Mr. Hyde
Ho letto finalmente anche The strange case of Dr. Jekyll and Mr. Hyde. Serendipicamente direi, visto che è citato in altri libri che sto leggendo, in genere di Ian Rankin.
Stevenson si è dimostrato ancora una volta un autore molto moderno. Anche se la struttura è quella classica del romanzo gotico (natalizio) della seconda metà dell’ottocento, il contenuto è devastante. Analizza la psiche umana, pur senza avere (per fortuna?) i mezzi dati da Freud qualche decennio più tardi, con una spregiudicatezza e una profondità insospettabili.
Per chi conosce la storia solo per sentito dire (come me ad esempio), il romanzo rivela alcune sorprese: innanzitutto mr Hyde è un giovinotto, scapestrato,fisicamente “sbagliato” e piccolo. Più basso del dottore. E poi non è vero che Hyde sia la parte “cattiva”, mentre Jekyll ne sia la buona: gli esperimenti di Jekyll sono tesi ad estrarre una parte “pura” dell’essere umano, o buona o cattiva. Per caso, dopo avere bevuto la pozione, si stacca da Jekyll la parte malvagia, mentre Jekyll resta integro, ambivalente, con una dose certo maggiore di “bene”, ma continua a mantere al suo interno la sua buona dose nascosta di “male”. In definitiva, un uomo.
È interessante notare come si trovino alcuni topoi letterari diventati poi di gran moda, oprattutto al cinema, come la trasformazione “dolorosa” da un corpo ad un altro, il fatto che il piccolo Hyde si trovi dentro vestiti più grandi di lui, e infine la classica pozione “magica”: un bicchiere contenente un liquido denso, ribollente e fumante pur essendo freddo.
Dopo il pirata Long John Silver, un’altra discesa di Stevenson negli abissi, spesso insondabili, dell’animo umano.
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