Corsica 2009

mappacorsica-copyUn’idea criminale: un giretto in bicicletta in Corsica nella torrida estate del 2009.
Questo il programma: partenza un venerdì sera (7 Agosto) da Savona, arrivo a Bastia il mattino dopo, indi tappone dolomitico per arrivare dai miei amici Paola e Marcello (più piccolo Ale) verso Île Rousse, e poi.. boh, una vaga idea di arrivare verso il sud e traghettare in Sardegna dopo un 4 o 5 giorni.
Totale alla fine 335 km in 4 giorni, piu’una trentina in Sardegna.

Questo in pratica è quello che ho fatto:

Zeresimo giorno
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Treno verso Savona: arrivo a Savona, scopro con orrore che il porto non è per nulla vicino, e, dopo informazioni più o meno precise (alcuni volevano che prendessi un bus -con la bici- tanto era lontano il porto), mi avvio verso l’Aurelia sperando di farcela. In realtà era solo 30 minuti di bici con calma. Prima tappa fatta! Lego la bici e un palo nel garage numero 2 del traghetto CorsicaFerries e passo la prima notte con il sacco a pelo tecnico Decathlon (sponsor inconscio del viaggio) nel ristorante self service. Un classicone.

Nella foto: Villa Zanelli, di Gottardo Gussoni, lungo l’Aurelia tra Savona e Vado, e la mia bici, all’imbarco della Corsica Ferries. Si intravede lo specchietto, già rotto, prima di partire, a Porta Nuova, e rabbrecciato alla benemeglio.

Primo giorno
img_0014 img_0015 img_0021 img_0024 img_0026 img_0028 img_0033 img_0035 img_0037 Arrivo all’alba a Bastia, scendo dalla bici, equipaggio la stessa in assetto da battaglia, piego la cartina e la infilo nel reggicose da manubrio, e incoscientemente parto, verso Saint Florent. Agghiacciante salita, fino alle nuvole della famigerata nebbiolina corsa del col de Teghime, poi discesa molto divertente fra i vigneti e Saint-Florent, dopodichè altra salita, tutto sommato più lenta, nel deserto degli Agriates (che in realtà è come la barbagia sarda..) fino alla bocca di Vezzu. Pranzo tra le vespe, incontro con appassionati della flora mediterranea francese, e infine arrivo alla foce dell’Ostriconi. Agognato campeggio.
Ricordo con piacere la allegra scritta che campeggiava a Vezzu: “franceis, tu es mort”. Niente da dire.

STATISTICHE
Tempo (incluse pause pipì e respirazione): 5h09′
Distanza: 53Km
Velocità media: 10.4 km/h
Via Michelin: 52Km in 3h46′. Be’, incluse le pause, e considerando che è la prima volta..

Secondo Giorno
riposo

Terzo Giorno
Partenza tardi, verso le 9:30, con vaga idea di andare verso Calvi (e mezza idea di prendere dei fantomatici traghetti fino a Porto..). Poco prima di Île Rousse mi si buca la gomma anteriore. Primo e unico incidente alla mia bici: uomini di poca fede, tutti che ridevano di lei, e invece si è comportata benissimo. Dopo una tappa a comprare una catena di ricambio (an’sa mai) e uno specchietto decente, proseguo per Île Rousse dove, alle info scopro che non esistono traghettini costieri, e le ferrovie corse sono in sciopero. Proseguo per Calvi, poi superato il promontorio della Revellata, inizia un pezzo di strada bellissimo: a strapiombo, stretto, non proprio ben tenuta, ma molto bello.
Si sale, si scende, la strada diventa devastata dopo la Bocca Serria, poi si arriva al fiume Fango e lì migliora (tutta rifatta ex novo), peccato che salga, salga, salga per chilometri fino al colle di Palmarella, per poi scendere (e risalire fino al col de la Croix) fino a Porto. Molto bello soprattutto l’ultimo pezzo di calanchi, i 4 o 5 km prima di Porto. Per strada tante more, e qualche mucca che bruca a bordo strada.
Stremato arrivo a Porto, trovo il primo albergo libero (sia lode a Zeus) e mi faccio un bagno tra i sassi della spiaggia al tramonto. Meritato.

