro multiconfessionale.

Ah, comunque ho anche guidato io sulle mitiche auto americane a cambio automatico. Nulla di che, noiosissime. La cosa inquietante sono gli svincoli giganti con 4 corsie o più per senso di marcia. Avvicinandoci all’SFO ho avuto puri momenti di panico ad imboccare una sequenza di svincoli che poi si è rivelata giusta.. per puro sesto senso.

Nessun commento

California 3/4: Aglio e Big Sur

settembre 23rd, 2010 | Category: Viaggi

Domenica abbiamo puntato a Sud. Notare che in ogni gita al di fuori del nostro motel si passava vicino al mitico SLAC (Acceleratore Lineare di Stanford).. per me, figlio di fisici, un tuffo al cuore.

Abbiamo puntato decisamente verso Cupertino, San Jose e via dritti passando per la capitale mondiale dell’aglio (Gilroy.. giuro l’odore di aglio si sentiva dalla freeway) e via fino a Laguna Seca (ignorante me, pensavo fosse in Spagna), Monterey e Big Sur. Patria della famigerata beat generation, che a me provoca tanta noia, però devo dire.. Big Sur e la costa da Monterey verso Sud sono veramente da togliere il fiato. Poi su, dopo aver passato il negozietto immancabile di paccottiglia beat/new age, una curiosa upupa, verso Carmel delizioso paesino per ricchi sul mare, e la scenic drive della penisola di Monterey.

Ora, ho scoperto che sull’oceano gli americano sono come gli italiani: in spiaggia ombrelloni, teglie di lasagne, panze e sdraio. Ora, magari le lasagne erano hamburger o tortillas, ma per il resto, idem. Solo l’acqua era gelida come neanche ad Oslo. Ed era il 12 Giugno.. La penisola di Monterey è spettacolare. Avvolta da una mistica nebbia, piena di alberi dalle forme scolpite dal vento, isolotte coperte di guano, gabbinai, otarie e leoni marini, e tanti cipressi. Solitari.. uno addirittura è un marchio che si può fotografare solo per uso privato visto che è il simbolo del consorzio che gestisce la penisola.. e pieno di campi da golf tra i quali il mitico Pebble Beach. Vale il viaggio.

Al rientro siamo anche passati per Santa Cruz, ma solo facendo una simpatica coda. E la sera, tutti a mangiare alla Buca di Beppo, che mio pare pensava fosse un genuino ristorante italiano di Palo Alto, e invece è un orrendo franchising italiano con alle pareti immagini degli anni ’50, del nostro mezzogiorno, e sui bagni per uomini la scritta “Goomba” (leggesi “cumpà”… sic!). In più è tradizione del locale festeggiare i compleanni degli avventori con una agghiacciante canzone cantata in coro dai camerieri (che sono per la maggior parte siriani e svedesi) con parole italo-americane sulle note immortali di Funiculì Funiculà. La pizza in compenso era buona. Ma solo la Margherita..

Nessun commento

California 2/4: Coppola e il BBQ

settembre 20th, 2010 | Category: film,Viaggi

Il giorno seguente, sabato, siamo andati a Nord attraversando il Golden Gate che è sempre bello. Marin County (dove ero stato in bici, e dove soprattutto c’ é lo Skywalker Ranch di George Lucas, arf..) e poi su verso Sonoma Valley e Napa Valley. Puntata della memoria ad Asti, California, colonia astigiano-svizzera di inizio secolo con vineria, dove abbiamo comprato tanti cavatappi (!) e fatto foto ai vigneti con annesse palme. Poi giù verso Calistoga (!!!! bellissimo, era da anni che leggendo avventure di Paperino e Paperone, di Barks e non, sognavo di vedere Calistoga) e poi Napa (il cuore della valle). Buffe cittadine che sembrano uscite da un film western, tutte finte. Giuro.. i palazzi americani in queste cittadine minori (e vale anche per Palo Alto) sono tutte di cartapesta. Giuro.. ho passato due giorni a bussare con le nocche sui muri e suonavano sempre vuoto. C’è una struttura di cemento armato (se va bene) e poi l’aspetto esterno cambia con l’uso: un negozio di cheese cake: chiaro, si fa in stile Maya.. e via di cartongesso, una libreria, in stile adobe spagnolo, e via.. una banca, in stile Wells Fargo, e via di archi finti e colonne posticce. Comunque.. dopo Napa siamo stati al Vineyard di Sattui. Carino, organizzatissimo, ed essendo sabato, pieno di amerikani in picnic e feste… tenerissimi, c’era anche gente che non beveva alcoolici. Cmq, un buon bbq (rovinato dalle solite salse) e un bel vinello bianco di produzione locale, infine un meritato pisolo sul prato sotto le fronde di alberi californiani con un tappeto d’erba incredibile.

Ah, ma il momento clou è stata la visita al Francis Ford Coppola winery.. nello spaccio c’ereano anche conserve di pomodoro in stile italico, gadget bellissimi che ahimé non ho comprato, e gente che degustava già alle 11 del mattino. Ho comprato un buono Zinfandel (Director’s cut) che ho portato in Italia. Buono, e bravo Coppola!

La sera cena in un tipico ristorante finto creolo di Palo Alto.

Nessun commento

California 1/4: Berkeley

settembre 16th, 2010 | Category: Viaggi

Inizio oggi il resoconto delle scorribande californiane di mio padre e mie, nello scorso Giugno.

Quando sono stato a SF, è venuto su anche mio padre per lavoro e ne ho approfittato per farmi portare in giro per qualche giorno per la California che, beato lui, conosce bene. Così il primo giorno siamo stati a Berkeley, attraversando il Bay Bridge.. lunghissimo e trafficatissimo. Si intravede in una foto, il ponte è su due piani, un senso di marcia per piano, e con parapetti altissimi dal piano di sotto è impossibile fare foto.

Berkeley è veramente più hippy di SF, e ce ne vuole tanto. Ragazzi (s)fatti sotto gli alberi dei viali a chiedere qualche cent, molto serenamente, tra un cannone e l’altro. Magliette vintage (made in china), bancarelle, carrettini che vendono musica rasta agli angoli delle strade, negozi di dischi.. di vinile, e l’università, con cancello, campus, campanili e (coincidenza curiosa) studenti che si graduavano con codazzo di parenti. Folcloristico. Anche il ritorno verso Mountain View (sì, quella) attraverso un altro ponte, e una ordinatissima, ma immensa, coda a 8 corsie su una highway californiana.

Nessun commento

Freewheeling the Bay

giugno 07th, 2010 | Category: Sport,Viaggi

Dopo mesi di duro allenamento sul colle della Maddalena nostrano, e sui montielli pedemontani, finalmente metto a buon frutto il callo del ciclista, pedalando su e giù per le strade di San Francisco, e soprattutto per la Baia. Devo dire, veramente spettacolare. E veramente, come è ovvio, veramente su e giù.

Qui metto due foto della gita che da Downtown, attraverso il Golden Gate, mi ha portato a Sausalito, poi Mill Valley, poi al monte Tamalpais (m 784) e poi ai Muir Woods. Comunque la si veda, la baia, il ponte, tutto il resto è veramente spettacolare, anche con la nebbia che è sempre abbondante. Direi, anzi, grazie alla nebbia.

Qui trovate il tracciato della gitarella, chiusa con il traghetto che passa vicino ad Alcatraz. http://connect.garmin.com/activity/35816018

Bellissimo. Tra l’altro il monte Tamalpais pare sia la culla della MTB, e io, modestamente, senza saperlo (prima di partire) ho fatto proprio in discesa le strade tagliafuoco sterrate, e i sentierini fino a Muir Beach. Divertentissimo!! con il cancello che ho affittato, e il lucchettone a U che sbatacchiava contro il portapacchi (!!) facendo un rumore d’inferno, ma con due freni a disco a cui non ero abituato.

La vista è spettacolare, sia il ponte (chiaramente) avvolto nella nebbia alle 7 di mattina, sia la baia dall’alto. Ora che ci penso, secondo me quelli della Rockstar Games per fare GTA Vice City si sono ispirati a SF.. c’è tutto: il quartiere ispanico, il lungomare zarro, i grattacieli, gli idrovolanti, la marina, il golf club, gli elicotteri, e ponti.. ponti.. barche a vela, a motore e c’è pure la fog of war, che è forse la cosa più sorprendente di San Francisco: la mattina presto (ma anche dopo talvolta) la cima dei grattacieli non si vede, perché avviluppata dalla foschia, e idem la cima delle colline, o gli edifici lontani più di qualche isolato.

Poi ci sono le sequoie sempreverdi, redwood, pieno. A Mill Valley la gente costrusce case su palafitte per gli erti pendii per abitare in mezzo a loro. E nel Muir Wood è pieno. Sono un cane a fotografare, ma la luce che penetra dall’ombrello di foglie mette in scacco qualunque esposimetro.


Infine ringrazio quelli di Blazing Saddles per il supporto e per gli orari che gli ho fatto fare. Approfittando del jet lag un giorno ho anche preso la bici poco prima delle 6.. di mattina. Mai successo.

Nessun commento