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Calvi, la Revellata e l’inizio della strada a strapiombo.

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La costa dopo Calvi, il fiume Fango (ovviamente) e la salita verso la Palmarella.

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Dalla Palmarella, la strada verso il col de la Croix, il golfo di Girolata

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Verso Porto, i calanchi e finalmente Porto dall’alto.

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Porto la sera.

STATISTICHE
Tempo (incluse pause pipì e respirazione, escluso pranzo): 8h33′
Distanza: 117Km
Velocità media: 13.6 km/h
Via Michelin: 116Km in 8h17′. Straordinariamente accurato!

Quarto giorno
La mattina, dopo lauta e grassa colazione, mi avvio verso Piana, dicendomi che sono solo 10km. Errore mortale, ci metterò quasi 3 ore a salire. Nel mentre pausa calanchi, con gita verso il Chateau-Fort (calanco). Proseguo caparbio verso Ajaccio, senza fermarmi troppo. Cargèse è carina, il mare bello prima, non sempre bellissimo dopo. Fatto un bagno a Sagone. I calanchi prima di piana, e la strada, messa a nuovo (ma sempre strettissima) sono strepitosi, anche di giorno. Molto evocativi.
Arrivo ad Ajaccio, scopro con orrore che tutti gli alberghi sono pieni. Carina la città comunque, a vederla così. Alla fine ripiego, per pietà del gestore, nell’unico campeggio vicino, ovviamente in salita!

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STATISTICHE
Tempo (incluse pause pipì e respirazione, escluso pranzo): 7h31′
Distanza: 81Km
Velocità media: 10.7 km/h
Via Michelin: 79Km in 5h37′. Qui ero scoppiato.. evidentemente!

Quinto giorno
La mattina presto tento di prendere il trenino corso per andare fino a Corte, in giornata, e vedere il famoso viadotto di Eiffel (tra Venaco e Venario mi sembra). Scopro con simpatia che i francesi sono ancora in sciopero. Se c’è un popolo che sciopera, silenziosamente, più di noi, sono i francesi. Che io sappia, al 14 agosto erano ancora in sciopero. Mitici.
Proseguo, a costo della vita, sulla tangenziale interna di Ajaccio, verso est, e poi innumerevoli piccole salite e discese, nel mezzo anche della campagna. Belle spiagge fino a Propriano, soprattutto negli angoli più lontani dalla strada principale, con tante calette e molto verde. Arrivo a Propriano nel sole. Anche qui niente posti in albergo, solito campeggio abbarbicato prima del cimitero. Il quale cimitero è…tagliato in due dalla statale, come si vedrà nel giorno seguente.

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Nelle foto la vecchia manifattura tabacchi in stile moresco di Ajaccio, credo destinata ad essere abbattuta, la bici col mitico caricabatterie Freeloader, e infine il golfo di Propriano.

STATISTICHE
Tempo (incluse pause pipì e respirazione, escluso pranzo): 7h21′
Distanza: 84Km
Velocità media: 11.4 km/h
Via Michelin: 80Km in 5h41′. Qui di nuovo scoppiato.. alcune ripide salite fatte spingendo la bici, il che, chiaramente, non aiuta la media..

Sesto giorno
Mattina presto all’imbarco a Propriano, preso il traghetto della CMN e dopo 4 ore arrivo a Porto Torres. Da qui verso Sassari, anche sulla terrificante SS131, poi treno fino a Olbia, e da lì fino alla Marinella. Finito, finalmente!

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STATISTICHE
Tempo (incluse pause pipì e respirazione, escluso pranzo e treno): 2h21′
Distanza: 36Km
Velocità media: 15.4 km/h
Via Michelin: 37Km 2h34′. Qui sentivo profumo di casa, meglio della media di ViaMichelin!

1 commento

1 Comment so far

  1. Zontariana » Corsica 2009 agosto 23rd, 2009 21:09

    [...] Per statistiche, foto e itinerario dettagliato c’è un bel link alla pagina del mio giro in Corsica. [...]

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